L’Aquila: ‘In Albis’, un mandala di grano coltivato e luci di candele per riflettere

Nel contesto del programma delle iniziative per il terzo anniversario del sisma, L’Aquila ospita la quarta edizione del progetto In Albis che viene inaugurato alle ore 11 del 5 Aprile, presso la Scalinata di San Berardino. Il progetto di Vittoria Biasi, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, condotto in collaborazione con gli […]

Nel contesto del programma delle iniziative per il terzo anniversario del sisma, L’Aquila ospita la quarta edizione del progetto In Albis che viene inaugurato alle ore 11 del 5 Aprile, presso la Scalinata di San Berardino. Il progetto di Vittoria Biasi, critico d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, condotto in collaborazione con gli artisti aquilani Valentina Colella, Franco Fiorillo e Licia Galizia, prevede una grande installazione site-specific con la forma di un mandala composto da grano coltivato e luci di candele, realizzato con la collaborazione di studenti e allievi della Scuola Elementare Giovanni XIII, della Scuola Elementare De Amicis, della Scuola Media Carducci e del Liceo Scientifico, e con la partecipazione del Comune di Introdacqua. L’opera rimarrà sulla scalinata il 5 e il 6 aprile.
L’evento In Albis è un’opera pubblica, di relazione, site-specific e si inserisce nei linguaggi dell’arte contemporanea: ha una sua condizione teorica, di riflessione attorno ad alcuni principi della conoscenza. Il pensiero di riferimento è quello estremo del bianco, della luce, della fede. L’obiettivo del progetto è riportare il senso, il desiderio della ‘Rinascita’ nei luoghi della catastrofe e dell’Attesa. Dagli antichi culti mediterranei, a quelli della religione cattolica – a Taranto si chiamavano “Piatti del Paradiso” – il rito del grano o Sepolcro richiede una cura assidua nei quaranta giorni che precedono la Pasqua. Nelle antiche scritture, il numero quaranta indica l’attesa o il tempo degli eventi salvifici. E’ lo stesso numero a scandire la vita di Gesù, condotto al tempio a quaranta giorni e risuscitato dopo quaranta ore di permanenza nel sepolcro. E ancora quaranta sono le settimane della gestazione per mettere al mondo una nuova vita. Questo numero, marcando il compimento di un ciclo, segna il passaggio a un ordine di vita altra.
L’installazione prevede anche l’opera musicale di Claudia Rinaldi e contributi di artisti italiani e stranieri: Jacopo Benci, Valentina Colella, Bruna Esposito, Licia Galizia, Franco Fiorillo, Rita Mele, Daniela Monaci, Antonio Mendoza, Massimina Pesce, Teresa Pollidori, María Jesús CUETO-PUENTE, Claudia Rebeca LORENZO-SAINZ, María Isabel PEREZ-ABAD, Meritxel QUEVEDO-SANCHEZ, Iratxe HERNANDEZ-SIMAL, Pietro Reviglio, Fiorella Rizzo, Sara Spizzichino, Sergio Sarra, Elena Sevi, Alessia Spennati, Silvia Stucky. Nei comitati promotore, organizzatore e scientifico anche Valentina Piscitelli (Commissione Cultura del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Conservatori, Pianificatori), Laura Tarantino (Università dell’Aquila), Michelangelo Lupone (Direttore artistico del CRM, socio fondatore e collaboratore dell’Istituto Gramma de L’Aquila), Universidad del País Vasco UPV/EHU, Neola project, Loreto Colella, Associazione Culturale Blanco, Associazione Policentrica Onlus, Universidad del País Vasco UPV/EHU Bilbao, Maria Dalesio, Antonello Santarelli, Sergio Sarra, Vincenzo Varrone, Edvige Bilotti (Commissario Comitato Scientifico Museo Bilotti, Roma), Sergio Fintoni (docente Louiss) e l’artista Giapponese Uemon Ikeda. Riprese fotografiche: Daniele Cruciani, Raffaella Losapio, Vincenzo Ceccato. Progetto grafico: Niccolò Colombaro, Valerio Di Salvatore. VideoMaker: Samuel McFadden. Patrocini: Fondazione Italia Giappone,. Università Vasca, Comune dell’Aquila.