Almeno 57 vittime, sarebbe questo il bilancio drammatico di una domenica di sangue nel regime siriano, da tempo centro di repressione militare. Lo riferiscono attivisti siriani citati dalla tv panaraba al Arabiya. Le fonti precisano che nel capoluogo delle regioni orientali, Dayr az Zor, sono state uccise 38 persone. Altre 16 sarebbero morte ad Hula, nei pressi di Homs al centro.
Il presidente Bashar al-Assad è di nuovo intervenuto per spiegare che l’intervento dell’esercito serve soltanto a reprimere le proteste di «bande armate fuori controllo» e difendere la popolazione civile. Le proteste, che erano iniziate a marzo nella città meridionale di Deera, si sono estese a tutto il paese e sono cresciute con l’aumentare della violenza dell’esercito.
La lotta ai “terroristi” è un dovere nazionale, tuona il presidente Bashar al Assad.
La Lega araba chiede la fine immediata delle violenze e l’Arabia Saudita richiama l’ambasciatore a Damasco.
Massacro a Dayr Az Zor, 57 morti
Almeno 57 vittime, sarebbe questo il bilancio drammatico di una domenica di sangue nel regime siriano, da tempo centro di repressione militare. Lo riferiscono attivisti siriani citati dalla tv panaraba al Arabiya. Le fonti precisano che nel capoluogo delle regioni orientali, Dayr az Zor, sono state uccise 38 persone. Altre 16 sarebbero morte ad Hula, […]