È cominciata la fase di “riscaldamento” per la IX edizione del Festival delle Letterature dell’Adriatico che si svolgerà a Pescara dal 16 al 20 novembre. Domani sabato 12 novembrealla Feltrinelli di via Milano a Pescara Francesco Baccini presenterà il suo libro “Ti presto un po’ di questa vita”, col quale ha festeggiato nel 2010 i 20 anni di attività musicale. Il libro è stato scritto da Marzio Angiolani e Andrea Podestà e contiene anche l’inserto fotografico “Ti presto un po’ di questa faccia”a cura di Valeria Bissacco. Francesco Baccini parlerà del suo libro alle 18 e presenterà tra musica e parole il concerto “Porto a spasso Luigi nei teatri”, che proporrà sabato 19 all’interno del Festival come unica data in Abruzzo, grazie alla collaborazione con l’agenzia “Events 365”.
Anche sul fronte del concorso letterario “Outlet Shopping Stories”, ideato insieme al main sponsor “Città Sant’Angelo Village”, si è in piena attività: il popolo di Facebook ha tempo fino alle 20 di domenica 13 novembre per votare i suoi racconti preferiti tra gli 80 pubblicati sul sito del Festival.. I 15 più votati dalla giuria popolare entreranno nell’antologia che verrà presentata domenica 20 novembre alle 18,30, all’interno del Festival, e che sarà diffusa gratuitamente su scala regionale. Altri 15 racconti verranno invece selezionati da una giuria tecnica composta da scrittori ed operatori culturali. Il racconto che avrà ricevuto più voti in assoluto dalla giuria popolare vincerà un iPad. Si contano anche dei partecipanti molto speciali: circa 15 scritti provengono infatti dalla casa circondariale di Chieti, grazie alla sensibilità del suo direttore Giuseppina Ruggero e del commissario Valentino Di Bartolomeo, e riflettono un desiderio diffuso di quotidianità e di reintegrazione sociale.
Dalla quarta di copertina di “Ti presto un po’ di questa faccia”: “Dentro a ogni uomo, si sa, si combatte continuamente una guerra. Dentro a ogni uomo si scatenano tempeste, si scontrano desideri e volontà, cuore e ragione, bene e male. Ci crediamo Uno e invece siamo una moltitudine. Un guazzabuglio di “persone” dentro di noi che cercano a turno di prevalere le une sulle altre. Si divertono a dire la loro, a prendere il controllo, a tirare brutti scherzi. E se tutto questo accade dentro a ogni uomo, immaginate cosa possa essere l’animo di chi passa la vita a inventare storie, a darsi nuovi nomi, a interpretare altri ruoli, e a raccontare, sempre, a raccontare in prima persona, nascosto dietro al pianoforte, nascosto dietro quell’Io che è di qualcun altro...”