Voto agli immigrati: le Acli chiedono coerenza e coraggio

È ufficialmente partita la raccolta firme della campagna “L’Italia sono anch’io”, per portare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare per per cambiare la normativa sulla cittadinanza per i figli degli immigrati e introdurre il diritto di voto alle Amministrative per le persone di origine straniera. I promotori, che stanno organizzando iniziative in […]

È ufficialmente partita la raccolta firme della campagna “L’Italia sono anch’io”, per portare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare per per cambiare la normativa sulla cittadinanza per i figli degli immigrati e introdurre il diritto di voto alle Amministrative per le persone di origine straniera.

I promotori, che stanno organizzando iniziative in tutta Italia, si propongono di realizzare 50.000 firme nei prossimi 6 mesi. Tra i primi firmatari numerosi parlamentari di sinistra (Bobba, Di Giovan Paolo, Lucà, Sarubbi, Bersani, Vendola, Ferrero,), ma le Acli (tra le organizzazioni promotrici) invocano il sostegno di tutte le forze politiche. «Il Parlamento – spiega il presidente delle Acli Andrea Olivero – non è stato finora in grado di recepire nessuna proposta ragionevole che vada verso l’effettiva integrazione degli oltre 4 milioni di immigrati che vivono e lavorano nel nostro Paese. Quella sulla cittadinanza, in particolare, rappresenta forse la più grande tra le riforme a costo zero che possono essere fatte in Italia per liberare risorse e energie, lanciando un segnale di coesione e di fiducia nei confronti del futuro».

 

Ai parlamentari cattolici, in particolare, le Acli chiedono «coerenza e coraggio». Per il presidente Olivero «sembra purtroppo prevalere tra molti politici cattolici un atteggiamento timido e poco coerente sulle grandi questioni sociali. Si dimenticano parti importanti della dottrina sociale della Chiesa. A favore della cittadinanza ai figli degli immigrati si sono espresse ufficialmente le ultime Settimane sociali dei cattolici. L’inclusione degli stranieri, fu detto in quella occasione,rappresenta per un cristiano impegnato in politica uno dei “valori non negoziabili”. Vedremo allora chi vorrà coerentemente impegnarsi per accogliere e sostenere queste proposte nella corrente legislatura o, come appare più probabile, in quella prossima».


 

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