Benjamin Netanyahu ha ribadito oggi la prontezza di Israele a riprendere le ostilità in caso di necessità, sottolineando che “il nostro dito è sul grilletto, siamo sempre pronti alla guerra”. Il premier è intervenuto mentre si discute della fragile tregua con l’Iran, dopo che l’ex presidente statunitense Donald Trump ha sorprendentemente concesso un’estensione di due settimane all’ultimatum rivolto a Teheran. La decisione, spiega Trump, arriva “a condizione che la Repubblica islamica acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”.
Nei primi giorni di tregua alcune navi hanno attraversato lo Stretto, ma l’Iran ha poi sospeso il passaggio in risposta ai raid condotti da Israele in Libano. Secondo fonti militari, in meno di dieci minuti sono state sganciate circa 160 bombe su obiettivi lungo il confine settentrionale.
Tra le infrastrutture colpite, risulta danneggiato anche un mezzo italiano in forza a Unifil. Sull’episodio sono intervenuti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto, esprimendo dure prese di posizione contro l’azione dell’Idf.