Teheran replica all’ultimatum di Trump minacciando un “inferno” in tutta la regione

La quinta settimana di ostilità nel Golfo si apre con un’escalation di minacce incrociate tra Stati Uniti e Iran e un grave incidente nei pressi del sito nucleare di Bushehr. Un missile è caduto vicino all’impianto, causando una vittima non ancora identificata dalle autorità iraniane. A Washington il presidente Donald Trump ha rinnovato l’avvertimento a […]

La quinta settimana di ostilità nel Golfo si apre con un’escalation di minacce incrociate tra Stati Uniti e Iran e un grave incidente nei pressi del sito nucleare di Bushehr. Un missile è caduto vicino all’impianto, causando una vittima non ancora identificata dalle autorità iraniane.

A Washington il presidente Donald Trump ha rinnovato l’avvertimento a Teheran: “Resa entro 48 ore o scatenerò l’inferno”. La scadenza è fissata per il riavvio della navigazione civile nello Stretto di Hormuz, attualmente bloccata a causa delle tensioni militari.

Sul fronte interno statunitense, agenti federali hanno arrestato la nipote e la pronipote del generale Qassem Soleimani, ucciso nel gennaio 2020 da un attacco con drone ordinato dall’amministrazione Trump. Le due donne si trovano ora in custodia dell’Ice, l’agenzia per l’immigrazione e le dogane.

In contemporanea, a conclusione della missione nei Paesi del Golfo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan. Tra gli argomenti trattati, la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: “Parte della nostra sicurezza si decide nel Golfo, giusto esserci”, ha dichiarato la premier italiana.

Da Teheran è giunta una dura replica alla Casa Bianca e a Tel Aviv: “L’intera regione diventerà un inferno per loro” se l’escalation proseguirà, fanno sapere fonti iraniane. Il rilancio della tensione segue la minaccia statunitense secondo cui “l’inferno si sarebbe abbattuto” sull’Iran in caso di mancata riapertura dello Stretto entro lunedì.