Un attacco aereo in Iran ha provocato la morte di Ali Fouladvand, figura di spicco nel programma nucleare della Repubblica islamica e responsabile di progetti a scopo militare. Fouladvand era già scampato a un primo tentativo di eliminazione nel corso della cosiddetta “guerra dei 12 giorni” del 2025.
Nelle stesse ore sono stati segnalati nuovi bombardamenti nei pressi di Teheran, con esplosioni avvenute non lontano dall’aeroporto di Bushehr. In risposta alle crescenti tensioni, Teheran ha minacciato di estendere le proprie azioni anche alle università del Medio Oriente.
Perfino gli Houthi, movimento yemenita alleato dell’Iran, hanno annunciato un impegno diretto nel conflitto: “Lanciata una raffica di missili e droni contro Israele”.
Sul versante diplomatico e politico, l’ex presidente statunitense Donald Trump ha rivolto una battuta al principe saudita Mohammed Bin Salman: “È bravo, ma non pensava che avrebbe dovuto baciarmi il cu…”. Intanto Volodymyr Zelensky, capo di Stato ucraino, ha accusato la Russia di coopera con Teheran: “L’intelligence di Mosca sta aiutando l’Iran a colpire le basi americane in Medioriente”.