Trump concede all’Iran 14 giorni per fermare i bombardamenti; Netanyahu esclude il Libano dalla tregua

Il presidente statunitense ha annunciato su Truth di aver esteso di due settimane l’ultimatum rivolto all’Iran. Lo stop ai bombardamenti è previsto “a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”, ha precisato Trump nel suo post. Dalla capitale iraniana è arrivato un parere favorevole, favorito in […]

Il presidente statunitense ha annunciato su Truth di aver esteso di due settimane l’ultimatum rivolto all’Iran. Lo stop ai bombardamenti è previsto “a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”, ha precisato Trump nel suo post.

Dalla capitale iraniana è arrivato un parere favorevole, favorito in extremis dall’intervento della Cina, che aveva invitato gli Ayatollah a una de-escalation. Secondo fonti locali, la sospensione delle ostilità ha ottenuto anche il via libera della guida suprema, Mojtaba Khamenei. In risposta, la tv di Stato ha bollato la decisione del Tycoon come “umiliante ritirata”.

Intanto il Pakistan si prepara a ospitare a Islamabad, già da venerdì, il primo round di colloqui diretti per la pace fra Washington e Teheran. All’accordo di massima per la tregua partecipa anche Israele. Una voce anonima dell’amministrazione Usa citata dalla Cnn conferma che Tel Aviv ha accettato di sospendere i bombardamenti in attesa dei negoziati, ma la stampa israeliana riferisce di un certo “sorpresa” da parte del governo di Benjamin Netanyahu. Poco dopo il premier ha però chiarito che “La tregua non vale per il Libano”.