In una Gran Bretagna che finora sembrava aver accettato con rassegnazione il piano di austerity, gli studenti hanno stupito tutti, mettendo a ferro e fuoco i centri del potere. Las protesta ieri, violenta ed inaspettate, contro l’aumento delle tasse universitarie, con un incremento previsto delle rette annuali da 3.290 sterline a 6.000 sterline, arrivando a 9.000 in caso di “circostanze eccezionali”. Colta di sorpresa anche la polizia che prevedeva una marcia pacifica con circa 15.000 partecipanti. Persino l’edificio che ospita l’MI5, i servizi segreti interni, è stato costretto a barricarsi chiudendo il proprio ingresso con pesanti portoni in metallo e facendo piantonare dalla polizia le entrate sul retro. A Westminster in 200 hanno tenuto un sit-in di protesta dinanzi alla camera dei Comuni. La situazione più grave al quartier generale dei Conservatori, assaltato da 200 studenti che hanno fatto irruzione tra i fumogeni, facendo a pezzi la reception e distruggendone addirittura il soffitto, per poi salire in cima al grattacielo, dal i hanno lanciato pezzi di cemento e persino un estintore. I danni sono stati ingenti: scattati gli allarmi anti-incendio; la hall del palazzo è stata distrutta. Il leader dell’Unione Nazionale degli Studenti (NUS), Aaron Porter, una delle associazioni che ha organizzato la manifestazione, ha condannato duramente le violenze, affermando a Sky News che l’assalto è stato compiuto “forse da anarchisti” intervenuti “deliberatamente per deviare l’evento”. Tuttavia nessun incidente serio e solo sette ragazzi sono stati inviati in ospedale, più re agenti feriti, dei quali una poliziotta colpita alla testa. Il numero di arresti non e’ ancora stato reso noto. La rabbia è motivata anche dal fatto che i libdem, durante la campagna elettorale, avevano promesso che si sarebbero opposti all’aumento ed ora il sindacato degli studenti ha giurato di dare loro battaglia, con una campagna mirata a cacciare i deputati “traditori” da Westminster. Da Seul dove partecipa al G20, il primo ministro inglese David Cameron ha criticato le violenze che si sono verificate durante la manifestazione degli studenti contro l’aumento delle rette universitarie. Cameron ha dichiarato di aver “visto immagini di violenza inaccettabile” sottolineando che “dobbiamo fare in modo che tale comportamento non resti impunito”. In Francia, poi, ieri, la contestatissima riforma delle pensioni, passata per il Parlamento lo scorso 27 ottobre, è stata valutata positivamente e quindi approvata anche dal Consiglio costituzionale. La notizia, diffusa da Asca-Afp e confermata anche da Reuters, chiude probabilmente in via definitiva la serratissima lotta tra maggioranza, opposizione e sindacati che per fermare il provvedimento avevano lanciato ben otto giornate di mobilitazione nazionale. Il Consiglio, bocciando il ricorso presentato dal partito socialista, ha così stabilito che, con la decisione di abbassare l’età minima pensionabile a 62 anni, “non e’ stato violato il principio di uguaglianza ne’ l’obbligo costituzionale di una politica di solidarieta’ nazionale a favore dei lavoratori in pensione”. Inoltre, secondo i giudici costituzionali, “il rinvio da 65 a 67 anni del limite di eta’ per il diritto alla pensione massima non e’ contrario al principio di parita’ tra donne e uomini”. Naturalmente sindacati e lavoratori sono sul piede di guerra e minacciano nuove manifestazioni di protesta. Il governo, in crisi di popolarità, ha già elaborato una strategia, per i 18 mesi che lo separano dalle nuove elezioni e puntato sempre sul carisma personale di Sarkozy. La presidenza francese al G20 tenta di riportare in auge l’immagine della Francia sulla scena internazionale dopo la “crisi dei Rom”. La strategia dell’Eliseo prevede un Sarkozy di nuovo alla guida dell’Europa come fece durante la crisi delle banche, ma stavolta provando ad anticipare il drastico aggravamento della crisi dei cambi. Una campagna informativa capillare (visita di Hu Jintao in Francia, poi viaggio di Sarkozy negli Stati Uniti) è servita per illustrare il progetto ai due principali partner. Ma il vero problema resta il consenso interno che è calato ma che non ha registrato nessun significativo aumento nella “gauche”. Un consiglio per Camerun e Sarkozy: potrebbero fare come il nostro premier che a L’aquila non ha visto né udito nulla e convincersi (e convincere così) che tutto va per il meglio e le manifestazioni di piazza sono solo opera di teste calde e facinorosi. Insomma, i due anglo-francesi, debbono imparare, per cavarsela in questa ed alte spinose situazioni, comportandondosi come il premier, il quale ha basato il successo politico, non sull’efficacia delle idee, ma sulla infinita narrazione di sé e di una realtà virtuale meticolosamente costruita.
Proteste dilaganti e contromosse
In una Gran Bretagna che finora sembrava aver accettato con rassegnazione il piano di austerity, gli studenti hanno stupito tutti, mettendo a ferro e fuoco i centri del potere. Las protesta ieri, violenta ed inaspettate, contro l’aumento delle tasse universitarie, con un incremento previsto delle rette annuali da 3.290 sterline a 6.000 sterline, arrivando a […]