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	<title>Iss Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Vaiolo delle scimmie. Ecco cosa c&#8217;è da sapere sul virus</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 16:16:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la seconda volta in due anni, il 14 agosto 2024 è stata dichiarata una &#8216;Emergenza di salute pubblica internazionale&#8217; (Public Emergency of International Concern-Pheic) per l&#8217;Mpox, nuova denominazione del virus del vaiolo delle scimmie. La causa, informa in una nota l&#8217;Istituto superiore di sanità, quest&#8217;anno è da riscontrarsi nell&#8217;impennata dei casi registrati nella Repubblica [&#8230;]</p>
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<p>Per la seconda volta in due anni, il 14 agosto 2024 è stata dichiarata una &#8216;Emergenza di salute pubblica internazionale&#8217; (Public Emergency of International Concern-Pheic) per l&#8217;Mpox, nuova denominazione del virus del vaiolo delle scimmie. La causa, informa in una nota l&#8217;Istituto superiore di sanità, quest&#8217;anno è da riscontrarsi nell&#8217;impennata dei casi registrati nella Repubblica Democratica del Congo (oltre 15.600 casi e 537 decessi) e nell&#8217;allargamento dell&#8217;epidemia a numero crescente di Paesi africani. Gli esperti del Dipartimento di malattie infettive dell&#8217;Iss si soffermano sulle cose più importanti da sapere su questo virus.</p>



<p> &#8211; CHE COS&#8217;È IL MPOX E QUAL È LA SITUAZIONE ATTUALE? Si tratta di una malattia virale causata dal virus del vaiolo delle scimmie (mpxv), un orthopoxvirus della stessa famiglia del vaiolo (poxviridae). Esistono due gruppi geneticamente distinti: il clade I, a sua volta distinguibile nei due sub-clade Ia e Ib, e il clade II, distinguibile nei due sub-clade IIa e IIb. Il virus, si legge sul portale dell&#8217;Iss, è presente nella fauna selvatica, in particolare primati e piccoli roditori, in diversi Paesi dell&#8217;Africa centrale e occidentale. Il nome vaiolo delle scimmie, precedentemente attribuitogli, deriva dalla prima identificazione del virus, scoperto nelle scimmie in un laboratorio danese nel 1958. Il virus è stato rilevato per la prima volta nell&#8217;uomo nel 1970, nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Da allora, casi nell&#8217;uomo trasmessi prevalentemente attraverso il contatto con animali infetti sono stati riportati in Rdc e altri Paesi africani. Nel 2022, la rapida diffusione del Mpox clade IIb a livello globale, in Paesi in precedenza non affetti, con trasmissione interumana, prevalentemente per via sessuale, fu dichiarata anche in quel caso un&#8217;emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, poi terminata nel maggio 2023. Dalla fine del 2023 nella Repubblica Democratica del Congo è in corso un&#8217;altra importante epidemia di Mpox, che recentemente si è allargata ad altri Paesi africani. Secondo l&#8217;Iss desta una particolare preoccupazione l&#8217;attuale rapida diffusione del mpxv clade I e, in particolare, di un nuovo ceppo sub-clade Ib, che sembra si stia diffondendo prevalentemente attraverso contatti sessuali. Il numero di casi riportato quest&#8217;anno nella Rdc ha già superato il numero totale dello scorso anno, con più di 15.600 casi e 537 decessi. Solo nell&#8217;ultimo mese sono stati riportati più di 100 casi confermati in laboratorio di mpox clade 1b in quattro Paesi confinanti con la Rdc, dove in precedenza non erano stati rilevati casi: Burundi, Kenya, Rwanda e Uganda. Si pensa inoltre che il numero reale di casi sia in realtà superiore, in quanto gran parte dei casi con presentazione clinica compatibile con infezione da Mpox non vengono testati in laboratorio. L&#8217;emergere di un nuovo sottotipo di Mpox, la sua rapida diffusione nella parte orientale della Rdc e la segnalazione di casi in diversi Paesi vicini sono stati valutati come molto preoccupanti, tanto da far ritenere necessaria all&#8217;Organizzazione mondiale della sanità una risposta internazionale coordinata per fermare la diffusione del virus, con conseguente dichiarazione dell&#8217;emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale.</p>



<p>QUALI SONO I SINTOMI? Dopo un periodo di incubazione, che può variare da 5 a 21 giorni (in genere da 6 a 13 giorni), la malattia è generalmente caratterizzata da: &#8211; Una fase prodromica, che dura tra 0 e 5 giorni, con febbre, intensa cefalea (generalizzata o frontale), linfoadenopatia (linfonodi ingrossati), mal di schiena, mialgia e intensa astenia (debolezza). La linfoadenopatia è una caratteristica distintiva del vaiolo delle scimmie rispetto ad altre malattie che inizialmente possono apparire simili (per esempio la varicella). &#8211; Un&#8217;eruzione cutanea che, di solito, si presenta entro 1-3 giorni dalla comparsa della febbre, tipicamente iniziando sul viso (coinvolto nel 95% dei casi) e che poi si diffonde ad altre parti del corpo, soprattutto alle estremità, inclusi i palmi delle mani e la pianta dei piedi nel 75% dei casi. Possono essere coinvolte anche le mucose orali (nel 70% dei casi), i genitali (30%) e le congiuntive (20%). Il coinvolgimento oculare può portare a ulcere corneali e cecità. Generalmente l&#8217;eruzione cutanea evolve in sequenza da macule (lesioni con una base piatta) a papule (lesioni solide leggermente rialzate), vescicole (lesioni piene di liquido trasparente), pustole (lesioni piene di liquido giallastro) e croste che si seccano e cadono. Il numero di lesioni varia da poche a diverse migliaia. A differenza della varicella, le lesioni sono generalmente delle stesse dimensioni e nello stesso stadio maturativo per sito anatomico. Nell&#8217;epidemia mondiale del 2022 sono state riscontrate alcune differenze nel periodo di incubazione, che può variare da 7 a 8 giorni con periodi anche più brevi da 2 a 4 giorni. Inoltre, sono stati descritti quadri clinici atipici che differiscono per alcuni aspetti da quanto generalmente descritto nei passati focolai di Mpox nei Paesi endemici. I sintomi prodromici che precedono l&#8217;eruzione cutanea non sempre si manifestano e sono assenti in quasi il 50% dei casi. Le manifestazioni atipiche hanno incluso la comparsa di lesioni genitali come primo sintomo, senza una fase prodromica, e lesioni prevalentemente anogenitali o orofaringee con o senza febbre o sintomi sistemici. In alcuni casi le manifestazioni cliniche si sono limitate alla comparsa di una singola lesione (cutanea, anogenitale o orofaringea). Sono stati inoltre descritti casi subclinici/asintomatici. Le complicanze tipiche del vaiolo delle scimmie possono includere infezioni batteriche secondarie, broncopolmonite, sepsi, encefalite e infezione della cornea, con conseguente perdita della vista. Sono state inoltre descritte complicanze genitali, perianali e orali, tra cui proctite e tonsillite. L&#8217;Mpox è solitamente una malattia autolimitante e, in genere, dura da 2 a 4 settimane. Alcune persone possono sviluppare una malattia più grave e necessitare di ricovero in ospedale. I soggetti a più alto rischio sono i bambini, le donne in gravidanza e le persone con compromissione del sistema immunitario, inclusa l&#8217;infezione da Hiv. La prognosi della malattia dipende da molteplici fattori, inclusi lo stato di pregressa vaccinazione, lo stato di salute iniziale della persona, le malattie concomitanti e le comorbidità.</p>



<p>L&#8217;MPOX PUÒ TRASMETTERE DA PERSONA A PERSONA? Fino al 2022, evidenziano gli esperti dell&#8217;Istituto superiore di sanità, le epidemie di Mpox sono risultate legate a eventi di spillover dagli animali all&#8217;uomo, con scarsa trasmissibilità uomo-uomo, e con il Mmxv clade I presente in Africa centrale, mentre il clade II è presente in Africa occidentale. Nel 2022, il Mpxv sub-clade IIb ha causato un&#8217;epidemia a livello globale, sostenuta da contagio uomo-uomo quasi esclusivamente attraverso il contatto sessuale. La trasmissione umana può avvenire anche tramite il contatto con materiale infetto proveniente dalle lesioni cutanee o con oggetti contaminati (lenzuola, vestiti), oppure il contatto prolungato faccia a faccia (attraverso droplets respiratori). Nell&#8217;epidemia in corso, nei Paesi con casi di Mpox clade I, è documentata la trasmissione uomo-uomo e la trasmissione sia attraverso contatti sessuali che non. Rimangono ancora da chiarire e approfondire le modalità di trasmissione nel corso dell&#8217;epidemia attuale. In particolare, nella Rdc la maggior parte dei casi e dei decessi si è verificata in bambini sotto i 15 anni di età (66% dei casi e 82% dei decessi totali), indicando una via di trasmissione non sessuale (contatto stretto e per via respiratoria). </p>



<p>&#8211; IL VACCINO CONTRO IL VAIOLO MI PROTEGGE? MI DEVO VACCINARE? È possibile che le persone che sono state vaccinate contro il vaiolo, vaccinazione abolita in Italia nel 1981, siano a minor rischio di infezione con il virus del vaiolo delle scimmie per la similitudine di quest&#8217;ultimo con il virus del vaiolo umano. È attualmente disponibile un vaccino attenuato non replicativo (Mva-Bn) ancora più sicuro rispetto a quello utilizzato durante la campagna di eradicazione del vaiolo umano, terminata tra la fine degli anni 70&#8242; e l&#8217;inizio degli anni 80&#8242; del secolo scorso, efficace anche contro il virus del vaiolo delle scimmie. Nell&#8217;attuale contesto epidemiologico non è raccomandata la vaccinazione per la popolazione generale. Al momento la vaccinazione è offerta ad alcune categorie di persone più a rischio. L&#8217;Ecdc raccomanda ai viaggiatori in aree epidemiche di consultare il proprio medico o i centri di vaccinazioni internazionali/medicina dei viaggi in merito all&#8217;idoneità alla vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie. &#8211; </p>



<p>&#8211; QUALI SONO LE RACCOMANDAZIONI DA SEGUIRE? Utilizzare il preservativo in caso di rapporti sessuali con persone di cui non si conosce lo stato di salute. Sebbene il preservativo non fornisca una protezione completa contro l&#8217;infezione da Mpox, in quanto il virus può essere trasmesso attraverso il contatto diretto di altre aree del corpo, può ridurne la trasmissione attraverso lo sperma &#8211; Astenersi da contatti sessuali o di altro tipo con individui con infezione da Mpox possibile o nota e con persone con lesioni visibili o altri sintomi compatibili con Mpox &#8211; Non condividere posate o tazze con una persona affetta da Mpox &#8211; Non maneggiare o toccare la biancheria da letto, gli asciugamani o gli indumenti di una persona affetta da Mpox &#8211; Lavarsi bene le mani con acqua e sapone dopo ogni contatto con una persona o un animale affetto da Mpox. Se non sono disponibili acqua e sapone, utilizzare un disinfettante per le mani a base alcolica &#8211; Evitare contatti con animali selvatici &#8211; In caso di viaggio in zone endemiche o partecipazione a eventi di massa, evitare i contatti con persone di cui non si conosce lo stato di salute e consultare il proprio medico curante prima di partire per valutare l&#8217;opportunità e l&#8217;idoneità alla vaccinazione contro il vaiolo &#8211; Per coloro che tornano da viaggi in zone endemiche, in caso di sintomi compatibili con Mpox effettuare quanto prima gli approfondimenti diagnostici </p>



<p>&#8211; COSA FA L&#8217;ISS? In accordo con il ministero della Salute, l&#8217;Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) ha innalzato il livello di attivazione della sorveglianza basata su eventi in Italia. L&#8217;Iss, in accordo con il ministero della Salute, Ecdc e Oms, contribuisce con i suoi esperti al monitoraggio costante dell&#8217;infezione sul territorio.</p>
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		<title>Alcool, 8 milioni di consumatori a rischio in Italia, allarme dell&#8217;Iss</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2024/04/18/alcool-8-milioni-di-consumatori-a-rischio-in-italia-allarme-delliss/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 21:32:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A fronte di 36 milioni di consumatori di alcol in Italia abbiamo circa otto milioni di consumatori a rischio, quindi che eccedono le linee guida&#8221;. Lo ha spiegato all&#8217;agenzia Dire il direttore dell&#8217;Osservatorio nazionale alcol dell&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), Emanuele Scafato, a margine del workshop internazionale &#8216;Alcohol prevention day&#8217;, organizzato dall&#8217;Istituto superiore di sanità [&#8230;]</p>
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<p>&#8220;A fronte di 36 milioni di consumatori di alcol in Italia abbiamo circa otto milioni di consumatori a rischio, quindi che eccedono le linee guida&#8221;. Lo ha spiegato all&#8217;agenzia Dire il direttore dell&#8217;Osservatorio nazionale alcol dell&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss), Emanuele Scafato, a margine del workshop internazionale &#8216;Alcohol prevention day&#8217;, organizzato dall&#8217;Istituto superiore di sanità in collaborazione con il ministero della Salute, la Società italiana di alcologia (Sia), l&#8217;Associazione italiana club alcologici territoriali (Aicat) e Eurocare Italia.<br></p>



<p>&#8220;Il problema del binge drinking- ha proseguito- è ancora molto presente: abbiamo tre milioni e 700mila consumatori che bevono per ubriacarsi e per quanto riguarda comportamenti a rischio c&#8217;è anche il consumo fuori pasto che è in forte aumento, soprattutto tra le donne, tra cui le ultra 85enni&#8221;.<br>&#8220;È un fenomeno abbastanza diffuso- ha evidenziato Scafato- e nel corso degli ultimi dieci anni abbiamo visto una sostanziale stabilità ma in un canale di crescita di tutti i principali fattori di rischio. Per quanto riguarda soprattutto i giovani riscontriamo circa 680mila minori che sono consumatori a rischio e 104mila nella fascia 11-17 anni che bevono per ubriacarsi&#8221;.<br></p>



<p>&#8220;I ricorsi al Pronto soccorso- ha inoltre reso noto- sono circa 39mila l&#8217;anno per quanto riguarda l&#8217;intossicazione alcolica e sono numeri sottostimati perché gran parte delle intossicazioni resta fuori. Ma di queste, il 10%, ovvero circa 4mila ricorsi al Pronto soccorso, sono richiesti da minorenni. È dunque un problema da gestire ovviamente in termini di identificazione precoce del rischio a livello di tutta la popolazione, perché è un fenomeno che si è esteso ed è dilagato anche alle classi produttive&#8221;.<br>&#8220;Altri problemi emergenti- ha sottolineato il direttore dell&#8217;Osservatorio nazionale alcol dell&#8217;Istituto superiore di sanità- sono quelli che riguardano le ospedalizzazioni, il maggiore ricorso all&#8217;ospedalizzazione che, però, non riesce a soddisfare una domanda. Noi, ad esempio, abbiamo 770mila consumatori dannosi e, di questi, solo 63mila sono quelli in carico ai servizi per l&#8217;alcol dipendenza&#8221;.<br>&#8220;Questo- ha concluso- significa che il 92% di coloro che si trovano in necessità di trattamento non viene sottoposto allo stesso trattamento e quindi non riesce a essere identificato dalle strutture e dai professionisti del Servizio sanitario nazionale&#8221;.</p>
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		<title>Salute. ISS: &#8220;Per OMS rosolia non più endemica in Italia&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/07/13/salute-iss-per-oms-rosolia-non-piu-endemica-in-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 17:58:14 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/07/13/salute-iss-per-oms-rosolia-non-piu-endemica-in-italia/">Salute. ISS: &#8220;Per OMS rosolia non più endemica in Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>L&#8217;Italia ha eliminato la rosolia, che non è più endemica nel paese: lo ha annunciato la Commissione di verifica regionale (Regional Verification Committee, o RVC) dell&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l&#8217;eliminazione del morbillo e della rosolia nella Regione Europea. È un importante traguardo per il nostro Paese e mostra ancora una volta il valore dei vaccini nel proteggere le persone da malattie pericolose. La rosolia è infatti la terza malattia prevenibile con la vaccinazione ad essere eliminata dal nostro Paese, dopo il vaiolo (eradicato a livello mondiale nel 1980) e la poliomielite (eliminata dalla Regione OMS Europa nel 2002). </p>



<p>COSA SI INTENDE PER ELIMINAZIONE &#8211; Questo termine si riferisce all&#8217;interruzione della trasmissione endemica di una malattia in una determinata area geografica per un periodo di almeno 12 mesi o più in presenza di un sistema di sorveglianza efficiente. Tuttavia, per dichiarare formalmente l&#8217;eliminazione della malattia (in questo caso la rosolia), si richiede documentazione dell&#8217;interruzione della trasmissione del virus endemico per un periodo di almeno 36 mesi. Da notare che, anche se in un determinato Paese è stata interrotta la trasmissione endemica di un&#8217;infezione, esiste ancora la possibilità che questa possa essere introdotta nel Paese da altre zone geografiche dove non è stata ancora eliminata. Inoltre, se non vaccinata, una persona può acquisire l&#8217;infezione recandosi in Paesi dove la rosolia è ancora endemica. Pertanto, finché la malattia non sia eradicata, è fondamentale continuare a vaccinarsi contro la rosolia ed è particolarmente importante che le donne in età fertile conoscano il proprio stato immunitario verso la rosolia prima di iniziare una gravidanza e che si sottopongano alla vaccinazione se ancora suscettibili all&#8217;infezione. Per il nostro Paese, la sfida è ora quella di mantenere lo stato di eliminazione, che, fino a quando la malattia non sarà eliminata in tutti i Paesi del mondo, richiederà il mantenimento di coperture vaccinali elevate, un ulteriore rafforzamento della sorveglianza e una risposta rapida a eventuali casi importati.</p>



<p>COME SI È ARRIVATI ALLA DICHIARAZIONE DI ELIMINAZIONE &#8211; L&#8217;Italia ha lavorato da molti anni per soddisfare i criteri per l&#8217;eliminazione della rosolia, stabiliti dall&#8217;Organizzazione Mondiale della sanità (OMS). Il primo Piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita è stato approvato nel 2003, vent&#8217;anni fa. Da allora sono stati compiuti notevoli progressi, tra cui il miglioramento delle coperture vaccinali (CV) per Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR), l&#8217;introduzione della seconda dose di vaccino, l&#8217;introduzione della notifica obbligatoria della rosolia in gravidanza e rosolia congenita nel 2005, l&#8217;istituzione della sorveglianza integrata morbillo-rosolia nel 2011 e un migliorato ricorso alla conferma della diagnosi. Nell&#8217;ultimo ventennio, grazie all&#8217;impegno di numerose figure professionali a livello nazionale, regionale e locale, e con l&#8217;aumentare delle CV, i casi di rosolia sono diminuiti drasticamente nel nostro Paese e da anni l&#8217;incidenza è &lt; 1 caso per milione di abitanti. Inoltre dal 2019 non è stato notificato alcun caso di rosolia congenita. </p>



<p>COS&#8217;È LA ROSOLIA &#8211; La rosolia è una malattia infettiva esantematica contagiosa causata da un virus a RNA. Solitamente è una malattia lieve (il 25-50% dei casi è asintomatico) ma se contratta durante la gravidanza può provocare aborto spontaneo, morte fetale o anomalie congenite con conseguenze devastanti per tutta la vita, tra cui sordità, cataratta, difetti cardiaci e disabilità intellettive (sindrome della rosolia congenita). La rosolia è infatti la principale causa di difetti congeniti prevenibili in tutto il mondo. Sebbene non esista un trattamento specifico per la rosolia, che viene trasmessa da goccioline trasportate dall&#8217;aria quando le persone infette starnutiscono o tossiscono, la malattia è prevenibile on la vaccinazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2023/07/13/salute-iss-per-oms-rosolia-non-piu-endemica-in-italia/">Salute. ISS: &#8220;Per OMS rosolia non più endemica in Italia&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>COVID. Studio Iss: &#8220;In donne migliore risposta a vaccino ma declina più in fretta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2022 18:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi nel modo di ammalarsi di Covid-19, uomini e donne sono diversi anche nel modo di rispondere ai vaccini contro il Sars-CoV-2. Le seconde, infatti, rispondono meglio alla vaccinazione ma vedono anche calare più repentinamente l&#8217;effetto. Questo uno dei temi affrontati al Congresso internazionale di Medicina di genere, ospitato al Centro Congressi di Padova, nel [&#8230;]</p>
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<p>Diversi nel modo di ammalarsi di Covid-19, uomini e donne sono diversi anche nel modo di rispondere ai vaccini contro il Sars-CoV-2. Le seconde, infatti, rispondono meglio alla vaccinazione ma vedono anche calare più repentinamente l&#8217;effetto. Questo uno dei temi affrontati al Congresso internazionale di Medicina di genere, ospitato al Centro Congressi di Padova, nel corso del quale è stato presentato in via preliminare il risultato di uno studio dell&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss) che ha esaminato la diversa risposta ai vaccini negli operatori sanitari. Per valutare la diversa risposta degli anticorpi anti-Spike a due dosi di vaccino a mRNA, i ricercatori hanno raccolto i dati degli operatori sanitari, i primi ad essere esposti all&#8217;infezione da Sars-CoV-2 ed i primi a ricevere il vaccino. Sono stati esaminati i dati di 136 maschi e 385 femmine, vaccinati con due dosi di vaccino mRNA, che lavorano in un ospedale a Roma. Per tutti gli individui i livelli di anticorpi anti-Spike sono stati misurati a diversi intervalli di tempo: 16 giorni dopo la seconda dose di vaccino; 77 giorni dopo e 154 giorni dopo. Ne è emerso che tra 15 e 150 giorni dopo la seconda dose, il personale sanitario femminile ha mostrato titoli anticorpali anti-Spike 1,7 volte più alti rispetto ai maschi quindi la risposta è più elevata nelle donne che negli uomini. Ma 154 giorni dopo la seconda dose i titoli anticorpali anti-Spike risultavano diminuiti significativamente e hanno raggiunto livelli simili sia nei lavoratori di sesso maschile che femminile. Quindi, anche se gli anticorpi diminuiscono in entrambi i sessi dopo alcuni mesi dal vaccino, di fatto la diminuzione è più brusca e repentina nelle donne. Inoltre, negli uomini con livelli plasmatici di testosterone più alti si hanno titoli di anticorpi anti-S più elevati.</p>



<p>&#8220;In generale, la risposta anticorpale è di diversa entità in lavoratori e lavoratrici e questo può aiutare a mettere in campo strategie di sorveglianza sanitaria più personalizzate. Le donne- spiega Anna Ruggieri, ricercatrice senior Iss- sono più immunoreattive, rispondono meglio alle infezioni, e anche nel Covid è così. Ma c&#8217;è un rovescio della medaglia: le donne sono più interessate da disordini autoimmunitari, hanno reazioni avverse ai vaccini più frequenti e di maggiore entità rispetto agli uomini. Mentre i cosiddetti &#8216;non responders&#8217;, che non sviluppano anticorpi protettivi a seguito delle vaccinazioni, sono più spesso di sesso maschile&#8221;. Inoltre, i ricercatori del Centro di riferimento per la medicina di genere Iss, hanno identificato alcuni marcatori biologici sesso-specifici, in grado cioè di predire la progressione del Covid-19 o solo nell&#8217;uomo o solo nella donna. &#8220;In particolare- spiega Elena Ortona, direttrice del reparto di fisiopatologia del Centro di riferimento per la medicina di genere dell&#8217;Iss- gli ormoni sessuali hanno un impatto importante su Covid-19, e oltre al loro possibile utilizzo come biomarcatori predittivi della severità della malattia, potrebbero rappresentare anche marcatori della risposta alla vaccinazione, ma ulteriori studi saranno necessari per confermare questa ipotesi. Disaggregare i dati in base al sesso permetterà di evidenziare eventuali differenze e di mettere in atto percorsi di prevenzione, diagnosi e cura personalizzati in base al sesso&#8221;.</p>
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		<title>Sanità. Da luglio agopuntura per dolore nel sistema nazionale linee guida ISS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2022 19:47:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso luglio l&#8217;agopuntura nel trattamento del dolore è stata inserita nel Sistema Nazionale Linee Guida dell&#8217;Istituto superiore di sanità. Il documento è stato proposto dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura &#8211; FISA, società scientifica accreditata presso il ministero della Salute ed elaborato con il supporto di consulenti esterni, tra cui i ricercatori dell&#8217;Istituto [&#8230;]</p>
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<p>Lo scorso luglio l&#8217;agopuntura nel trattamento del dolore è stata inserita nel Sistema Nazionale Linee Guida dell&#8217;Istituto superiore di sanità. Il documento è stato proposto dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura &#8211; FISA, società scientifica accreditata presso il ministero della Salute ed elaborato con il supporto di consulenti esterni, tra cui i ricercatori dell&#8217;Istituto di Ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano. &#8220;Un lavoro autofinanziato durato tre anni- precisa Carlo Maria Giovanardi, presidente della FISA- che ha permesso la sintesi delle evidenze disponibili e la produzione delle linee guida attraverso l&#8217;utilizzo del rigoroso metodo GRADE&#8221;. E&#8217; stata evidenziata &#8220;una maggiore efficacia dell&#8217;agopuntura rispetto ai farmaci nella profilassi dell&#8217;emicrania cronica ed episodica con un grado di certezza moderata e con un profilo di sicurezza nettamente a favore dell&#8217;agopuntura. Buoni risultati anche per la lombalgia cronica aspecifica rispetto al trattamento combinato farmacologico e non farmacologico- continua Giovanardi- anche in questo caso con un grado di certezza moderato. L&#8217;inserimento dell&#8217;agopuntura all&#8217;interno del Sistema Nazionale Linee Guida dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità la rende di fatto una terapia non più ignorabile nella pratica medica quotidiana, in particolare nelle sopracitate patologie che hanno un forte impatto sociale sia in termini di qualità della vita dei pazienti sia per i relativi costi&#8221;.</p>



<p>L&#8217;aumento dell&#8217;aspettativa di vita della popolazione si accompagna tuttavia a un aumento di anni vissuti con disabilità. &#8220;I pazienti sono spesso sottoposti a politerapie farmacologiche e ai relativi effetti collaterali. Ciò impone sempre più l&#8217;utilizzo di terapie non farmacologiche come l&#8217;Agopuntura, pressoché prive di effetti collaterali quando eseguite da personale medico adeguatamente preparato. L&#8217;offerta pubblica di agopuntura è purtroppo ancora insufficiente- denuncia il presidente FISA- e con importanti diseguaglianze nella distribuzione tra Nord e Sud. Sono 298 i servizi pubblici di agopuntura censiti dal ministero della Salute e dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura, così distribuiti: 177 al Nord, 94 al Centro, 16 al Sud e 11 nelle isole&#8221;. Sempre più numerosi, invece, sono i lavori pubblicati che &#8220;evidenziano come l&#8217;agopuntura abbia un rapporto costo &#8211; efficacia favorevole. Un elemento che dovrebbe essere preso fortemente in considerazione dai nostri decisori in politica sanitari- consiglia Giovanardi- anche a fronte di costi sempre più alti e scarsità di risorse. L&#8217;emicrania e la lombalgia cronica aspecifica sono solo le prime due patologie prese in considerazione dalla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura. E&#8217; intenzione della Federazione implementare queste linee guida vagliando l&#8217;efficacia dell&#8217;agopuntura non solo in altre patologie dolorose, ma anche ad esempio nella riduzione degli effetti collaterali delle terapie oncologiche (chemioterapia e radioterapia), dove l&#8217;agopuntura ha dimostrato una potenziale efficacia e chiara sicurezza tanto da essere inserita di routine nei reparti di oncologia integrata nei principali ospedali di tutto il mondo&#8221;. Per la consultazione delle Linee Guida: https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2022/07/LG-412_FISA_Agopunt ura-per-terapia-dolore.pdf www.agopuntura-fisa.it</p>
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		<title>Covid. Iss: Abruzzo prima in Italia per sequenziamento virus</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2021 09:28:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Risulta la migliore in Italia la performance dell&#8217;Abruzzo riguardo la genotipizzazione del virus del Covid-19. La media del 6.05% dei casi sequenziati consente in parte di identificare le varianti più contagiose del virus. Lo studio pubblicato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità &#8220;Prevalenza e distribuzione delle varianti dei virus Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Risulta la migliore in Italia la performance dell&#8217;Abruzzo riguardo la genotipizzazione del virus del Covid-19. La media del 6.05% dei casi sequenziati consente in parte di identificare le varianti più contagiose del virus. Lo studio pubblicato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità &#8220;Prevalenza e distribuzione delle varianti dei virus Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia&#8221; ha messo in evidenza l&#8217;importante lavoro che viene svolto nei laboratori abruzzesi. In Italia ben 11 regioni non raggiungono l&#8217;1, tre si attestano tra l&#8217;1 e il 2, e due tra il 2 e il 3. Dopo l&#8217;Abruzzo c&#8217;è la Provincia Autonoma di Bolzano con 5.08%, la Sardegna con il 4.05% e l&#8217;Umbria con il 3.06%. Lo studio dell&#8217;Iss, ripreso nel report della Fondazione Gimbe, comprende il periodo temporale compreso tra il 28 dicembre 2020 e il 19 maggio scorso. L&#8217;importante lavoro portato avanti in Abruzzo, in sostanza ha permesso di individuare subito le varianti maggiormente virulente e prevenire il diffondersi del virus. &#8220;Il sistema sanitario teso a combattere il propagarsi del virus nella nostra regione ha funzionato anche grazie alla capacità di potenziare il sequenziamento- dichiara il presidente della Regione Marco Marsilio-. Sono questi risultati che oltre a portarci in zona bianca dalla prossima settimana, così da diventare la quarta regione in Italia a farlo, ci permettono di guardare con maggiore serenità anche al futuro, nella certezza che il sistema di sorveglianza messo in atto può già nell&#8217;immediatezza mettere in evidenza possibili campanelli d&#8217;allarme permettendo alle strutture sanitarie di attivare repentinamente ogni azione di tutela e lotta al contagio&#8221;.</p>
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		<title>Salute: igiene mani tra azioni più efficaci per prevenire Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 17:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;igiene delle mani e&#8217; una delle azioni piu&#8217; efficaci per ridurre la diffusione degli agenti patogeni e prevenire le infezioni, compreso il virus SARS-CoV-2 responsabile del Covid-19. In particolare, e&#8217; possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se&#8217; stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti che comprendono il lavare o igienizzare spesso le mani, soprattutto: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;igiene delle mani e&#8217; una delle azioni piu&#8217; efficaci per ridurre la diffusione degli agenti patogeni e prevenire le infezioni, compreso il virus SARS-CoV-2 responsabile del Covid-19. In particolare, e&#8217; possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se&#8217; stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti che comprendono il lavare o igienizzare spesso le mani, soprattutto: dopo aver tossito/starnutito; dopo aver assistito un malato; prima durante e dopo la preparazione di cibo; prima di mangiare; dopo essere andati in bagno; dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o, piu&#8217; in generale, quando le mani sono sporche in qualunque modo, o prima di frequentare i luoghi pubblici (come ad esempio all&#8217;ingresso dei negozi) se si sono toccati oggetti o superfici esposti al contatto di molte persone (come ad esempio la merce esposta o l&#8217;interno dei mezzi pubblici)&#8221;. Sono le raccomandazioni contenute in una nota dell&#8217;Istituto superiore di Sanita&#8217; diffusa oggi in occasione della Giornata mondiale per l&#8217;igiene delle mani 2021.<br />
&#8220;Ogni anno, il 5 maggio ricorre la giornata dedicata all&#8217;importanza dell&#8217;igiene delle mani per la prevenzione delle infezioni. Per l&#8217;edizione 2021- fa sapere l&#8217;Iss- l&#8217;Organizzazione mondiale della Sanita&#8217; si rivolge agli operatori sanitari e alle strutture in cui lavorano, affinche&#8217; possano praticare un&#8217;igiene delle mani efficace al letto del paziente o dove vengono erogate le cure. In particolare, l&#8217;igiene delle mani dovrebbe essere effettuata al momento giusto (prima del contatto con il paziente, prima di eseguire una manovra asettica, dopo l&#8217;esposizione a un liquido biologico, dopo il contatto con gli oggetti o l&#8217;ambiente che sta attorno al paziente), nel modo piu&#8217; efficace, e al letto del paziente o laddove viene erogata la cura&#8221;. Lo slogan della Giornata 2021 e&#8217; &#8216;Pochi secondi possono salvare una vita: pulisci le tue mani&#8217; (&#8216;Seconds save lifes-clean your hands&#8217;).<br />
Per approfondire quando e come lavare le mani l&#8217;Iss ha realizzato anche delle infografiche (in allegato): &#8216;Quando si devono lavare le mani&#8217; e &#8216;Come si lavano le mani&#8217;.</p>
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		<title>Covid: lenta discesa nuovi casi, ma quadro resta critico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 10:20:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello critico&#8221;. È quanto si legge nella bozza dell&#8217;ultimo monitoraggio dell&#8217;Istituto superiore di Sanita&#8217; e del ministero della Salute sull&#8217;andamento dell&#8217;epidemia da Covid-19 relativo al periodo compreso tra il 12 e il 18 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/23/covid-lenta-discesa-nuovi-casi-ma-quadro-resta-critico/">Covid: lenta discesa nuovi casi, ma quadro resta critico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello critico&#8221;. È quanto si legge nella bozza dell&#8217;ultimo monitoraggio dell&#8217;Istituto superiore di Sanita&#8217; e del ministero della Salute sull&#8217;andamento dell&#8217;epidemia da Covid-19 relativo al periodo compreso tra il 12 e il 18 aprile. &#8220;L&#8217;incidenza e&#8217; in lenta diminuzione ma ancora molto elevata per consentire sull&#8217;intero territorio nazionale una gestione basata sul contenimento- si legge nel report- ovvero sull&#8217;identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti&#8221;. Di conseguenza, e&#8217; necessario &#8220;ridurre rapidamente il numero di casi anche con misure di mitigazione volte a ridurre la possibilita&#8217; di aggregazione interpersonale. L&#8217;ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilita&#8217; richiede l&#8217;applicazione delle misure utili al contenimento del contagio&#8221;. Secondo l&#8217;Iss e&#8217; ancora &#8220;fondamentale&#8221; che la popolazione eviti &#8220;tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che e&#8217; obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi- raccomanda- e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessita&#8217; di rispettare le misure raccomandate dalle autorita&#8217; sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi&#8221;.</p>
<p>Photo: NurPhoto.com</p>
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		<title>Covid. Brusaferro: &#8220;Non esiste soglia definitiva per riapertura&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 17:01:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Covid]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Brusaferro]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/09/covid-brusaferro-non-esiste-soglia-definitiva-per-riapertura/">Covid. Brusaferro: &#8220;Non esiste soglia definitiva per riapertura&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non esiste una soglia predefinita per riaprire. Esistono pero&#8217; degli indicatori, la percentuale delle persone vaccinate costituisce un indicatore determinante ma dobbiamo essere molto flessibili anche a fronte dell&#8217;arrivo di una nuova variante diffusiva&#8221;. A parlare di riaperture e&#8217; Silvio Brusaferro, presidente dell&#8217;Iss, a margine della conferenza stampa della cabina di regia Iss-ministero. &#8220;La copertura vaccinale e&#8217; un elemento importante per prendere delle decisioni di riapertura. Ma &#8211; avverte Brusaferro &#8211; oggi abbiamo 3700 persone ricoverate e questo significa che la risposta al bisogno di salute e&#8217; dilazionata e questo accade gia&#8217; alla soglia del 30%. Non puoi dilazionare all&#8217;infinito e questo dato deve ancora scendere, cosi&#8217; come il dato dell&#8217;incidenza, che e&#8217; ancora a 200 casi per 100mila abitanti. Dobbiamo rafforzare la capacita&#8217; di tracciamento, che avviene con un Rt e un incidenza che scendono, per parlare di riaperture. C&#8217;e&#8217; la prospettiva della riapertura ma non dobbiamo spazientirci, accelerando troppo, come invece sta avvenendo in altri Paesi&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2021/04/09/covid-brusaferro-non-esiste-soglia-definitiva-per-riapertura/">Covid. Brusaferro: &#8220;Non esiste soglia definitiva per riapertura&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. ISS: &#8220;Aumentano casi, necessario mantenere comportamenti rigorosi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2020 20:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[casi]]></category>
		<category><![CDATA[comportamenti rigorosi]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Si e&#8217; ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico in Italia con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticita&#8217; significativi relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. Si osserva un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/09/coronavirus-iss-aumentano-casi-necessario-mantenere-comportamenti-rigorosi/">Coronavirus. ISS: &#8220;Aumentano casi, necessario mantenere comportamenti rigorosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p> &#8216;Si e&#8217; ormai concretizzato un passaggio di fase epidemico in Italia con aumento consecutivo di casi da 10 settimane e, per la prima volta, segnali di criticita&#8217; significativi relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese. Si osserva un notevole carico dei servizi territoriali che va monitorato per i suoi potenziali riflessi sui servizi assistenziali. Contestualmente si assiste a un rafforzamento delle misure, in particolare relative all&#8217;utilizzo delle mascherine anche in luoghi all&#8217;aperto. È necessario evitare eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati. È obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi (in particolare il distanziamento fisico e l&#8217;uso delle mascherine) al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e piu&#8217; rapido peggioramento dell&#8217;epidemia&#8217;. Cosi&#8217; in un comunicato l&#8217;Iss.</p>
<p>Punti chiave:</p>
<p> • Si riporta un&#8217;analisi dei dati relativi al periodo 28 settembre &#8211; 4 ottobre 2020. Per i tempi che intercorrono tra l&#8217;esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l&#8217;infezione a settembre. Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l&#8217;infezione in periodi antecedenti.<br />
• Il virus oggi circola in tutto il paese. Continuano ad aumentare i nuovi casi segnalati in Italia per la decima settimana consecutiva con un&#8217;incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 gg di 44,37 per 100.000 abitanti (periodo 21/9 &#8211; 4/10) (vs 34,2 per 100.000 abitanti nel periodo 14/9 &#8211; 27/9). Si osserva anche un aumento nel numero di casi sintomatici nello stesso periodo (8.198 casi sintomatici nel periodo 21/9-4/10 vs 6.650 casi sintomatici nel periodo 14/9 &#8211; 27/9).<br />
• Sono 17 le Regioni/Ppaa che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente (flusso Iss). Scende la percentuale dei nuovi casi che sono stati rilevati attraverso attivita&#8217; di tracciamento dei contatti (31,8% dei nuovi casi vs 35,8 la settimana precedente). Aumenta, invece, la percentuale dei nuovi casi rilevati attraverso le attivita&#8217; di screening (33,2% vs 28,2%). Il 29,1% dei nuovi casi e&#8217; stato rilevato attraverso la comparsa di sintomi e nel 5,9% non e&#8217; stato riporto l&#8217;accertamento diagnostico.<br />
• Nel periodo 17 &#8211; 30 settembre 2020, l&#8217;Rt calcolato sui casi sintomatici e&#8217; pari a 1,06 (95% CI: 0,97 &#8211; 1,16). Per dettagli sulle modalita&#8217; di calcolo ed interpretazione dell&#8217;Rt riportato si rimanda all&#8217;approfondimento disponibile sul sito dell&#8217;Istituto Superiore di Sanita&#8217;. (https://www.iss.it/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/con tent/id/5477037), continua l&#8217;Iss.<br />
• Sono stati riportati complessivamente 3.805 focolai attivi, di cui 1.181 nuovi (la definizione adottata di focolaio prevede l&#8217;individuazione di 2 o piu&#8217; casi positivi tra loro collegati), entrambi in aumento per la decima settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 3.266 focolai attivi di cui 909 nuovi). Sono stati riportati focolai nella quasi totalita&#8217; delle province (104/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (77,6%). Continua a scendere la percentuale dei focolai rilevati nell&#8217;ambito di attivita&#8217; ricreative (4,1% vs 4,5% la settimana precedente).<br />
• Questa settimana sono in lieve aumento i focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico. Rimane tuttavia complessivamente una dinamica di trasmissione limitata pari al 2,5% di tutti i nuovi i focolai in cui e&#8217; stato segnalato il contesto di trasmissione.<br />
• Continua ad aumentare il numero di nuovi casi fuori delle catene di trasmissione. Sono 4.041 i casi in cui non si e&#8217; potuto trovare un link epidemiologico (erano 3.026 la settimana precedente).<br />
• A livello nazionale continua a salire il numero di persone ricoverate (3.287 vs 2.846 in area medica, 303 vs 254 in terapia intensiva nei giorni 4/10 e 27/9, rispettivamente) e, conseguentemente, aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, continua l&#8217;Iss.</p>
<p>Conclusioni: </p>
<p> • In Italia si osserva un&#8217;accelerazione del progressivo peggioramento dell&#8217;epidemia di SARS-CoV-2 segnalato da dieci settimane, che si riflette in un notevole carico di lavoro sui servizi sanitari territoriali. Per la prima volta si segnalano elementi di criticita&#8217; significativa relativi alla diffusione del virus nel nostro Paese.<br />
• È essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati ed e&#8217; obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e piu&#8217; rapido peggioramento dell&#8217;epidemia.<br />
• La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto segnalati in ambito domiciliare/familiare. Rimane fondamentale mantenere un&#8217;elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento ormai chiaro e piu&#8217; rapido della situazione epidemiologica e sull&#8217;importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali: lavaggio delle mani, uso delle mascherine e distanziamento fisico.<br />
• Sono in lieve aumento focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra-scolastico. Rimane quindi essenziale mantenere l&#8217;attenzione sulle misure gia&#8217; introdotte per prevenire trasmissione intra-scolastica, come lo screening, la rilevazione della temperatura giornaliera da parte delle famiglie e le procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico, continua l&#8217;Iss.</p>
<p>Photo: NurPhoto.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/10/09/coronavirus-iss-aumentano-casi-necessario-mantenere-comportamenti-rigorosi/">Coronavirus. ISS: &#8220;Aumentano casi, necessario mantenere comportamenti rigorosi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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