Monti: misure rapide per far fronte alla crisi. Fitch declassa otto banche

Il premier Mario Monti , in una nota del Consiglio dei ministri, ha sottolineato che :”l’Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale. L’impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi con misure di impulso alla crescita e le  riforme  – continua – dovranno […]

Il premier Mario Monti , in una nota del Consiglio dei ministri, ha sottolineato che :”l’Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale. L’impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi con misure di impulso alla crescita e le  riforme  – continua – dovranno essere attuate “con il consenso delle parti sociali”.
“Il Consiglio dei ministri ha avviato la discussione per identificare il percorso operativo da intraprendere, nel più breve tempo possibile, per la definizione del pacchetto di misure da adottare”, si legge ancora nella nota.
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy  hanno “piena fiducia” nel presidente Monti e nel suo governo e sostegno all’Italia e sono “consapevoli che un crollo dell’Italia porterebbe inevitabilmente alla fine dell’euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili”, rende noto il comunicato di Palazzo Chigi.
Le Borse europee alla fine di una settimana nera prendono fiato. La volatilità però resta alta e le tensioni non scompaiono, come mostra l’andamento negativo del mercato nella prima parte della seduta e la pressione sui titoli di Stato, con lo spread tra il Btp e il Bund sulla soglia di guardia dei 500 punti.
Fitch, a mercati chiusi,  ha declassato 8 banche di medie dimensioni, tra le quali anche Banca Popolare di Milano, come conseguenza – spiega l’agenzia di rating – del peggioramento dell’ambiente economico e in considerazione della “sfida strutturale di operare in un mutato contesto operativo in cui la redditività si è ridotta, tra tassi di interesse bassi e costi di finanziamento più elevati”.

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