Al G7, Rubio prevede un prolungamento del conflitto in Iran di 2-4 settimane

Durante il vertice dei ministri degli Esteri del G7, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha stimato che il conflitto con l’Iran “continuerà altre 2-4 settimane”, secondo quanto riportato da Axios. Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti intendono conseguire tutti gli obiettivi prefissati nel corso delle ostilità. Ha poi indicato lo Stretto di […]

Durante il vertice dei ministri degli Esteri del G7, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha stimato che il conflitto con l’Iran “continuerà altre 2-4 settimane”, secondo quanto riportato da Axios.

Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti intendono conseguire tutti gli obiettivi prefissati nel corso delle ostilità. Ha poi indicato lo Stretto di Hormuz come “sfida immediata” nella fase successiva, sottolineando la necessità di garantirne piena accessibilità alle navi commerciali.

“L’Iran potrebbe istituire un pedaggio sullo stretto – ha spiegato il segretario di Stato parlando con i giornalisti dopo la conclusione del vertice – un atto che potrebbe causare significativi danni economici a molte nazioni in tutto il mondo”. Per contrastare questa eventualità, Washington cercherà il supporto internazionale in vista di un accordo che mantenga la via marittima libera anche al termine delle operazioni militari.

“Non solo è illegale, ma è inaccettabile. È pericoloso per il mondo. Ed è importante che il mondo abbia un piano”, ha aggiunto Rubio, insistendo sull’urgenza di definire un quadro condiviso per il controllo del traffico nello Stretto di Hormuz.

Parallelamente, il Wall Street Journal riferisce che il Pentagono sta valutando di inviare altri 10.000 soldati in Medioriente, portando a 17.000 il numero complessivo delle truppe americane nella regione. Secondo il quotidiano, questa presenza risulterebbe insufficiente per un’invasione su larga scala, ma abbastanza consistente per mettere in sicurezza l’uranio iraniano, occupare parte del territorio e assumere il controllo di un’isola sotto la sovranità di Teheran.

Il rapporto evidenzia inoltre che, finora, l’amministrazione Trump non ha disposto un dispiegamento di forze terrestri, privilegiando la via diplomatica.