In Germania i giovani soggetti alla leva devono ottenere il permesso militare per viaggi di lunga durata

In Germania è entrata in vigore il 1° gennaio una modifica alla legge sulla leva che richiede a tutti gli uomini tra i 17 e i 45 anni di ottenere un’autorizzazione dalla Bundeswehr per soggiorni all’estero superiori a tre mesi, comprese eventuali proroghe di permanenze già avviate o inizialmente non soggette al permesso. La misura, […]

In Germania è entrata in vigore il 1° gennaio una modifica alla legge sulla leva che richiede a tutti gli uomini tra i 17 e i 45 anni di ottenere un’autorizzazione dalla Bundeswehr per soggiorni all’estero superiori a tre mesi, comprese eventuali proroghe di permanenze già avviate o inizialmente non soggette al permesso. La misura, segnalata dalla Frankfurter Rundschau e dallo Spiegel e confermata dal ministero della Difesa alla Dpa, interessa potenzialmente milioni di cittadini, dagli studenti che trascorrono un anno all’estero ai lavoratori che si trasferiscono in un altro Paese.

Finora l’obbligo di autorizzazione si applicava solo in circostanze eccezionali; con la riforma è invece esteso a ogni soggiorno oltre i novanta giorni. Per attenuare le critiche, Berlino ha annunciato chiarimenti via disposizioni amministrative: “Sarà chiarito con disposizioni amministrative che l’autorizzazione si considera concessa finché il servizio militare resta volontario”, ha spiegato un portavoce del ministero.

Le istruzioni operative per attuare la norma non sono però ancora state pubblicate, mantenendo per ora in vigore la formulazione più restrittiva. “Il regolamento – ha sottolineato il portavoce – era già in vigore durante la guerra fredda e non aveva alcuna rilevanza pratica. In particolare, non è soggetto a sanzioni.”

Secondo la Frankfurter Rundschau, la modifica, finora poco nota, ha scatenato un accèsso dibattito, amplificato dai social media. Il ministero assicura comunque che, dal momento che la leva non è obbligatoria, le autorizzazioni “devono in linea di principio essere concesse”. L’obiettivo dichiarato è disporre di un sistema affidabile per registrare chi rientra tra i soggetti arruolabili, anche per sapere chi si trova all’estero in caso di necessità.

Pur non essendo in vigore un servizio militare obbligatorio, la nuova legge prevede la possibilità di arruolare in un secondo momento i giovani tra i 17 e i 45 anni qualora non vengano raggiunti gli obiettivi di reclutamento. La rinnovata attenzione alla normativa si inserisce in un contesto di maggiore sensibilità sulla sicurezza europea, tornata al centro del dibattito dopo l’invasione russa dell’Ucraina.