Razzo sulla base Unifil italiana in Libano, nessun ferito; raid Usa sulla Teheran–Karaj: due morti

La tensione in Medio Oriente resta elevata dopo il lancio di un razzo di origine non accertata contro la base di Shama, sede del contingente italiano Unifil. L’esplosione non ha provocato feriti ma ha causato lievi danni alle strutture. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in costante contatto con i vertici militari per valutare […]

La tensione in Medio Oriente resta elevata dopo il lancio di un razzo di origine non accertata contro la base di Shama, sede del contingente italiano Unifil. L’esplosione non ha provocato feriti ma ha causato lievi danni alle strutture. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in costante contatto con i vertici militari per valutare l’evolversi della situazione.

Sul fronte marittimo, Iran e Oman stanno negoziando un accordo per il controllo del traffico navale nello Stretto di Hormuz. Teheran ha annunciato l’intenzione di introdurre un pedaggio per le imbarcazioni in transito, misura che potrebbe influire sui flussi di petrolio e merci diretti verso i mercati globali.

In parallelo, un raid condotto dalle forze statunitensi ha preso di mira il ponte B1 tra Karaj e Teheran, causando un numero imprecisato di feriti. L’operazione fa parte di una serie di azioni militari volte a colpire infrastrutture ritenute strategiche.

Nello stesso contesto di tensione, milizie iraniane hanno rivendicato l’attacco a un centro cloud di Amazon in Bahrein. “Se gli attacchi dovessero continuare – avvertono i pasdaran –, puniremo in modo molto più severo le prossime aziende che abbiamo già annunciato”.

L’insieme di queste operazioni evidenzia come la regione si trovi in una fase di forte instabilità, con il rischio di ulteriori escalation militari e diplomatiche.