Profughi Eritrei, scontri in Libia

Il sito di informazione “Fortress Europe – L’Osservatorio sulle vittime dell’emigrazione” rende noto che nel carcere di Misratah in Libia, ci sono stati duri scontri tra profughi eritrei, che avevano rifiutato di fornire le proprie generalità all’ambasciata del Paese da cui stanno fuggendo,  e  la polizia di Gheddafi.Più di 200 persone sono state deportate con i […]

Il sito di informazione “Fortress Europe – L’Osservatorio sulle vittime dell’emigrazione” rende noto che nel carcere di Misratah in Libia, ci sono stati duri scontri tra profughi eritrei, che avevano rifiutato di fornire le proprie generalità all’ambasciata del Paese da cui stanno fuggendo,  e  la polizia di Gheddafi.Più di 200 persone sono state deportate con i container  nel carcere di Brak, vicino a Sabah, nel deserto libico.
Tra loro anche una parte degli eritrei respinti in mare dalla marina italiana nell’estate 2009.
Se fossero arrivati in Italia probabilmente avrebbero avuto la protezione umanitaria.
Invece, in queste ore, oltre a subire le violenze della polizia libica, rischiano l’espulsione in Eritrea, paese dittatoriale da cui stanno fuggendo. Tutto ciò deve essere fermato. La comunità internazionale e le organizzazioni umanitarie si stanno mobilitando.
Le organizzazioni “Come un uomo sulla terra” e “FortressEurope”  invitano a tutti di scrivere una mail al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano per chiedergli di fermare le violenze e le deportazioni in LIbia, viste le forte responsabilità che il nostro Paese ha rispetto a quanto continua a succedere in Libia.
L’on.Tuadì ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui chiede:
– se il Ministro sia a conoscenza dei fatti accaduti a Misratah riportati da alcuni media;
– se il Ministro sia in grado di affermare con certezza che i circa 300 richiedenti asilo politico eritrei trasferiti con la forza da Misratah a Sebha non saranno rimpatriati con i gravi rischi per la loro incolumità che ne conseguirebbero
– se il Ministro sia in grado di affermare con certezza che attraverso i respingimenti non si sta negando il diritto d’asilo a persone che potrebbero legittimamente chiederlo;
– se il Ministro sia a conoscenza delle ragioni politiche che hanno portato alla chiusura del centro UNHCR di Tripoli e che tipo di azione ha eventualmente intrapreso nei confronti delle autorità libiche