Pezeshkian sfida Washington: “Prima l’America o Israele?” – intelligence Usa: Teheran esclude negoziati per porre fine al conflitto

Le operazioni militari in Medio Oriente si estendono senza sosta, con missili e raid aerei che colpiscono in sequenza Iran, Israele e i Paesi del Golfo. Nel corso delle ultime ore un attacco con droni ha incendiato un deposito di carburanti nell’aeroporto nazionale del Kuwait, mentre gli Stati Uniti hanno impiegato i bombardieri strategici B-52 […]

Le operazioni militari in Medio Oriente si estendono senza sosta, con missili e raid aerei che colpiscono in sequenza Iran, Israele e i Paesi del Golfo. Nel corso delle ultime ore un attacco con droni ha incendiato un deposito di carburanti nell’aeroporto nazionale del Kuwait, mentre gli Stati Uniti hanno impiegato i bombardieri strategici B-52 per colpire obiettivi nel territorio iraniano.

È atteso per la notte italiana tra mercoledì e giovedì un intervento di Donald Trump sulla crisi in Iran. L’ex presidente, che di recente ha dichiarato “La guerra durerà ancora due o tre settimane”, si confronterà con il pubblico americano sulle implicazioni del conflitto. Intanto la Casa Bianca avverte che, “Al termine del conflitto, dovremo riesaminare il rapporto” con la Nato, segnalando tensioni crescenti nell’alleanza atlantica.

A Baghdad è stata rapita la freelance statunitense Shelly Kittleson: le autorità locali hanno avviato le ricerche per ritrovarla. Dopo una pausa di 21 ore dall’ultimo raid missilistico, l’Iran ha ripreso il lancio di proiettili verso Israele; quattro di essi sono caduti nella regione centrale, provocando almeno 18 feriti.

In una lettera aperta agli statunitensi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha sottolineato che l’Iran “non prova nessuna ostilità verso i cittadini comuni”, domandandosi se gli Usa stiano veramente mettendo “l’America al primo posto” o se si stiano comportando come “strumento” di Israele.