Autobomba a Times Square

Torna nuovamente la paura a New York e questa volta l’allarme scatta proprio a Times Square, uno dei posti più frequentati della grande mela. Alle 6 del pomeriggio un’auto viene abbandonata tra la 45ma e la Settima Avenue, una zona affolattissima che viene definita la “Crossroads of the world”. Paul Browne, portavoce della polizia, conferma […]

Torna nuovamente la paura a New York e questa volta l’allarme scatta proprio a Times Square, uno dei posti più frequentati della grande mela. Alle 6 del pomeriggio un’auto viene abbandonata tra la 45ma e la Settima Avenue, una zona affolattissima che viene definita la “Crossroads of the world”. Paul Browne, portavoce della polizia, conferma oggi che l’autobomba aveva al suo interno tre serbatoi di propano, polvere da sparo, delle bombole di gas, due taniche di benzina e un di filo elettrico collegato ad un timer rudimentale, precisa il funzionario. Insomma un carico di esplosivo che se fosse saltato avrebbe potuto provocare una strage. Si cerca un uomo bianco sui 40 anni, ripreso in un video esaminato dalla polizia, che ha parcheggiato, nella celebre Times Square, un Suv Nissan imbottito di esplosivo, che non è saltato in aria soltanto perché il meccanismo non ha funzionato. E’ accaduto ieri e la tecnica sembra la stessa fallita a Londra tre anni fa: due autobomba per fare una strage. L’uomo ora ricercato si sarebbe sfilato nelle vicinanze di Times Square una camicia nera e sarebbe fuggito con la maglietta rossa che aveva addosso. Un turista avrebbe ripreso il sospetto e le sue immagini si sommano a quelle di almeno 30 delle 80 telecamere di sorveglianza disseminate nelle zona. La polizia conosce anche l’identità del possessore del Suv. Un sito islamista ha già rivendicato l’azione: i Taliban del Pakistan avrebbero voluto vendicare l’uccisione poche settimane fa del capo di Al Qaeda Al Masri e di altri “martiri musulmani”. Chi sposa la pista islamica pensa ai recenti casi scoperti. Come l’attentato al metro di New York che stavano preparando, prima di essere arrestati, due ex studenti del Queens College, (uno dei quali era poi diventato tassista) dopo aver ricevuto l’ordine  di colpire direttamente dai vertici di Al Qaeda in Pakistan. Zarein Ahmedzay (25 anni) e Najibullah Zazi (guidatore di limousine a noleggio) non portarono a termine l’impresa per mancanza di una sufficiente quantità di esplosivo.Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha escluso, tuttavia,  che il tentato attentato di Times Square possa avere legami con Al Qaida. “Non ci sono prove che l’episodio sia legato ad Al Qaida o ad altre organizzazioni terroristiche importanti – ha dichiarato Bloomberg -. Sono fiducioso sul fatto che cattureremo chi ha fatto tutto questo”. “Sappiamo tutti che nel mondo c’é chi considera New York un bersaglio da colpire, il più bel bersaglio del mondo. Ma non permetteremo che costoro vincano. La gente si sente sicura a New York e vuole continuare a venirci”. Dopo l’attentato è stata rafforzata la sicurezza in tutti gli aeroporti della east-coast e si sono intensificati i controlli agli imbarchi sia dei voli interni che internazionali. Una delle malcelate paure evocate dagli investigatori è di un bis di quanto nel 2007 accadde in Gran Bretagna quando dopo la scoperta di due autobombe a Londra, con quattro asiatici che si lanciarono contro il terminal degli arrivi dell’aeroporto di Glasgow a bordo di una jeep Cherokee di colore verde che, secondo un testimone, aveva a bordo alcune bombole di gas (come nel caso della Nissan di Times Square). Times Square è rimasta chiusa per tutta la notte e solo all’alba di oggi, quanto la Nissan è stata rimossa, la polizia ha tolto le transenne. Gli show di Broadway sono comunque andati avanti regolarmente, sia pure in ritardo, ma molti spettatori non sono riusciti a raggiungere i teatri. In molti casi i turisti non hanno capito cosa stava succedendo: Disagi per i clienti di alcuni grandi alberghi come il Marriott o il Paramount che si affacciano su Times Square: sono rimasti bloccati per ore, o dentro o fuori, quando la polizia ha ‘congelato’ la zona. Oltre alla pista islamica, xsono in molti a considere l’attentato andato a vuoto, inserito in un non meno pericoloso terrorismo antigovernativo L’altra pista è quella del terrorismo antigovernativo. Da settimane, infatti, aumentano i segnali di preoccupazione e allarme rispetto ai gruppi armati della destra radicale. Solo pochi giorni fa, in Michigan, sono stati arrestati i membri degli Hutarre, i Guerrieri di Dio. Erano pronti ad attentati contro la polizia federale. Ma non è solo questo. La tensione politica negli Stati Uniti è stata molto forte negli ultimi mesi, esacerbata dallo scontro (e da linguaggio usato) sulla riforma sanitaria. Già subito dopo l’elezione di Barack Obama, gli hate-groups, si erano moltiplicati, ma ora  sono diventati molto pericolosi, dicono gli esperti. I quali hanno il timore soprattutto di possibili iniziative di qualche cane sciolto, di qualche “fuori di testa” che vorrebbe far rivivere il fantasma di Timothy McVeigh, l’autore della strage di Oklahoma City.

Carlo Di Stanislao