Processo sulla strage di Crans-Montana, il governo si costituirà parte civile. Interrogatorio di Jacques Moretti rinviato per depressione

A Palazzo Chigi si è svolto un vertice voluto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l’obiettivo di definire le prossime mosse del governo sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. All’incontro hanno preso parte il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, rappresentanti dei ministeri degli Esteri, della Giustizia e […]

A Palazzo Chigi si è svolto un vertice voluto dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni con l’obiettivo di definire le prossime mosse del governo sulla strage di Capodanno a Crans-Montana. All’incontro hanno preso parte il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano, l’Avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, rappresentanti dei ministeri degli Esteri, della Giustizia e della Protezione civile, nonché i familiari delle vittime e dei feriti.

La riunione ha confermato l’intenzione dell’esecutivo di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario aperto in Svizzera. Tale decisione riflette l’orientamento già espresso dal Parlamento nelle scorse settimane e poggia sulle attività investigative condotte in collaborazione tra le autorità svizzere e italiane.

A seguito del confronto, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in accordo con la presidente Meloni, ha disposto il rientro in Svizzera dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, al fine di rafforzare il coordinamento diplomatico sul caso.

Intanto, l’interrogatorio fissato per il 7 aprile dalla procura di Sion nei confronti di Jacques Moretti è stato rinviato per motivi di salute. Due certificati medici, presentati dal difensore Patrick Michod, descrivono nello specifico:

– nel documento datato 18 marzo, “uno stato depressivo reattivo a seguito dello shock post-traumatico causato dall’incendio del primo gennaio e dalla sua carcerazione”, accompagnato da “uno stato confusionale con diversi episodi di amnesia”;
– nella certificazione del 31 marzo, la difficoltà di Moretti a riposare più di tre ore per notte e la sua attuale “difficoltà, allo stato attuale, sottoporsi a interrogatori”.

In una lettera, l’avvocato Michod segnala inoltre che il cliente “subisce una pressione mediatica fuori dal comune”, con giornalisti accampati davanti alla sua abitazione, e che gli sarebbero pervenute minacce di morte.