MONUMENTI FUNERARI A TORRE IN SABINA

L’approccio a tale tipologia costruttiva a torre ha richiesto un lavoro attento e costante a causa del loro cattivo stato di conservazione, oltre alla particolare penuria di fonti scritte al riguardo.Una delle cause di dispersione dei dati è dovuta alla delimitazione territoriale legata alla divisione dei compiti nelle soprintendenze, quindi la Sabina dal punto di […]

L’approccio a tale tipologia costruttiva a torre ha richiesto un lavoro attento e costante a causa del loro cattivo stato di conservazione, oltre alla particolare penuria di fonti scritte al riguardo.Una delle cause di dispersione dei dati è dovuta alla delimitazione territoriale legata alla divisione dei compiti nelle soprintendenze, quindi la Sabina dal punto di vista amministrativo comprende la Provincia di Rieti, sorta nel 1926 e la parte a NE di Roma, importanti entità come Interamnia (Terni), Nursia (Norcia) e Amiternum (San Vittorino) facenti parte di altre giurisdizioni, connesse in passato alla cosiddetta “Sabina Storica”, che da riscontro con le fonti antiche risultate comprese fra il Tevere, l’alta Val Nerina, l’alto bacino dell’Aterno, la media Valle dell’Aniene e l’Agro Romano.

Definito da Massimo Pallottino “zona grigia per l’archeologia”, il territorio sabino presenta altresì diversi problemi territoriali, ma che in questa sede saranno trattati limitatamente a una prestabilita tipologia costruttiva.

I monumenti funerari a torre individuati e descritti ricadono nella parte meridionale della Sabina e precisamente nell’area delimitata dai Monti Sabini e il fiume Tevere comprendente il Comune di Casperia e di Mompeo, unitamente all’area posta a ridosso del tracciato dell’antica Salaria, nel tratto corrente fra i Comuni di Poggio Moiano e di Scandriglia. Un caso a parte, posto ai margini del territorio sabino, riguarda il Comune di Guidonia-Montecelio. La maestosità degli antichi costrutti, cui il tempo e l’azione disgregatrice degli agenti atmosferici hanno conferito una patina di antichità e di mistero, ha indubbiamente contribuito a dare a tali monumenti la denominazione di “Torracci”, di “Massacci”, o di “Colonnette”.

Nel territorio di Torri, in località Vescovio, sono stati individuati dei monumenti funerari fra i più cospicui del territorio oggetto d’esame.

Qui sorgono le rovine dell’antico municipio romano di Forum Novum, fondato con molta probabilità nel II sec. d. C., il quale permise la creazione delle strutture insediative anteriori con la creazione di un unico polo territoriale, fulcro delle funzioni politiche, amministrative e istituzionali.

Il rango municipale pare sia stato raggiunto da Forum Novum soltanto sotto Augusto, come nel caso di Reate.

Monumenti funerari a torre e affini, risultano allineate su di un’arteria diretta verso il Tevere, al cui termine, in località Madonna del Piano, è stato individuato un nucleo di sepolcro riscontrabile sulle carte catastali del Comune di Torri sotto la dicitura “Strada Comunale Romana Vecchia”.

I materiali da costruzione impiegati per i sepolcri di Forum Novum sono di deposito continentale con l’aggiunta di prodotti vulcanici o alluvionali provenienti dalla terrazza fluviale oceanica, incisa dal torrente Aia di Selci.

Francesca Ranieri

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