Teheran respinge l’offerta Usa per la tregua e ne vincola l’accordo a cinque condizioni; Washington conferma il proseguimento dei negoziati

Gli Stati Uniti avrebbero trasmesso all’Iran un pacchetto di quindici condizioni, interamente veicolato tramite il Pakistan, con l’obiettivo di riaprire un canale diplomatico dopo mesi di tensione. Tra i punti principali figurano lo smantellamento delle capacità nucleari di Teheran, la riapertura dello Stretto di Hormuz, la limitazione del programma missilistico iraniano e la revoca delle […]

Gli Stati Uniti avrebbero trasmesso all’Iran un pacchetto di quindici condizioni, interamente veicolato tramite il Pakistan, con l’obiettivo di riaprire un canale diplomatico dopo mesi di tensione. Tra i punti principali figurano lo smantellamento delle capacità nucleari di Teheran, la riapertura dello Stretto di Hormuz, la limitazione del programma missilistico iraniano e la revoca delle sanzioni economiche imposte dall’Occidente.

Secondo ambienti della Casa Bianca, le autorità iraniane avrebbero rispedito la proposta con una serie di contropunti considerati “assurde” dai vertici militari statunitensi. Al momento non sono disponibili dettagli sulle richieste formulate dall’Iran, né su eventuali aperture verso un compromesso.

Nel frattempo, l’Amministrazione di Teheran ha annunciato una parziale riapertura dello Stretto di Hormuz agli attraversamenti navali. Potranno transitare esclusivamente imbarcazioni giudicate “non ostili”, previo pagamento di una tassa di 2 milioni di dollari per ciascuna nave.

Sul versante diplomatico, alcuni stati del Golfo stanno spingendo per agevolare un incontro diretto tra Washington e Teheran. Al contrario, Paesi come l’Arabia Saudita preferirebbero che gli Stati Uniti mantenessero la pressione militare sul regime iraniano.

La Casa Bianca, pur manifestando apertura al dialogo, ha intanto disposto l’invio di almeno 3.200 militari appartenenti alla 82esima Divisione aviotrasportata in Medio Oriente, a testimonianza di una duplice strategia: trattativa e deterrenza al contempo.

Nel frattempo, l’ex presidente Donald Trump avrebbe individuato nel presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, il candidato ideale per guidare l’Iran dopo la presunta successione di Mojtaba Khamenei.

Infine, un drone ha colpito l’aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un incendio di entità non ancora quantificata dalle autorità locali.