Medici e tecnologie a macchia di leopardo

Distribuzione “a macchia di leopardo” dei medici e delle tecnologie per la salute nelle aree metropolitane italiane. Nel 2005, il tasso di personale medico e odontoiatrico presenta i valori minimi a Trieste (11,13 per 10.000) e massimi a Roma (32,27), mentre per quanto riguarda Tac e risonanze magnetiche Messina registra valori più elevati sia per […]

Distribuzione “a macchia di leopardo” dei medici e delle tecnologie per la salute nelle aree metropolitane italiane. Nel 2005, il tasso di personale medico e odontoiatrico presenta i valori minimi a Trieste (11,13 per 10.000) e massimi a Roma (32,27), mentre per quanto riguarda Tac e risonanze magnetiche Messina registra valori più elevati sia per l’una che per l’altra tecnologia (rispettivamente 30,45 e 18,27 per milione di abitanti) e Firenze i più bassi per la Tac (14,49 per milione di abitanti), mentre Napoli per la risonanza (5,50 per milione di abitanti). É quanto emerge dal Rapporto Osservasalute Aree metropolitane 2010 dell’Osservatorio nazionale per la salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica di Roma, presentato oggi nella Capitale. Rispetto ai tassi del 2001, in quasi tutte le 15 aree metropolitane prese in considerazione, il numero di medici e odontoiatri è aumentato. Le due province in cui si è registrato il maggior incremento sono state una del Nord (Trieste: 24,78%) e una del Sud (Palermo: 23,86%). Ma la distribuzione dei medici non è omogenea, così come per il personale infermieristico (Venezia: 33,15 per 10 mila abitanti; Bologna: 68,73). Inoltre, alcune province presentano valori più bassi della media italiana, che già risulta molto al di sotto della media Ocse e, rispetto al 2001, ancora in diminuzione, sia a livello nazionale che territoriale. Quanto alle tecnologie, se si analizza il trend 2001-2005, si nota un aumento sia a livello nazionale che per quasi tutte le province metropolitane. Ma la distribuzione di queste apparecchiature, rilevano gli autori del rapporto, avrebbe bisogno di un riequilibrio territoriale, andando a verificare anche il grado di obsolescenza del parco tecnologico.

Carlo Di Stanislao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.