Cognitivista aquilano a Palazzo Marini

Il prossimo 16 luglio, con inizio alle ore 16, a Palazzo Marini,  una fra le più prestigiosi sedi del nostro Senato, in via Poli a Roma, sarà presentato, con introduzione del deputato Domenico Scilopodi, parlamentare dell’Idv e medico esperto di problemi ecologici e di medicine non convenzionali, il libro “Manuale di Neuroscenza Cognitiva”, ultimo saggio […]

Il prossimo 16 luglio, con inizio alle ore 16, a Palazzo Marini,  una fra le più prestigiosi sedi del nostro Senato, in via Poli a Roma, sarà presentato, con introduzione del deputato Domenico Scilopodi, parlamentare dell’Idv e medico esperto di problemi ecologici e di medicine non convenzionali, il libro “Manuale di Neuroscenza Cognitiva”, ultimo saggio del medico aquilano Giovanni Consalvi, che, da cognitivista, ha già pubblicato “Dies irae a Giosafat, la valle della decisione di Aternense Subequano (Sulmona, 1985)  ed è Autore di vari saggi, fra cui Fisiologia del pensiero nel cervello umano – Canovaccio di epistemologia -, (L’Aquila, 1989);Epistemologia del sogno, pamphlet autogestito su L’interpretazione dei sogni di S. Freud, (L’Aquila, 1992);; Apocalisse 2: il tempo delle Neuroscienze, (L’Aquila, 1995);; De ornithorinchidis ovvero Neuroscienza e Antropologia in La Scienza Nuova (Introduzione) di Giambattista Vico (Colledara (Te), 1998);; Compendio di Neuroscienza, (Colledara (Te), 1998); Giambattista Vico, La Scienza Nuova -Libro Primo-, (Pavia, 1999). Disciplina scientifica nata all’inizio negli anni ’80, la neuroscienza cognitiva ha dato luogo a grandi conquiste legandosi sia alla ingegneria informatica, sia alle ricerche epistemiche e filosofiche del passato. I ricercatori in psicologia cognitiva perseguono lo stesso scopo dei ricercatori in neuroscienza cognitiva: capire il funzionamento del sistema cognitivo. Ma gli pscologi, in una prospettiva classica, hanno studiato gli eventi mentali indipendentemente dal cervello, proprio come le operazioni di elaborazione delle informazioni di un computer le quali possono essere studiate senza tener conto delle caratteristiche fisiche della macchina. L’approccio della neuroscienza cognitiva su questo punto e’ diversa e si basa sull’idea che le attivita’ cognitive sono proprio cio’ che il cervello fa. Di conseguenza, i dati relativi al cervello sono necessari per caratterizzare le attività mentali. Non si tratta pero’ di sostituire una descrizione delle attività cognitive con una descrizione delle attività celebrali, bensì viene postulato il fatto che il pensiero non sorge da un sostrato qualsiasi e che tale sostrato, il cervello, condiziona le forme possibili che il pensiero può assumere. La possibilità di osservare in maniera “diretta” il funzionamento di un cervello integro, in diversi compiti cognitivi, ha davvero rivoluzionato l’intero ambito delle scienze cognitive. Si sono potuti stabilire dei paralleli tra gli indici di funzionamento cerebrale raccolti nei compiti cognitivi accuratamente selezionati e i risultati di osservazioni comportamentali in pazienti affetti da lesione cerebrale, o i dati di esperimenti di psicologia cognitiva che fanno uso della cronometria mentale. Ma, dato che ciascun approccio ha i suoi limiti e le sue fonti di errore,bisogna ricercare la seconda origine del successo della neuroscienza cognitiva nella messa in corrispondenza delle osservazioni raccolte a partire da quelle diverse tecniche e nei progressi che ne sono risultati riguardo alla nostra comprensione dei meccanismi mentali. Così la constatazione del successo della disciplina ha portato all’esplosione fenomenale del suo sviluppo. Per il suo aspetto interdisciplinare la neuroscienza cognitiva comporta intersezioni con la psicologia cognitiva. Alla presentazione di Roma, saranno anche presenti, il prof. Maurizio Ortu, Presidente dell’Ordine dei medici de L’Aquila e lo scrivente, come amico dell’Autore e come Coordinatore della Commissione ECM del nostro ordine provinciale.

Carlo Di Stanislao

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