La Puglia contro la marea nera

La “Fluidotecnica Sanseverino srl”, con sede nella zona industriale di Bari, ha brevettato già da tre anni una macchina capace di separare l’acqua dal petrolio. E, secondo Nixchi Vendola, Governatore della Puglia che ha già scritto alla Farnesina, può offrire la soluzione per la marea nera che minaccia la Lousiana. La macchina si chiama “OilSep”, […]

La “Fluidotecnica Sanseverino srl”, con sede nella zona industriale di Bari, ha brevettato già da tre anni una macchina capace di separare l’acqua dal petrolio. E, secondo Nixchi Vendola, Governatore della Puglia che ha già scritto alla Farnesina, può offrire la soluzione per la marea nera che minaccia la Lousiana. La macchina si chiama “OilSep”, è stata commissionata da industrie meccaniche e realizzata in collaborazione con l’Università ed ioggi è in mostra fra le eccellenze italiane all’Expo di Shanghai. In pratica, attraverso questa macchina è possibile sia contenere il consumo di acqua nel ciclo produttivo sia ridurre i costi di smaltimento dei residui di produzione. Essa è già in uso negli stabilimenti Bosch e Fiat e due anni fa, durante la sua sosta d’affari in Puglia, il sultano dell’Oman volle rendersi conto del suo  funzionamento della macchina e la acquistò per la depurazione delle “piscine” per la ricerca petrolifera. “OilSep” utilizza un principio meramente fisico, senza usufruire di centrifughe, solventi e additivi chimici o dischi raschiatori comunemente usati. Il processo di separazione dell’acqua dalla materia grassa è totalmente ecologico, e il petrolio recuperato è tutto riutilizzabile. La macchina usa un sistema a pompe: attraverso una proboscide di tubo, che galleggia appeso a tre sfere, aspira l’acqua inquinata; quindi quest’acqua passa in un serbatoio dotato di filtri, diaframmi capaci – se implementati – di ripulire l’acqua fino a renderla potabile. Infine petrolio e acqua vengono raccolti in cisterne separate. Oltre al Presidente Nichi Vendola, che ha aperto con priorità assoluta il già richiamato canale istituzionale, ha promesso di muover nella stessa direzione l’eurodeputato pugliese Salvatore Tatarella. Per ripulire il delta del Mississippi servirebbero almeno cento “OilSep” che  il Distretto sarebbe capace di produrle in una ventina di giorni. Frattanto la marea nera si avvicinerebbe di più alla costa e ciò, paradossalmente, favorirebbe l’intervento di queste macchine, che richiedono fondale basso e mare calmo. Per il “sistema Italia” la ricaduta d’immagine e occupazionale sarebbe eccezionale, il fatturato pure perché ogni macchina costa intorno ai 300mila euro. Ma eccezionale sarebbe anche la risoluzione di un problema enorme e non ancora contenuto. Infatti, anche oggi, al quartiere generale della Bp  regna il caos più assoluto. I portavoce annunciano notizie che dopo poche ore sono costretti a smentire. Dopo aver inizialmente reso noto, stamane, che la nuova cupola contenitiva per fermare la falla sul fondo del Golfo del Messico sarebbe stata installata entro un paio di giorni, un portavoce ha reso noto che cio’ sarebbe avvenuto “non prima della fine della prossima settimana”. Da ultimo, sempre la stessa fonte, a ribadito la prima versione . Ad oggi ammontano a 450 milioni di dollari i costi per la compagnia petrolifera britannica Bp legati al disastro nel golfo del Messico e, nonostante questo, per ora la societa’ ammette che “tutte le tecniche esaminate o sperimentate per contenere la fuoriuscita del petrolio presentano forti elementi di incertezza dal momento che non sono mai stati testati prima”. Meglio allora investire su qualcosa di utilmente provato.

Carlo Di Stanislao