La visita di Giorgia Meloni nei Paesi del Golfo si è articolata in tre tappe nel giro di pochi giorni, con l’obiettivo di rafforzare rapporti strategici e garantire all’Italia forniture energetiche essenziali. Dopo un incontro a Doha con lo sceicco Tamim bin Hamad Al-Thani e una breve sosta in Arabia Saudita per colloqui con il principe ereditario Mohammed bin Salman, la premier ha concluso la missione negli Emirati Arabi Uniti, dove ha incontrato il presidente Mohammed bin Zayed Al Nahyan.
A Abu Dhabi, secondo la nota di Palazzo Chigi, i temi al centro del dialogo hanno spaziato dalla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz alle prospettive di cessazione delle ostilità, fino al rafforzamento degli investimenti bilaterali nei settori dell’energia, della difesa e della sicurezza. Meloni ha espresso “profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani presenti negli Emirati all’inizio del conflitto”.
A Doha, la premier ha ringraziato l’emiro per l’assistenza nell’evacuazione di decine di italiani, in particolare turisti, e ha rinnovato la vicinanza di Roma al Qatar per gli eventi recenti. Il confronto si è focalizzato sugli shock energetici, con l’Italia pronta a “contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche” e a lavorare insieme per ristabilire la navigazione nel Golfo. Italia e Qatar si sono inoltre impegnati a estendere la cooperazione in difesa, sicurezza alimentare, infrastrutture critiche e gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo.
Nel corso della tappa saudita del 3 aprile, Meloni e Mohammed bin Salman hanno esaminato modi per assicurare forniture stabili di gas e petrolio all’Italia, nonché modalità per attenuare l’impatto della crisi sui prezzi energetici. È stato riaffermato il partenariato strategico lanciato nel gennaio 2025 ad Al-Ula, con l’impegno a sviluppare collaborazioni su economia, investimenti, infrastrutture e difesa.
In un video-messaggio diffuso sui social del partito, la presidente del Consiglio ha sottolineato che “In Patria come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa: difendere l’interesse italiano”. Nel corso del filmato, registrato mentre si trovava in auto nella penisola arabica, Meloni ha spiegato di aver scelto di incontrare i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati perché “per l’Italia è importante, in una fase così difficile, essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico”. Ha poi ricordato che il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e che l’area del Golfo provvede al 15% del petrolio importato dall’Italia.
Le reazioni dell’opposizione hanno evidenziato posizioni critiche. Matteo Renzi (Italia Viva) ha definito la missione “una scelta politicamente intelligente in tempi di crisi energetica”, ma avvertendo che “ci attendono mesi difficili”. Il Partito Democratico ha parlato di un “tour dalla sera alla mattina come se fosse l’amministratore delegato aggiunto dell’Eni”, con la segretaria Elly Schlein che ha accusato il governo di “subalternità a Trump” e chiesto di spingere per la fine del conflitto. Il Movimento 5 Stelle ha messo in luce la mancanza di una strategia energetica di lungo termine, osservando che «chi ha davvero una strategia energetica solida non corre nel Golfo in piena emergenza bellica a trattare in posizione di necessità».