GRAZIA RICEVUTA (ELEZIONI REGIONALI)

Non alludo alla vittoria della destra ma allo scongiurato pericolo di una vittoria della Bonino. Al tempo, non equivochiamo, spiego: non alludo alla vittoria della Polverini, come urgenza di riflessione, ma al profondo respiro di sollievo alla sconfitta della Bonino. Ma, al tempo, mi spiego ancora: non perché io parteggiassi per la Polverini ma a […]

Non alludo alla vittoria della destra ma allo scongiurato pericolo di una vittoria della Bonino. Al tempo, non equivochiamo, spiego: non alludo alla vittoria della Polverini, come urgenza di riflessione, ma al profondo respiro di sollievo alla sconfitta della Bonino. Ma, al tempo, mi spiego ancora: non perché io parteggiassi per la Polverini ma a protezione dell’immagine della stessa Bonino.Avrei potuto anche non avere nulla in contrario ad una vittoria della Bonino, in linea teorica, ma sopratutto per ragioni sentimentali poi che prima di divenire una Giornalista di Pace sono stata per grandi linee molto vicina ai radicali.

Sì, una vittoria così squalificante per la Bonino mi sarebbe molto dispiaciuta. Il motivo è arcinoto, milioni di cittadini in queste elezioni hanno fruito del diritto costituzionale di votare secondo le loro convinzioni personificate in precisi rappresentanti politici mentre molti altri cittadini, la maggioranza, ne sono stati privati senza alcuna loro responsabilità.

Semplicemente assurdo e deludente. Non a caso la Polverini a scrutini chiusi ha con forza ricordato in sostanza che la voce della gente non può essere cancellata con un colpo di spugna da regole non indenni da imperfezioni. Peraltro non è ammissibile che diritti costituzionali dei cittadini siano condizionati da alcuni dettagliati limiti non essendo anche le regole equilibrate secondo imprevedibili accadimenti, quando lesivi della sovranità popolare.

Il merito di aver contribuito in maniera determinante al salvataggio della Bonino va soprattutto alla Polverini, la quale ha compiuto un vero e proprio miracolo, senza una lista di supporto. Miracolo dovuto al carattere forte di sue esercitate convinzioni, miracolo al di sopra delle consuetudinarie alchimie del retrobottega politico.

A conclusione di questa assai sofferta edizione elettorale mi sono compiaciuta del modo con il quale la Bonino si congedava dalle elezioni e si complimentava con la Polverini, modo improntato ad una signorilità… democratica piuttosto rara nel nostro mondo politico quando però inaspettata una nota stonata azzerò il tutto. E cioè quando la Bonino non ha rinunciato a dichiarare che si era verificato finalmente il trionfo delle regole.
Mi sbaglierò ma in quelle parole di conferma delle sue scelte (o forzati adeguamenti) la Bonino mi è sembrata inconsapevolmente tacitare una sua nascosta crisi di coscienza . Quasi a pacificarsi con se stessa, nella magari ben riposta convinzione di poter coprire quel ruolo tanto ambito a sicuro vantaggio dei cittadini.
Ma nessuno è perfetto, specie quando si è convinti di esserlo. E’ opzione quasi sempre migliore coltivare il dubbio.

Gloria Capuano