L’India esplora l’impiego di serpenti e coccodrilli per la sorveglianza di frontiera

La Forza di frontiera indiana sta valutando l’impiego di rettili, quali serpenti e coccodrilli, nei tratti fluviali lungo il confine con il Bangladesh per ostacolare infiltrazioni illegali e attività criminali. A renderlo noto è il quotidiano The Hindu, che cita un ordine interno del corpo. In una comunicazione ufficiale del 26 marzo inviata dal quartier […]

La Forza di frontiera indiana sta valutando l’impiego di rettili, quali serpenti e coccodrilli, nei tratti fluviali lungo il confine con il Bangladesh per ostacolare infiltrazioni illegali e attività criminali. A renderlo noto è il quotidiano The Hindu, che cita un ordine interno del corpo. In una comunicazione ufficiale del 26 marzo inviata dal quartier generale alle unità dislocate lungo la frontiera, si legge che è necessario “studiare e valutare, da un punto di vista operativo, la fattibilità del dispiegamento di rettili, come serpenti o coccodrilli, nei tratti fluviali vulnerabili della frontiera”.

Secondo il documento, l’eventuale utilizzo sarebbe in linea con le indicazioni impartite dal ministro dell’Interno Amit Shah. Tuttavia, un funzionario anonimo dei servizi di sicurezza ha precisato che finora le direttive non sono state attuate. Inoltre, sono emersi dubbi sia sulle modalità di approvvigionamento degli animali sia sulle ripercussioni per le comunità che vivono lungo i corsi d’acqua di confine.

Il rapporto annuale del ministero dell’Interno per il periodo 2024-2025 descrive la frontiera con il Bangladesh come un territorio complesso, caratterizzato da colline, fiumi e vallate, ma ribadisce che le forze di sicurezza mantengono una sorveglianza costante per contrastare i crimini transfrontalieri e la migrazione irregolare.

Per rafforzare ulteriormente il controllo, il governo ha deciso di realizzare nuove recinzioni lungo il confine, con l’obiettivo di arginare flussi migratori non autorizzati e attività illecite. L’iniziativa, tuttavia, si scontra con la vicinanza di insediamenti abitativi, le difficoltà legate agli espropri di terreni e le proteste dei residenti locali.