ACQUA: RONCHI, QUANTO E’ CARO MONOPOLIO PUBBLICO

In relazione alla dichiarazione del ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, che sembra attribuire alla mancata liberalizzazione del servizio idrico il fenomeno della dispersione dell’acqua potabile ed il costo delle inefficienze di gestione, il Codacons risponde al ministro che se la gestione pubblica dell’acqua non funziona in alcune realtà è solo per colpa dei […]

In relazione alla dichiarazione del ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, che sembra attribuire alla mancata liberalizzazione del servizio idrico il fenomeno della dispersione dell’acqua potabile ed il costo delle inefficienze di gestione, il Codacons risponde al ministro che se la gestione pubblica dell’acqua non funziona in alcune realtà è solo per colpa dei suoi colleghi politici incapaci e non perchè il sistema pubblico è inadatto a gestire il servizio, come dimostrano il caso della Puglia e di Parigi.Inoltre il ministro Ronchi farebbe bene a spiegare prima agli italiani quanto costano tutte le società ed i consigli di amministrazione creati ad hoc dai politici pur di piazzare i trombati di turno, gli amici, i parenti ed i raccomandati.
La realtà è che si vuole fare anche dell’acqua l’ennesimo business in cui potersi tuffare. Un sistema che non servirebbe affatto ad eliminare le dispersioni della rete, visto che i privati avrebbero come unico interesse quello di ottenere aumenti delle tariffe e non certo di fare investimenti straordinari.
Ecco perchè il Codacons ha stimato che la privatizzazione dell’acqua determinerà in 3 anni un aumento medio del 30 % delle tariffe dell’acqua. I consumatori, insomma, finiranno per pagare non solo il costo, ma anche il profitto del privato che deve necessariamente conseguire un utile dalla fornitura idrica.

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