Intervista all’inventore ottico quanto meccanico Adriano Lolli

Siamo in uno dei più importanti laboratori artigianali di ottica di precisione d’Italia, la ditta COMA (Costruzioni Ottiche Meccaniche) di Adriano Lolli, l’Archimede di Montorio al Vomano (Teramo). Qui la parola “qualità” è ovunque al primo posto. “Ci sono priorità nella vita”, è la filosofia dell’imprenditore Lolli. Siamo in provincia di Teramo, alle falde dei […]

Siamo in uno dei più importanti laboratori artigianali di ottica di precisione d’Italia, la ditta COMA (Costruzioni Ottiche Meccaniche) di Adriano Lolli, l’Archimede di Montorio al Vomano (Teramo). Qui la parola “qualità” è ovunque al primo posto. “Ci sono priorità nella vita”, è la filosofia dell’imprenditore Lolli. Siamo in provincia di Teramo, alle falde dei Monti della Laga, il portale del Parco Nazionale del Gran Sasso. Nell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009, Lolli ha deciso di raccontare la sua vita in esclusiva per i nostri Lettori. Nel laboratorio artigianale di Adriano, autentico crogiuolo di saperi, veniamo accolti da gatta Gioia e dal fido coker Bongo. Ricercatore e inventore ottico-meccanico, Lolli è uno spirito galileiano specializzato in ricerche, progetti, consulenze, perizie, innovazioni tecnologiche, invenzioni su misura, ordinazioni, commissioni e soluzioni all’avanguardia per scuole, università, istituti di ricerca e privati di tutto il mondo. Sulla sua scrivania e sul suo sito Internet (www.adrianololli.com/) fanno bella mostra di sé: anelli di conversione di tutti i tipi e misure, mirini, prismi, lenti addizionali, filtri speciali, vetri smerigliati, moltiplicatori di focale, per applicazioni di ogni tipo; sia in criminologia, grazie alla fotografia nell’infrarosso scientifico, sia in medicina e biologia. Data la notevole specializzazione acquisita, la fama di Lolli è cresciuta negli anni al punto che scienziati e tecnici di università di tutto il mondo, spesso e volentieri si affidano al suo ingegno per realizzare i loro progetti. Nel 2006 la sua Spedizione Gemini ottiene la Medaglia  d’argento assegnata dalla Presidenza della Repubblica. Nel novembre 2006 Adriano sbarca in Cina nel “tempio” della ricerca ottica asiatica in occasione dell’esposizione:“5th Optics Valley of China International Optoelectronic Exposition and Forum (OVC EXPO 2006)”. Nel novembre 2007 Adriano è a Beijing (Cina) per il “12th ILOPE (China International Lasers, Optoelectronics, Photonics and Display Exhibition)”, grazie a una collaborazione internazionale tra le imprese europee ed asiatiche. Adriano da anni progetta e crea nel suo laboratorio tutto il possibile nel campo della strumentazione astronomica e fotografica di precisione. Qui si trovano soluzioni semplici ai molteplici problemi che si pongono con l’utilizzo di nuovi strumenti ottici: Lolli è sempre pronto a realizzare nuovi accessori per le vaste esigenze dell’astronomo moderno. Si percepisce un’atmosfera d’altri tempi all’ingresso della ditta in via Giacomo Leopardi. Molto simile a quella sperimentata, secoli fa, da quanti si recavano nei laboratori di illustri scienziati, come il grande Leonardo da Vinci. Per una consulenza, una proposta d’invenzione, una verifica. In effetti Lolli realizza anche test di obiettivi, su rilascio di certificato, con controllo della precisione della lavorazione e di aberrazione dovute al decentramento. Nel laboratorio notiamo un tornio professionale di alta precisione, una serie di strumenti specifici, una coppia di vaschette ed alcuni braccetti snodabili. “Non badate alle apparenze – avverte Lolli – quella che state osservando è la macchina che serve a fabbricare, modificare e lucidare le lenti”. Avete le lenti del binocolo graffiate? Nessun problema. “Fotografi dilettanti e professionisti si rivolgono a me per riparare gli obiettivi – rivela Lolli – per intervenire sui piccoli danni alla lente anteriore, per applicare il trattamento antiriflessi a lenti che non l’hanno avuto (ottiche d’epoca) o l’hanno perso a causa di anni di utilizzo scriteriato”. Il laboratorio applica il trattamento antiriflessi sia a strato singolo sia multiplo con il metodo della sublimazione di floruri e ossidi vari, effettuata in camere sotto vuoto, facendo passare le sostanze dallo stato solido a quello gassoso. I vapori si depositano ed aderiscono alla superficie della lente che diventa nuova di zecca. Desiderate un filtro ottico polarizzatore circolare per la vostra macchina fotografica analogica e digitale? In pochi giorni, eccolo realizzato. “Il filtro polarizzatore – spiega Lolli – impedisce il passaggio delle onde luminose riflesse dall’acqua o da altre superfici. Grazie a questa proprietà è possibile restituire la trasparenza ad un corso d’acqua illuminato dal sole, che altrimenti apparirebbe bianco o molto chiaro a causa della riflessione della luce. Allo stesso modo, il cielo viene reso più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo  presente nell’aria”. Come ottenere i risultati migliori? “Per massimizzare l’effetto – rivela Adriano – si deve inquadrare avendo il sole di lato. Il filtro è composto da un’ulteriore ghiera che può essere ruotata per aumentare o diminuire l’effetto.  Il filtro polarizzatore circolare  a differenza di quello lineare  è l’unico che può essere  usato con obiettivi e fotocamere autofocus”. Per le fotocamere viene controllata la planarità di campo. Tra i lavori di Lolli spiccano gli accessori per eccellenza, gli oculari astronomici (occhi) del telescopio, lavorati con precisione e qualità. La formazione continua e la ricerca di nuove soluzioni ottiche, hanno permesso a Lolli di realizzare gli oculari più potenti al mondo: le mitiche focali, fino a qualche tempo fa irraggiungibili da 2, 1.5 e 1 (uno) millimetri, presentate e messe alla prova fin dal giugno 1998, in anteprima mondiale all’Astron ’98, la mostra-convegno mondiale di Astronomia ed Astronautica, organizzata dalla rivista Coelum. “Questi oculari portano un valido sostegno – spiega Lolli mentre ne crea uno davanti ai nostri occhi – ai telescopi apocromatici otticamente super corretti, ad altissima luminosità”. E’ in progetto la realizzazione di un Osservatorio Astronomico Sociale. Non solo scienza e tecnica, ma anche prefigurazioni fantascientifiche troviamo nella vetrina virtuale del laboratorio di Lolli. Un giorno sarà possibile viaggiare oltre la velocità della luce, nel rispetto delle leggi della fisica? “Sono un osservatore e un analizzatore di fatti – afferma Lolli – e se si parte dal presupposto che Dio esiste  (il progetto dell’Universo, lo dichiara) allora la risposta è affermativa (SI) perché un’Opera cosi grande come l’Universo presuppone  un Progettista che si sposta superando la nostra comune percezione della velocità della luce”.

Da dieci anni Lolli sta cercando di costruire un osservatorio astronomico privato con annessi officina ottico-meccanica, museo-laboratorio di biologia-astronomia, sala conferenze e Bed & Breakfast. “Ho acquistato un terreno di cinque ettari in una zona incontaminata presso Cusciano – rivela Lolli – ho realizzato la struttura antisismica, entro un anno vedrete sorgere la cupola dell’osservatorio con due telescopi astronomici e l’officina”. L’obiettivo è la divulgazione agli studenti. “Il laboratorio sarà di 200 mq, l’osservatorio di 20 mq, il magazzino di 70 mq, la sala conferenze dove organizzerò convegni scientifici e il Bed & Breakfast su un totale di 360 mq che si svilupperanno su seminterrato e due piani”. Nascerà prima l’osservatorio dove avremo una visione a 360 gradi del cielo e sopra i 40 gradi proficui all’astronomia. “Poi sarà la volta del laboratorio e del Bed & Breakfast”. Il punto di forza di Lolli sono le innovazioni tecnologiche per università e istituti di ricerca in tutto il mondo. “Molte volte le idee migliori mi sono state offerte dai clienti, con indicazioni precise. Avete presente il fumetto Topolino con Archimede l’inventore? Bene, io lavoro così, personalizzando tutto”. Lolli sta realizzando un negozio virtuale su Internet dove è possibile l’impossibile. “Avete presente “La macchina del tempo” di G.H. Wells o la velocità curvatura (portanza warp) di Star Trek?”. Bene, se è vero che la fantasia più genuina è in grado di stimolare il cervello a produrre innovazioni, allora ecco spiegato il motivo per cui Lolli dedica un’intera sezione del suo sito alla fantascienza. “Le fantasie hi-tech, come 20 anni lo erano i cellulari, gli I-pod e i computer palmari touch-screen, possono un giorno diventare una solida realtà se si ha il coraggio di saperle immaginare. Ed allora la nave stellare Enterprise dello scrittore Gene Roddenberry ci ha insegnato a costruire il comunicatore del capitano Kirk”. Forse, un giorno, il teletrasporto molecolare e il viaggio tra le stelle. “Ho intuito che stiamo vivendo in una realtà multiforme o Multiverso dove tutto, grazie a Dio, è possibile”. Riusciremo a imbrigliare le nuove leggi della fisica, la materia e l’energia oscure, le forze dell’Universo, per viaggiare tra le stelle e le galassie? “Attualmente non osserviamo e conosciamo mezzi o fenomeni che si propagano a velocità superiore a quella della luce; non so se la portanza warp sarà prima o poi scoperta, permettendoci di cavalcare le onde gravitazionali o di altra natura, per navigare nel sub-spazio, dilatando e comprimendo lo spazio-tempo, ma una cosa è certa: a livello quantico tutto è possibile e, se l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande hanno così tanto in comune, anche l’ordine di una legge universale nell’apparente caos, non escludo nei prossimi decenni invenzioni e/o evoluzioni della razza umana tali da consentirci di realizzare effettivamente più di quanto immaginato in Star Trek”. Con una riflessione sulla condizione umana. “Tuttavia, come uomini dopo il Duemila siamo involuti perché ci siamo allontanati dalla Natura e la Natura ci ha respinto; non riusciamo più a capirla, cosa che riescono a fare molto bene gli animali percependo il terremoto, e sarà sempre peggio, nonostante la nostra tecnologia, se non cambiamo in fretta”. L’utilizzo di un elaboratore elettronico, di una calcolatrice, di un cellulare, ci ha ridotti a schiavi della macchina e non a semplici fruitori per un fine più alto. “Dall’invenzione della scrittura cuneiforme, la storia ci insegna cosa hanno prodotto gli antichi popoli: i Sumeri, i Babilonesi, gli Ittiti, gli Egiziani, i Greci, i Romani, i Toltechi, i Maya il cui calendario ci è per certi versi ancora ignoto ed allora ci pare comodo fantasticare sulla fine del mondo alla vigilia di Natale del 2012…”. E pensare che oggi aggiungiamo secondi e giorni al nostro calendario civile, per compensare errori di calcolo commessi in passato ma semplicemente impossibili ai Maya con il loro calendario. “Com’è possibile che gli acquedotti e le strade romane sono ancora lì dopo duemila anni – si domanda Lolli – mentre le nostre opere crollano miseramente per una frana o una piena improvvisa? Questa è involuzione – prosegue Lolli – e pensare che le cupole del Bernini e di Brunelleschi sono lì dopo 5 secoli; il Pantheon è lì dopo duemila anni, ma oggi è difficile trovare un ingegnere capace di così grandi meraviglie. I nostri antenati avevano il cervello e non il computer per calcolare le forze”. Senza contare le Piramidi e gli allineamenti astronomici. “Noi qui in Europa non utilizzando più la mente come una volta, siamo distratti e rincoglioniti dai programmi-spazzatura della televisione e dai problemi quotidiani che i grandi filosofi del passato, Aristotele e Platone, ragionando tutto il giorno, neppure immaginavano”. L’uomo ha perso la capacità di utilizzare e sviluppare le capacità del proprio cervello. “L’uomo non conosce il proprio cervello, come funziona; eppure, guideremmo un’auto o un aereo senza conoscerne il funzionamento?”. La speranza di un salto di qualità della nostra civiltà occidentale, anche grazie a un genio, è sempre viva. “Certamente, lo speriamo tutti. La tecnologia va avanti ma è un mezzo, non un fine”. Quale invenzione di ottica quantistica hai realizzato? “Il mio sismografo al laser per la rilevazione del terremoto, che sfrutta un diodo laser di 650 nanometri, sarà attivo entro un mese quando inizierò la sperimentazione. Il mio sismografo ha un’applicazione particolare. Gli attuali sismogrammi registrano l’evento sismico, il mio invece serve per poter trasmettere l’evento che riceve, sfruttando la differenza tra le velocità di propagazione delle onde sismiche e radio. Daremo la possibilità a chi si trova nel raggio di 20 Km dal mio dispositivo laser, di essere avvisati in tempo reale della scossa in atto”. Sarà utile? “Non serve per generare falsi allarmi ma per informare gli scienziati e i comuni cittadini. Il mio strumento annuncia il terremoto, l’entità della scossa (la magnitudine), la distanza approssimativa dall’epicentro, da cui ricavare l’ipocentro: quando l’onda sismica si propaga, è inevitabile il ritardo di alcuni secondi tra il segnale radio, il ritardo elettronico nell’attivazione dei circuiti e l’arrivo alla stazione ricevente. L’onda sismica arriva in meno di un minuto, con alcune possibilità di mettersi in sicurezza”. Il tuo sismografo laser è portatile? “Sì, è portatile, ho pensato a un’applicazione per clienti in abbonamento: il laser serve per poter fare la misurazione, ma sfrutterà la rete di telefonia mobile per trasmettere le informazioni”. Chiedi di interfacciare il sismografo laser alla rete mobile? “Sì”. Hai brevettato l’invenzione? “Non ancora”.

La vita di Lolli è da sempre un’avventura…Nato il 22 aprile 1956 da un umile famiglia di Montorio al Vomano, il padre, minatore e la mamma casalinga, intuiscono subito le sue potenzialità. “Senza giocattoli e divertimenti – ricorda Lolli – la vera festa era il ritorno del babbo dal lavoro in Svizzera”. Da bambino, comincia la passione di Adriano per l’invenzione di oggetti utili, inizialmente per gioco con i suoi coetanei. A cinque anni realizza il suo primo “ascensore” su un albero di fichi. “Salivo sui rami più alti, mia sorella più piccola non ce la faceva, allora pensai bene di utilizzare un secchiello, una corda e un sasso come contrappeso, ma l’esperimento non andò a buon fine. Fortunatamente senza conseguenze”. Un’infanzia felice. Adriano ricorda perfettamente la famosa eclisse totale di Sole del 1961. “Un’esperienza incredibile, scolpita nella memoria e vissuta insieme a mio padre: giocavo nel cortile di casa con un bastoncino lasciato scorrere su una rete del recinto, quando all’improvviso, diminuendo la luminosità, vidi impazzire le galline che, starnazzando all’inverosimile, sfrecciavano di qua e di là, dirigendosi verso il pollaio e facendomi cadere. Mi spaventai, piansi, mio padre mi prese in braccio e con una candela mi preparò un vetro affumicato per osservare l’eclissi. Rassicurato dal babbo e dalla mamma, vidi quella falcetta del Sole ingoiato dall’oscurità: il fenomeno segnò la mia vita e la nascita della passione per l’astronomia. Passammo in famiglia momenti indimenticabili”. A dieci anni ci trasferimmo in una casa-garage sempre a Montorio, con una tenda-divisorio di stoffa per il giorno e la notte”. L’acqua in casa era un sogno. “Mia madre la raccoglieva con la classica conca alla fontana vecchia presso il mulino. Ero molto bravo a scuola con una media di nove. Ero portato per la matematica e le applicazioni tecniche. Odiavo la storia e l’italiano, a causa degli insegnanti. Materie che oggi apprezzo. In terza elementare, ci trasferimmo in un altro quartiere di Montorio e capitai con un maestro di stampo mussoliniano, di animo cattivo. Ricordo ancora i suoi schiaffi gratuiti, mi bloccai e fui costretto a ripetere l’anno. Stessa esperienza in seconda media. Poi in terza media fui promosso con nove grazie alla mia preparazione, alla motivazione ed alla figura di buone insegnanti. Ma i miei genitori non avevano la possibilità di farmi studiare”. Lolli frequenta poi la scuola professionale dove consegue il diploma di elettro-radio-tecnico. La passione per l’astronomia cresce, inizialmente fu solo osservativa. “A dieci anni sul davanzale della mia camera avevo segnato delle linee per cercare le stelle in cielo e capirne i segreti, non avevo libri. Disegnavo le stelle e riuscii da solo a comprendere che il cielo ruotava intorno alla Polare del nord, partendo dalla semplice osservazione”. Il piccolo Lolli realizzò con un peso, un filo e un tubetto di canna come cannocchiale, uno strumento ricavato da un vecchio goniometro. “Realizzai un inclinometro per calcolare di ora in ora l’altezza e lo spostamento delle stelle nel cielo”. Il padre assecondò la passione del figlio. “A tredici anni il mio babbo mi comprò alla Standa di Teramo il primo cannocchiale, l’unico regalo dell’anno e il più bello. Mi resi conto ben presto dell’importanza dei telescopi per l’astronomia e l’osservazione del cielo, ossia di come aumentano la sensibilità dei nostri occhi alla luce stellare per osservare particolari altrimenti impossibili ad occhio nudo, cercando di capire con le lenti il funzionamento dei cannocchiali. Per migliorare l’osservazione, smontai e rimontai più volte il telescopio”. A 12 anni frequenta una scuola di musica. “Grazie a mio padre, in 5 anni di scuola imparai a suonare il clarinetto che per 4 anni mi consentì di partecipare alle esecuzioni della banda municipale di Montorio, poi i sentimenti con la donna della mia vita presero il sopravvento”. Tre amici condivisero la passione di Lolli per l’astronomia. “A 15 anni realizzai il mio primo cannocchiale rifrattore di 1,3 metri di focale, con una lente d’occhiale diaframmata di molto e tubi di scarico tagliati col seghetto”. E funzionò così bene da “contagiare” i suoi amici. Adriano iniziò a realizzare telescopi. “Fu il mio primo lavoro, a 15 anni riuscii a vendere il mio primo telescopio di due metri di focale, per seimila lire, al tempo in cui le pizzette costavano 50 lire”. Telescopio venduto a rate di 150 lire al giorno che Lolli andava a riscuotere al negozio del padre del suo amico. “Come supporto usavamo gli economici cavalletti dei pittori, appositamente modificati per uso astronomico”. All’epoca i ragazzini si guadagnavano la paghetta raccogliendo chiodi ed altri metalli per strada. “Un uomo ci dava 20-50 lire in base al peso del materiale raccolto, così potevamo finanziare i nostri progetti”. In piena era “televisiva” delle serie “Ufo” e “Spazio 1999”, un anno prima Adriano insieme ai suoi amici, per “contrastare la minaccia dell’imminente invasione aliena”, approntarono a Montorio al Vomano il loro primo piano di difesa-resistenza planetaria. “Sembrava tutto vero – ricorda Lolli – eravamo spaventati dal realismo di quei telefilm, allora seguimmo le direttive del colonnello Straiker. Fondammo la SSADV, Società Segreta Anti Dischi Volanti, per bloccare sul nascere un’eventuale guerra dei mondi. Come contrastare gli alieni? Prima realizzammo confezioni di carta armate con sassolini, fionde, cerbottane e quant’altro, poi pensammo bene, per rendere più efficace la battaglia ai dischi volanti, di costruire piccoli missili con intere scatole di cerini, e funzionavano a meraviglia!”. Il gioco subì un’evoluzione. “Poi iniziarono gli esperimenti con il carburo, le scatole di conserva e l’acqua: all’impresa partecipò anche il babbo di un nostro amico che ci svelò i trucchi per ottenere i migliori risultati dai nostri piccoli missili: con una semplice canna realizzò un razzo molto più potente del nostro”.

Fidanzato dall’età di 13 anni e sposato nel 1978 a 22 anni (“fidanzato sempre con la stessa ragazza e precocemente sposato, una decisione matematica” – rivela Lolli), con due figlie di 25 e 27 anni, Adriano diventa operaio specializzato elettrotecnico. “Lavorai come apprendista nell’impiantistica con una ditta di Teramo, prima a 1500 lire al giorno (300 lire solo per il biglietto del pullman), poi 1800 e 2500 lire. Tra una stozza e l’altra preparata dalla mamma, imparai anche a fare il pittore in un’impresa di Montorio. Il maestro Di Marco aveva bisogno di un giovane ed accettò la mia proposta anche perché ero elettricista. Un pittore all’epoca guadagnava seimila lire, più del doppio del mio stipendio. Il maestro ero contento e mi teneva in grande considerazione. E mi riavvicinai a Montorio”. Mentre la passione per l’astronomia aumentava in maniera esponenziale. “Avevo costruito nel frattempo altri telescopi, arricchendo le mie conoscenze, studiando ottica in libri specializzati perché dagli anni Sessanta in Italia non esistono più scuole di ottica costruttiva ma solo piccole aziende artigiane”. Il padre di Lolli, però, aveva capito che poteva fare molto di più. “Mi riportò una domanda per un concorso di assunzione all’Enel, un posto sicuro e prestigioso: lo vinsi tra i 600 concorrenti (mi classificai tredicesimo) e fui assunto. Mi piaceva molto quel lavoro: per 25 anni, da addetto alla telefonia interna ed all’automatizzazione-manutenzione delle centrali Enel, fino alle ore 16:30 del Duemila di ogni giorno lavorativo, ho dato l’anima”. Un lavoro che ha prodotto i suoi frutti. “Mi è stato possibile acquistare oggetti all’avanguardia ancora non presenti sul mercato, partecipando fin dal 1980 alle fiere dell’astronomia dove gli appassionati e le imprese di importatori italiani, condividono le loro esperienze, conoscenze e realizzazioni”. Dopo i 25 anni Lolli si appassiona alle avventure di montagna e grotta. “Iniziai l’esplorazione della natura. Feci un corso di alpinismo e di speleologia, entrando a far parte del Gruppo Grotte del CAI di Teramo: in breve tempo entrai nel Soccorso Alpino – Sezione Speleologica. Poi dalle grotte sono passato al ghiaccio e al grande nord estremo”. Il fascino del nord si affaccia nella sua vita verso i 18 Anni. “Dopo i 40 anni l’amore per la montagna mi spalanca le porte allo sport estremo che mi conduce nel magico nord dell’Islanda e della Groenlandia in missioni scientifiche internazionali di grande interesse anche sulla stampa”. Le creazioni di Lolli sbarcano ben presto sul mercato internazionale grazie alle fiere dell’astronomia. “Con il tempo le vendite crebbero, gli astrofili e gli astronomi mi conoscono e commissionano di tutto da scuole e università; così nel 1994 decisi di aprire una Partita Iva con un laboratorio di ottica e meccanica di precisione, la Ditta Coma”. Ma ci sono delle priorità nella vita. “Infatti, quando ho visto che la ditta andava bene, ho fatto la mia scelta: quella di dedicare le migliori ore della giornata alla creazione di oggetti che da sempre ho in mente e in animo di realizzare”. L’impresa va avanti anche sul negozio virtuale del web. “Finora non ho mai brevettato nulla perché non ho mai creduto nei brevetti preferendo rivolgermi a una clientela di nicchia, per accessori (ad importanti e famose ditte mondiali io vendo i miei raccordi, controllate pure, anche per microscopi: sono i miei raccordi) che le grandi industrie non producono: il sismografo laser, però, è il mio primo brevetto”. Dopo sei mesi di prova, Lolli prende la decisione definitiva della sua vita. “All’Enel mi prorogarono l’aspettativa, le cose migliorarono ed alla fine scelti di fare l’imprenditore a tempo pieno: ci sono priorità nella vita, si vive una volta soltanto, si deve fare ciò che piace per servire meglio anche il nostro prossimo. Ora con un’attività propria non ci sono orari fissi comandati, si pensa sempre al lavoro. Per questo seguite il vostro cuore. Lunga vita e prosperità”.

Tra le invenzioni di Lolli scopriamo l’aggiuntivo “fish-eye” destinato all’uso con le telecamere professionali: è costituito da un gruppo ottico afocale che si monta di fronte all’obiettivo di ripresa, aumentando notevolmente l’angolo di campo inquadrato. C’è poi l’infinito virtuale inventato per gli astronomi: un dispositivo, tipo oculare, che consente di saggiare le ottiche del telescopio direttamente a casa, prima delle osservazioni esterne. Il Centro Ricerche Astronomiche (Cram) di Adriano Lolli, fondato insieme al sig. Ilario Di Marco, è stata una delle sue più importanti invenzioni. Dal 13 giugno 1988 è un circolo di cultura astronomica molto importante per i giovani appassionati di Montorio. Vi si organizzano lezioni di astronomia e tecnica osservativa del cielo stellato, con la possibilità, per tutti i soci, di effettuare ricerche nel campo dell’attività solare, della strumentazione, degli asteroidi e delle comete.

Nicola Facciolini