Che noia la bellezza!

Due gli stimoli che m’inducono a parlarne, uno da non ricordo quale rubrica del secondo canale Tv con tema più o meno “ è lecito che una donna giuochi sulla sua avvenenza per fare carriera?” L’altro dall’Infedele di Gad Lerner sugli eventuali effetti della tanto celebrata da Berlusconi “non avvenenza” attribuita a Rosy Bindi.Dalla prima […]

Due gli stimoli che m’inducono a parlarne, uno da non ricordo quale rubrica del secondo canale Tv con tema più o meno “ è lecito che una donna giuochi sulla sua avvenenza per fare carriera?” L’altro dall’Infedele di Gad Lerner sugli eventuali effetti della tanto celebrata da Berlusconi “non avvenenza” attribuita a Rosy Bindi.Dalla prima è giunto al pubblico l’abituale repertorio pro e contro. I pro rivendicano il diritto femminile di usare gli strumenti ad essa congeniali o anche di poter semplicemente esprimere la propria avvenenza senza calcoli di sorta, i contro considerano sleale e disdicevole fare ricorso alla fisicità attrattiva in ambiente di lavoro specie di natura competitiva ( ad. esempio in una aula di tribunale). I soliti invitati richiesti del loro parere ci hanno abbondantemente ricamato sopra senza però uscire dai soliti schemi banali sull’argomento.

E’ spuntato quindi fuori anche il mobbing che secondo alcuni non è tale se c’è stata provocazione (intendendo per provocazione abiti succinti, scollature troppo generose, tipo di vestiario quale ad esempio gli stivali con la minigonna), secondo altri la libera manifestazione della propria femminilità (non importa se con buon gusto o cattivo guasto) non può e non deve giustificare molestie di sorta. Piccolo inciso, sul vuoto di rispetto del maschile verso il femminile la sanno lunga le vostre nonne, quando da giovani prendevano gli usuali mezzi di trasporto. Si chiamava “ mano morta”. Si trattava di una mano maschile lasciata scivolare e attardarsi guarda caso su i glutei femminili. Nell’abituale ressa ( le auto erano un lusso per pochi) non era facile liberarsene essendo sconsigliabile qualsiasi reazione per non incorrere nel rischio di essere pubblicamente additate come inattendibili provocatrici o peggio ancora. donne di facili costumi e – pericolosissimo – fasciste.

Tornando all’attualità, nessuna opinione ha evidenziato quel che a me sembra di primaria importanza in specie quando si fa riferimento alla suddetta contestata strumentalizzazione nell’ambito delle carriere. A me pare che quanto a competitività dovremmo tenere conto che la donna parte handicappata, o se si preferisce che l’uomo parta già in forte vantaggio. Spiego che l’uomo si ritrova con una dote di autorità e/o di autorevolezza “senza colpo ferire”. Già soltanto nascendo scopre gradualmente in sé e intorno a sé un massiccio bagaglio di aspettative coltivate e realizzate dalle generazioni che lo precedono, una specie d’investitura naturale a primeggiare. La donna dietro di sé non trova che una storia di abnegazione, di dipendenza e di esclusione dalla cultura e dal lavoro soprattutto di alto livello. Si calcoli inoltre che l’uomo non deve dimostrare alcunché a nessuno perché non ci sono altri al di sopra di lui, quindi se la deve vedere con altri uomini secondo comuni codici.. La donna non deve solo saper fare ma anche dimostrare di saperlo fare almeno quanto un uomo o, peggio ancora, come lo fa un uomo, e se la deve vedere sia con gli uomini sia con le altre donne perché l’universo femminile è ancora molto lontano dall’avere un codice comune.

Si aggiunga poi che l’uomo è dotato di caratteristiche somatiche che in genere lo aiutano non poco, l’altezza, la prestanza fisica, la forza muscolare, e la voce che in genere è più potente e di tonalità più bassa. Per finire anche l’uomo può curare il suo aspetto esteriore con abiti di buon taglio e con vari significativi particolari e con il portamento, che può essere oltre che autorevole anche seduttivo (in senso lato). Inoltre erroneamente si crede che la vanità sia un attributo squisitamente femminile mentre a chi sa guardare non dovrebbe sfuggire il prevalere della vanità maschile che è molto molto diffusa sia nell’esibire la prestanza fisica sia nell’esibire competenze o ruoli. Del resto se vogliamo menzionare un’eloquente dimostrazione di vanità maschile si guardi soprattutto alle divise militari in grande uniforme (corazzieri, carabinieri e altri) con loro possono competere solo… le blue-bell e le tante creature di palcoscenico. (Ciononostante non corrono forse a tutti o quasi gli Italiani, me compresa, brividi d’emozione lungo la schiena alla vista anche solo dei più semplici bersaglieri in corsa con le loro piume al vento? Ma qui la cosa diventa tragicamente complessa.).

Concludo mettendo in primo piano la considerazione che l’uomo (ma in diversi modi e misura anche la gente in genere) avversa la non avvenenza, e l’avversa al punto di scadere in un mobbing all’inverso e cioè quello dell’uomo che insulta una donna o perché è grassa o perché è malvestita, o perché non è dotata dei comuni canoni di gradevolezza o perché è in preda alla depressione ( la depressione spegne la personalità e quindi ogni carattere attrattivo anche in chi è provvisto di sembianze regolari). Per chiarire racconto quanto è occorso a una signora di mezza età colpevole di essere troppo marcatamente femminile dalla cintola in giù, cioè di essere provvista di un eccesso di adipe con l’aggravante di essere di piccola statura. Questa signora, dall’aspetto gentile e di sobria eleganza, era in attesa di poter raggiungere il marciapiedi opposto sulle regolamentari strisce. Un’auto le si accosta e un uomo piuttosto giovane le sibila in volto “Vacca!”, per poi sfrecciare presumibilmente soddisfatto. La signora quindi non corrispondendo ai canoni della bellezza come comunemente è intesa aveva trovato nell’uomo il suo legittimo giudice e… giustiziere. Questi episodi sono frequenti e non sono ovviamente mai denunciati. Anche da qui l’eccesso di chirurgia estetica?

Si tratta, comunque la si pensi, di un ulteriore motivo per il quale la donna è anche costretta ad apparire gradevole. Essa sa che la società e particolarmente la componente maschile non le perdona di non obbedire all’obbligo di piacere, convinti viceversa molti tra i maschi di poterne fare a meno. Forse le cose stanno cambiando ma non ne sono affatto certa.

Infine ricordiamo che si può essere provocanti anche vestite da suore oppure irradiare spiritualità anche nel nudo integrale.

Passo ora a Rosy Bindi, a Gad Lerner e a Berlusconi. Al prossimo pulviscolo.

Gloria Capuano

2 risposte a “Che noia la bellezza!”

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