Sigonella, Crosetto pone veto all’impiego Usa della base: i motivi

L’Italia ha recentemente negato l’utilizzo della base di Sigonella da parte di aerei americani diretti in Medio Oriente per la guerra in Iran. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Corriere della Sera, la decisione, presa alcune sere fa, è stata comunicata solo il 31 marzo. Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, […]

L’Italia ha recentemente negato l’utilizzo della base di Sigonella da parte di aerei americani diretti in Medio Oriente per la guerra in Iran. Secondo quanto riportato in esclusiva dal Corriere della Sera, la decisione, presa alcune sere fa, è stata comunicata solo il 31 marzo. Il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, ha informato telefonicamente il ministro Guido Crosetto, che ha disposto il divieto di atterraggio. La misura potrebbe influire sui rapporti tra Roma e Washington. Non è la prima volta che Sigonella finisce al centro di una tensione internazionale: nel 1985 la base fu protagonista di un caso analogo durante i governi di Bettino Craxi e Ronald Reagan.

Secondo la ricostruzione, lo Stato maggiore dell’Aeronautica militare aveva rilevato che alcuni assetti statunitensi – indicati nel piano di volo come “non logistici” – intendevano fare scalo a Sigonella prima di proseguire verso il Medio Oriente. Il programma operativo sarebbe stato comunicato agli alti vertici italiani solo dopo la partenza degli aerei, senza alcuna preventiva richiesta di autorizzazione. Al termine di verifiche interne, è emerso che quei voli non rientravano nelle attività previste dal trattato bilaterale in vigore tra Italia e Stati Uniti.

Crosetto, che in Parlamento aveva assicurato di sottoporre ogni operazione extra-trattato all’approvazione parlamentare, ha quindi incaricato Portolano di bloccare l’atterraggio. Un ulteriore elemento citato nel dossier è il “caveat” inserito nel piano di volo americano, che impedisce agli aeromobili di toccare il suolo italiano, salvo casi di emergenza.

Palazzo Chigi, con una nota, ha sottolineato che “l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere” e che ogni richiesta viene “esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato”.

Sul fronte politico, il segretario regionale del Pd Sicilia e deputato Anthony Barbagallo ha chiesto “che il Governo riferisca con chiarezza in Parlamento su quanto sta realmente accadendo”, ricordando una formale richiesta di informativa avanzata il 25 marzo. Barbagallo sostiene di aver appreso, “anche grazie alle informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, [di] un tentativo da parte degli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella per operazioni a carattere offensivo, senza preventiva autorizzazione italiana”.

Anche il Movimento 5 Stelle, con i capigruppo in Commissione Difesa Alessandro Maiorino e Arnaldo Romiti, ha sollecitato chiarimenti. “Noi di M5s siamo stati i primi a denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane. Poi c’è stata una smentita ufficiale dell’Aeronautica militare – affermano – ma non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato. Su questo chiediamo ulteriori chiarimenti alla Difesa e soprattutto chiediamo a Crosetto di spiegare esattamente cos’è accaduto venerdì notte, se veramente non c’è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte Usa e di quali velivoli si trattava”.