La metaniera russa Arctic Metagaz, rimasta alla deriva al largo della costa ovest della Libia, è stata assicurata a un rimorchiatore specializzato delle infrastrutture petrolifere in vista di un trasferimento controllato. Lo ha reso noto il ministero della Difesa del Governo di Unità Nazionale (GUN), precisando che l’operazione ha permesso di “mettere in sicurezza la posizione della nave e impedirne ulteriori spostamenti” prima di spostarla in un porto sicuro.
Secondo il dicastero, tutte le fasi dell’intervento si sono svolte “in stretto coordinamento con le autorità competenti” e secondo le procedure tecniche previste. Le manovre mirano a “garantire la sicurezza della navigazione e la protezione dell’ambiente marino da eventuali rischi”, si legge nel comunicato.
La decisione di stabilizzare la metaniera arriva dopo alcune ore di tensione in corrispondenza di Zuwara, dove residenti locali avevano bloccato l’arteria costiera vicino al complesso di Mellitah per protestare contro la gestione dell’emergenza. Le manifestazioni si sono concluse in seguito alle rassicurazioni fornite dalle autorità e all’impegno di intervenire prontamente sulla nave.
Il polo di Mellitah, a circa 80 chilometri a ovest di Tripoli e gestito dalla joint venture Mellitah Oil & Gas (NOC-Eni), riceve gas dai giacimenti offshore di Bahr Essalam ed è il punto di partenza del gasdotto Greenstream, fondamentale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia.
La Arctic Metagaz, parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, era stata danneggiata nelle settimane scorse nel Mediterraneo centrale – secondo ricostruzioni non confermate, da un attacco con droni marini ucraini – e si era in seguito arenata tra le piattaforme offshore di Jurf e Sabratha. Ora resta alta l’attenzione sull’operazione di traino, considerata la fase decisiva per la messa in sicurezza definitiva dell’unità.