Scontri a Bahrain, Anonymous oscura la F1

Continuano gli scontri tra manifestanti sciiti e forze anti-sommossa della polizia nei villaggi sciiti vicino a Sakhir, il circuito vicino alla capitale Manama dove si svolgono le qualificazioni per il Gran Premio di F1. Un ragazzo di 30 è stato ucciso durante gli scontri tra le forze dei sicurezza e gli attivisti che chiedevano la […]

Continuano gli scontri tra manifestanti sciiti e forze anti-sommossa della polizia nei villaggi sciiti vicino a Sakhir, il circuito vicino alla capitale Manama dove si svolgono le qualificazioni per il Gran Premio di F1. Un ragazzo di 30 è stato ucciso durante gli scontri tra le forze dei sicurezza e gli attivisti che chiedevano la cancellazione del Gran Premio di Formula Uno. Lo ha riferito l’agenzia Dpa. La polizia ha lanciato gas lacrimogeni e bombe assordanti mentre i manifestanti hanno gettato pietre. Nel 2011, sono morte almeno 50 persone a causa dei disordini. La maggioranza del paese lamenta da tempo la discriminazione in atto da parte della monarchia sunnita sostenuta dall’Occidente. Le forze dell’ordine hanno riferito che la F1 si svolgerà regolarmente.

Il gruppo “Anonymous” ha bloccato il sito della F1 pubblicando sulla home del sito un messaggio di rivendicazione. “Per oltre un anno – dice il comunicato – il popolo di Bahrain ha lottato contro il regime oppressivo del re Hamad bin Al Khalifa. Sono stati assassinati per le strade, travolti dai veicoli, picchiati, torturati, colpiti da lanci di gas lacrimogeni anche nelle loro case, sequestrati dalla polizia”. Il comunicato continua, “il regime pesiste a negare qualsiasi riforma significativa e continua ad usare tattiche brutali e violente per opprimere le richieste popolari per la riforma”. Per queste ragioni “ci si dovrebbe opporre con forza al Gran Premio di Formula 1 in Bahrain. Il regime degli Al Khalifa è pronto a raccogliere enormi profitti dalla gara ed ha promesso di utilizzare pallottole reali contro i manifestanti in mobilitazione. Ha già iniziato a deliberare punizioni collettive nei confronti di interi villaggi per le proteste, ed ha promesso ulteriori persecuzioni per “mantenere l’ordine” per gli eventi della Formula 1 in Bahrain. L’organizzazione della Formula 1 era bene al corrente della condizione dei Diritti Umani in Bahrain, ha comunque scelto di contribuire all’oppressione dei civili da parte del regime e verrà punita. Chiediamo l’immediata liberazione dell’operatore umanitario Abdulhadi Alkhawaja che ha passato oltre 70 giorni in sciopero della fame. Non ha commesso alcun crimine, e sta venendo punito dal regime per la sua difesa dei diritti umani basilari del popolo. Liberate lui e tutti gli altri prigionieri politici del Bahrain. Mettete fine alle torture. Deportate tutta la polizia mercenaria e fermate l’utilizzo del gas lacrimogeno contro i civili”.

Manuel Romano

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