La Biblioteca Apostolica Vaticana ospita fino al 14 maggio 2027 la mostra “AQVA”, un’esposizione dedicata all’acqua, alla memoria e alla cultura gastronomica. L’iniziativa, aperta al pubblico dal 25 settembre 2026, rappresenta il primo capitolo del ciclo espositivo quinquennale “Catastrofe e Meraviglia” della Biblioteca. Il percorso espositivo indaga la duplice natura dell’acqua, elemento generatore di vita e forza potenzialmente distruttrice, facendo dialogare il patrimonio storico con i linguaggi contemporanei.
Un ruolo centrale è affidato alla storia della cucina, con un focus specifico sulla cultura alimentare e gastronomica. In questo contesto, Casa Artusi contribuisce con il prestito di documenti storici di grande valore. Tra i materiali esposti figura un’edizione originale del 1911 de La Scienza in Cucina e l’Arte di Mangiar bene di Pellegrino Artusi, proveniente dalla collezione privata Vittorio Maltoni.
Sono inoltre presenti alcune lettere tratte dal Fondo Pellegrino Artusi, conservato presso la Biblioteca in Casa Artusi e depositato dall’Archivio Comune di Forlimpopoli. La Biblioteca Apostolica Vaticana, che già custodisce la prima e la sesta edizione della guida di Artusi, ha dedicato al gastronomico forlivese una sezione importante, riconoscendone il ruolo nell’identità gastronomica italiana. Il cuore scientifico e simbolico della mostra è l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, pubblicato nel 1557, un trattato monumentale sui pesci che unisce sapere scientifico, arte dell’incisione e cultura gastronomica.
Il percorso include anche ricettari provenienti da diversi continenti, dall’Europa alla Cina, dal Sud America alla Russia e al Giappone, tutti accomunati dal tema della cucina di pesce. Tra le opere di rilievo si trovano uno dei due più antichi manoscritti del De re coquinaria di Apicio e un raro ricettario cinese di età Song in un’edizione della fine del Quattrocento. La mostra coinvolge anche figure contemporanee, tra cui lo chef Fulvio Pierangelini, l’artista JR e il tipografo Bill Moran.
Pierangelini ha realizzato sei racconti gastronomici originali dedicati al rapporto tra materia prima, cucina e memoria. La curatela della mostra è affidata a don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio. L’iniziativa è realizzata in collaborazione istituzionale con Fondazione Roma e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Andrea Segrè, Presidente di Casa Artusi, ha commentato la collaborazione sottolineando il valore universale della cucina italiana e la profonda connessione tra il ricettario di Artusi e la costruzione dell’identità nazionale. La visita è possibile il venerdì e il sabato secondo il calendario e le modalità previste dalla Biblioteca.





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