Russia in fiamme e alluvioni nel Centro-Europa

Non si placano gli incendi in Russia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 269 nuovi roghi, con un totale complessivo di 554 focolai attivi e 190.000 ettari devastati dalle fiamme. Le temperature restano elevatissime, e superano i 40 gradi, favorendo la diffusione dei roghi. Pesante la cappa di fumo su Mosca, anche se oggi […]

Non si placano gli incendi in Russia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 269 nuovi roghi, con un totale complessivo di 554 focolai attivi e 190.000 ettari devastati dalle fiamme. Le temperature restano elevatissime, e superano i 40 gradi, favorendo la diffusione dei roghi. Pesante la cappa di fumo su Mosca, anche se oggi la situazione è leggermente migliorata rispetto a ieri. La concentrazione di sostanze tossiche rimane comunque tre volte il livello massimo. Ieri si era toccata una concentrazione di nove volte superiore alla soglia. – Le autorita’ di Mosca hanno deciso di aprire 123 centri ‘anti-smog’ per consentire ai moscoviti di riprendersi dall’aria pesantemente aggravata dai fumi degli incendi che stanno colpendo una parte della Russia. Lo ha reso noto un funzionario del comune di Mosca, Vladimir Petrosyan, il quale ha spiegato che i moscoviti potranno “recuperare il proprio respiro” in queste sale con aria condizionata, allestiti in edifici pubblici e ospedali. Anche oggi la concentrazione di gas tossici nell’aria di Mosca e’ tre volte superiore alla soglia massima. Il fumo ha raggiunto anche la seconda città del paese, San Pietroburgo. Lo rende noto l’agenzia Interfax, che cita il ministero della Protezione civile. Nessun problema si registra però, almeno per ora, all’aeroporto internazionale di Pulkovo, a differenza di quanto sta accadendo a Mosca. Continua infatti a rimanere disturbato, per il terzo giorno consecutivo, il traffico aereo sugli aeroporti moscoviti di Vnukovo e Domodedovo, rispettivamente a sud-ovest e a sud della capitale, con circa 2.000 passeggeri bloccati. Solo l’aeroporto internazionale di Sheremetyevo continua a funzionare normalmente grazie a una migliore visibilità. Intanto si intensificano gli aiuti internazionali. La Germania domani invierà ai moscoviti 100.000 mascherine per proteggere il naso e la bocca, promessi inoltre numerosi aerei. La Francia manderà un idrovolante e 120 pompieri, più esperti e una dozzina di veicoli. Dalla Polonia, infine, stanno arrivando in Russia 155 vigili del fuoco. E, sempre oggi, si apprende che, a causa delle forti piogge, l’Europa centro-orientale è finita sott’acqua: dieci persone sono morte tra Polonia, Germania e Repubblica Ceca, sommerse dalle alluvioni. Tre persone sono morte in Polonia, nel sud-ovest del Paese; la città più colpita è stata Bogatynia, dove un ponte è crollato e centinaia di persone sono rimaste senza elettricità e acqua corrente. E’ la terza volta, quest’anno, che la Polonia è travolta dalle inondazioni. Quattro persone sono annegate nel nord della Repubblica Ceca, non lontano dai confini con gli altri due Paesi. Almeno mille persone sono state evacuate, soprattutto dalle zone che si trovano sotto due dighe, minacciate dall’acqua alta. In Sassonia, nella Germania dell’est, sono annegate tre persone. Villaggi e strade sono stati sommersi dal fiume Neisse; centinaia gli abitanti di Goerlitz portati via dai soccorritori in gommone.

Carlo Di Stanislao