Nuovo attacco alla centrale di Bushehr in Iran; primo lancio missilistico dallo Yemen contro Israele dall’inizio del conflitto

Continua a intensificarsi la crisi nel Medio Oriente, con le infrastrutture strategiche iraniane ancora nel mirino e le basi americane nell’area prese di mira in rapida successione. L’ultimo obiettivo è stato la installazione Sultan in Arabia Saudita. Un aggiornamento sull’evoluzione del conflitto giunge dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), che ha riferito di un terzo […]

Continua a intensificarsi la crisi nel Medio Oriente, con le infrastrutture strategiche iraniane ancora nel mirino e le basi americane nell’area prese di mira in rapida successione. L’ultimo obiettivo è stato la installazione Sultan in Arabia Saudita.

Un aggiornamento sull’evoluzione del conflitto giunge dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), che ha riferito di un terzo attacco nell’arco di dieci giorni nella zona della centrale nucleare di Bushehr. Secondo quanto comunicato da Teheran all’agenzia, non si sono registrati danni al reattore in funzione né fuoriuscite di radiazioni e l’impianto sta operando regolarmente.

Sul fronte israeliano, è stata confermata la partenza del primo missile da territorio yemenita dall’avvio delle ostilità, un episodio che testimonia l’ampiezza geografica delle tensioni in corso.

Intanto, emerge uno spiraglio di distensione sullo Stretto di Hormuz. Venerdì 27 marzo, l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra ha annunciato che Teheran intende “facilitare e accelerare” il passaggio degli aiuti umanitari attraverso questa via navigabile strategica.

In parallelo, la Thailandia ha siglato un’intesa con l’Iran per garantire il transito in sicurezza delle proprie petroliere nello Stretto, pressoché bloccato dall’inizio del conflitto. “È stato raggiunto un accordo per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni relative alla fornitura di carburante alla Thailandia”, ha dichiarato il primo ministro Anutin Charnvirakul in conferenza stampa.