Tinari:”Il popolo delle carriole ha imboccato una strada non condivisibile”

  ” Forse aveva delle buone intenzioni quando è nato, ma il cosiddetto popolo delle carriole ha imboccato una strada non condivisibile, contrassegnata dalle strumentalizzazioni e dalle posizioni per partito preso” . Lo ha dichiarato in una nota  il consigliere comunale dell’Aquila Roberto Tinari. ” Inizialmente – ha spiegato-  ha avuto il merito di riuscire a […]

  ” Forse aveva delle buone intenzioni quando è nato, ma il cosiddetto popolo delle carriole ha imboccato una strada non condivisibile, contrassegnata dalle strumentalizzazioni e dalle posizioni per partito preso” . Lo ha dichiarato in una nota  il consigliere comunale dell’Aquila Roberto Tinari.

” Inizialmente – ha spiegato-  ha avuto il merito di riuscire a smuovere le istituzioni sul problema della rimozione delle macerie. Ora – soprattutto dopo la trasmissione televisiva Porta a Porta – ha dimostrato di essere un mero movimento di contestazione contro tutto e tutti, senza capacità propositive e con connotazioni unicamente improntate al pregiudizio. Senza considerare la pessima figura che, nel corso del programma in questione (visto da milioni di italiani), alcuni personaggi di tale organizzazione hanno fatto fare all’Aquila, che per fortuna non si identifica in questa sparuta minoranza “.
“Non è un caso – ha concluso  l’assessore –  che sul social network Facebook cresca a vista d’occhio il numero di coloro che si dissociano da tale iniziativa, che, con questi presupposti, non ha più senso. Mi auguro che anche il Sindaco prenda le distanze da questo movimento, che nulla a che vedere con la grandezza d’animo, la dignità e le capacità degli Aquilani “.

Una replica a “Tinari:”Il popolo delle carriole ha imboccato una strada non condivisibile””

  1. adrianosaba ha detto:

    Il popolo delle carriole ha inizialmente preso una buona strada per sollecitare le istituzioni. Certo che quel che è successo a Porta a Porta non è una bella cosa, non soltanto per la pessima figura che ha fatto il movimento in questione, ma anche per la conduzione di un marpione come Vespa che da giornalista super preparato ha saputo far dire a quei dieci personaggi (che non identificano tutto il popolo delle carriole) quello che lui voleva che dicessero e per di più li ha anche convinti che stavano andando sulle loro posizioni che io, personalmente, credo se ne siano ravveduti in un secondo tempo. L’errore più grande è stato farsi intervistare senza una preparazione preventiva ed una organizzazione per quello che il popolo (in toto) persegue…che non è certamente e solo quello che si è dichiarato.

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