All’interno dell’avvicinamento agli incontri diplomatici di Islamabad, che vedranno Stati Uniti e Iran sedersi al tavolo dei colloqui, la tensione è aumentata. Il presidente americano Trump ha rilanciato la linea dura verso Teheran, minacciando: “Senza accordo, colpiremo con armi ancora più potenti”. Dall’altra parte, il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha posto due condizioni: “Prima dei colloqui a Islamabad, servirà lo sblocco degli asset e una tregua in Libano”.
Fonti locali segnalano che gli ayatollah stanno valutando di utilizzare il rial per il pagamento del pedaggio navale attraverso lo stretto di Hormuz. In Europa, la prospettiva di un blocco in questo passaggio strategico ha scatenato una rapida corsa agli approvvigionamenti di cherosene.
Sul versante internazionale, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente egiziano Al Sisi, ribadendo “sostegno ai negoziati sulla crisi in Iran. Necessità di un cessate il fuoco a Beirut in vista dei colloqui con Israele”, previsti inizialmente martedì 14 aprile a Washington.