Italia, Paese per vecchi

Un Paese avaro con i bambini, un Paese che solo in apparenza li ama, ma che  in realtà  si preoccupa ben poco del loro futuro.  E che, invece,  deve rimettere l’infanzia al centro delle sue scelte,  perché una società senza figli è una società senza futuro. E’ questo il messaggio lanciato a Milano dal Presidente […]

Un Paese avaro con i bambini, un Paese che solo in apparenza li ama, ma che  in realtà  si preoccupa ben poco del loro futuro.  E che, invece,  deve rimettere l’infanzia al centro delle sue scelte,  perché una società senza figli è una società senza futuro. E’ questo il messaggio lanciato a Milano dal Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto G. Ugazio davanti a una platea di medici, politici, manager d’impresa e giornalisti, tra cui il Ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, l’assessore alla Salute del Comune Giampaolo Landi di Chiavenna, la deputata del Pdl  Lara  Comi. L’occasione è stata la presentazione del 67° Congresso Nazionale della SIP, in programma nel capoluogo lombardo dal 7 al 10 Giugno 2011 e degli “Stati Generali della Pediatria”, iniziativa che si terrà il prossimo 19 novembre, in coincidenza con la giornata mondiale dell’infanzia.

Che l’Italia sia un Paese per vecchi lo testimoniano i fatti.  A cominciare  dalle culle vuote. Spiega Ugazio: “Dagli anni Settanta il tasso di fertilità è  crollato, passando  da 2.2 figli per donna a  1.2, un fenomeno tutto italiano, basti pensare agli Stati Uniti  dove si è passati da meno di 1.8 figli per donna ad oltre 2.  In molti Paesi americani  e in asiatici la popolazione infantile è maggiore rispetto a quella anziana,: esattamente il contrario di ciò  che avviene in Italia. Nel 1861, nel nostro Paese  bambini ed adolescenti costituivano la maggioranza della popolazione, oggi sono invece  la minoranza.  E ciò malgrado i progressi della medicina che  hanno consentito di ridurre il tasso di mortalità infantile da 174 casi su mille d’inizio secolo a 4.4 per mille di oggi”. Non va meglio se si considera quanto il nostro Paese spende per l’infanzia. La spesa  pubblica complessiva per servizi destinata alla famiglia è  pari a circa l’ l’1,2% del Pil,  decisamente inferiore alla media UE (2,1%),  e molto distante dai numeri di Danimarca (3,7%), Svezia (3%), Germania (2,8%) e  Francia (2,5%). E le differenze diventano ancora più significative se si consideranogli interventi diretti alla primissima infanzia, cioè ai bambini sotto i tre anni.

 

Per riportare l’infanzia al centro delle scelte del Paese i pediatri chiedono la collaborazione di tutti i soggetti che ruotano attorno al mondo del bambino: famiglia, scuola, istituzioni, volontariato e mondo scientifico. Un tema che sarà al centro del Congresso di giugno dal titolo “I bambini tra voci e colori” (l’auspicio dei pediatri  è infatti quello di restituire ai bambini le voci e i colori dell’infanzia).  Particolare attenzione verrà destinata agli stili di vita: la prevenzione di alcune malattie (cardiovascolari, diabete,  malattie degenerative),  che oggi  rappresentano la principali cause di mortalità e di invalidità nell’adulto e nell’anziano,  è infatti efficace soltanto se inizia fin dalle prime età della vita. Altro tema centrale saranno le malattie croniche complesse che oggi coinvolgono circa 3 milioni di bambini in Italia. “Un dato – ha spiegato Ugazio- che ha origine proprio dai progressi della pediatria. Questi hanno consentito di trasformare malattie un tempo mortali in malattie croniche. Anche solo 15 anni fa un neonato sottopeso sarebbe andato incontro a morte certa”. Ed è proprio a cominciare da questi due temi che la SIP chiede  la collaborazione di tutta quanta la società:  i pediatri da soli non possono promuovere stili di vita salutari, da soli non possono assistere e curare al meglio i bambini con malattie croniche.

Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano si è detto  vicino alla SIP e ha annunciato, con l’approvazione del bilancio,  la nascita di una nuova fondazione contro il bullismo. “Sono sensibile al tema. In famiglia eravamo sette fratelli e io stesso ho 4 figli. I nuovi problemi emersi nelle famiglie, gli stili di vita mutati, i progressi scientifici, le aspettative di vita, pongono la società,  l’industria, l’economia dinanzi a nuove necessità e sfide”.

Sostegno alla manifestazione da parte del Ministro del Turismo Maria Vittoria Brambilla. “Molti messaggi pubblicitari (Renault Scenic), vettori aerei, tour operator, offrono e incentivano le vacanze senza bambini al seguito. E’ solo una faccia della medaglia mentre abbiamo destinato decine di milioni di euro a progetti in cui il bambino è il protagonista della nostra vita”.

 

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