Roma: arrestati 5 estremistri di destra ‘Militia’

Questa mattina all’alba in un blitz dei carabinieri del Ros di Roma nell’ambito di un’indagine, coordinata dal Pool antiterrorismo della Procura romana, contro appartenenti all’organizzazione di estrema destra ‘Militia’, sono state arrestate cinque persone.  I reati contestati agli estremisti, si legge in una nota di agenparl, vanno dall’apologia di fascismo alla violazione della legge Mancino, […]

Questa mattina all’alba in un blitz dei carabinieri del Ros di Roma nell’ambito di un’indagine, coordinata dal Pool antiterrorismo della Procura romana, contro appartenenti all’organizzazione di estrema destra ‘Militia’, sono state arrestate cinque persone.  I reati contestati agli estremisti, si legge in una nota di agenparl, vanno dall’apologia di fascismo alla violazione della legge Mancino, all’associazione a delinquere e incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e religiosi. I cinque finiti in manette, già tutti con precedenti specifici e uno di loro già appartenente all’organizzazione eversiva ‘Ordine nuovo’, sono ritenuti responsabili delle scritte offensive che apparvero a Roma contro il presidente della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, e rappresentanti delle istituzioni come il Sindaco della Capitale Gianni Alemanno, i Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, oltra all’ex Presidente degli Stati Uniti George W. Bush e cittadini rumeni.

Oltre che con scritte sui muri e volantini, gli estremisti diffondevano le loro idee attraverso la rivista bimestrale “Insurrezione”, mentre il luogo d’incontro era la ‘Palestra popolare Primo Carnera’, vera e propria base logistica e luogo in cui veniva svolto proselitismo e indottrinamento politico. Secondo gli inquirenti, gli estremisti stavano attuando un vero e proprio ‘disegno criminoso’, con l’obiettivo di gettare le basi per costituire una struttura politica più ampia, orientata verso idee fasciste e pronta ad aggregare attorno al gruppo ‘Militia’ altri movimenti con vocazione di estrema destra, non solo romani. L’obiettivo finale era, sempre secondo gli inquirenti, quello di perseguire finalità antidemocratiche esaltando la violenza quale metodo di lotta per fini di natura xenofoba, e colpire la comunità ebraica.