Il Papa Leone XIV ha compiuto una visita lampo di circa nove ore in Principato di Monaco, segnando il suo primo viaggio europeo e la prima tappa pontificia a Monaco dal XVI secolo, quando Paolo III varcò per l’ultima volta il confine del piccolo Stato. Accolto al suo arrivo dal principe Alberto II, dalla principessa Charlène e dai loro figli, il Pontefice ha tenuto un fitto programma di incontri e celebrazioni religiose.
Dopo la cerimonia di benvenuto nel cortile del Palazzo del Principe, che ha incluso lo scambio di doni e un saluto dal balcone affacciato sui fedeli, Leone XIV ha lasciato sul Libro d’Onore questo messaggio: “Prego per pace e prosperità cristiana”. Ha poi sostato nella cappella privata del palazzo, prima di spostarsi in papamobile alla Cattedrale dell’Immacolata Concezione, dove è stato accolto dall’arcivescovo Dominique-Marie David, e alla vicina chiesa di Santa Devota, per un incontro con giovani e catecumeni.
Nel pomeriggio il Papa ha presieduto la messa allo stadio Louis II, davanti a quindicimila fedeli, focalizzando l’omelia su temi quali la difesa della vita, la tutela dell’ambiente e l’uso responsabile della ricchezza. Ha denunciato “le guerre che insanguinano il nostro presente” come “frutto dell’idolatria del potere e del denaro” e ha esortato a non “abituarci al fragore delle armi” ricordando che “ogni vita spezzata è una ferita al corpo di Cristo”. Il Pontefice ha lanciato un appello “a cominciare dai più piccoli e oppressi”, ammonendo sul pericolo di “finte ragioni” che giustificherebbero “calcoli […] per uccidere innocenti”.
Nel suo primo discorso ufficiale nel Principato Leone XIV ha inoltre invitato i monegaschi a impiegare la propria ricchezza “a servizio del diritto e della giustizia”, contrastando “l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione” che, secondo il Papa, “danneggiano il mondo e compromettono la pace”. Sottolineando il carattere cattolico di Stato di Monaco, ha aggiunto: “La fede cattolica […] ci pone davanti alla sovranità di Gesù, che impegna i cristiani a diventare nel mondo un regno di fratelli e sorelle […], pronta a proteggere sempre con amore ogni vita umana, in qualunque momento e condizione, affinché nessuno sia mai escluso dalla mensa della fraternità”.
Concludendo il suo intervento, Leone XIV ha affidato al Principato “un impegno del tutto speciale nell’approfondimento della Dottrina Sociale della Chiesa e nell’elaborazione di buone pratiche locali e internazionali” per incarnare “la prospettiva dell’ecologia integrale” e diffondere “la grande luce che viene dal Vangelo” in un contesto sempre più secolarizzato.
Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha spiegato la scelta di questa destinazione sottolineando che “le piccole nazioni […] si rivelano custodi naturali del multilateralismo” e auspicando che il viaggio “dia nuovo slancio alla missione della Chiesa locale, consolidando l’impegno comune su fronti urgenti come la difesa della vita e la promozione di una solidarietà internazionale”. Dopo la messa conclusiva, il Papa ha fatto rientro in Vaticano, portando a termine una tappa densa di significati storici e pastorali.