Siccità: appello al sindaco di Firenze e ai sindaci della Toscana

Come abbiamo letto nell’articolo di La Nazione del 17 aprile 2012, pagina 20, che titola: “Toscana, Più alta l’acqua nella diga del Bilancino – Piove, piove: ma ancora poco. Non cessa l’allarme siccità. Se ne parlerà domani 26 aprile 2012 a Firenze nell’incontro promosso dalla Fondazione Cesifin”. Come cittadini, prima di convegni e incontri, serve […]

Come abbiamo letto nell’articolo di La Nazione del 17 aprile 2012, pagina 20, che titola: “Toscana, Più alta l’acqua nella diga del Bilancino – Piove, piove: ma ancora poco. Non cessa l’allarme siccità. Se ne parlerà domani 26 aprile 2012 a Firenze nell’incontro promosso dalla Fondazione Cesifin”.
Come cittadini, prima di convegni e incontri, serve ricevere dal proprio Sindaco i dati utili a verificare se la sua amministrazione è pronta a interventi di Protezione Civile per evitare che la gestione dell’acqua potabile attivi gravi e incontrollabili criticità sociali. In sintesi, non si arrivi all’improvviso un giorno a essere informati che non abbiamo a disposizione l’acqua potabile per i nostri anziani, malati, portatori di disabilità, bambini e per le nostre attività economiche.

Premesso che l’acqua, considerata erroneamente un bene inesauribile, è un bene che anno dopo anno diventa esauribile per i seguenti motivi:
Non è mai stato in atto un monitoraggio e una programmazione demografica. Infatti, in 100 anni la popolazione italiana è raddoppiata.
La qualità della vita delle singole persone vede aumentare i singoli consumi d’acqua.
Non è mai stato in atto un monitoraggio e una programmazione sulle attività agricole. Infatti, sono messi a dimora prodotti che chiedono ingenti consumi d’acqua.
Le falde, anno dopo anno, si abbassano di livello mentre l’andamento delle precipitazioni è estremamente ridotto di anno in anno, salvo caratterizzarsi come improvvisi e devastanti rovesci.
Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione di detta risorsa.
Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione sulle attività industriali che impegnano ingenti risorse idriche.
Non abbiamo avuto notizia di un monitoraggio e di una programmazione sulle attività di edilizia sia abitativa sia destinata alle seconde case per le vacanze.

La situazione è delicata e, se non si presenta in tutta la sua drammaticità è solo grazie alle attività degli ultimi anni nella ricerca delle perdite occulte, nella sostituzione delle condotte inadeguate, nelle perforazioni di nuovi pozzi.
Chi confida in un acquazzone per migliorare la situazione si sbaglia perché non sarebbe sufficiente a riempire gli invasi dove le maggiori città attingono le risorse idriche.
Occorre altresì tener conto che sul fronte ambientale è necessario un uso accorto delle risorse idriche, al fine di proteggere i fiumi, i laghi e le aree umide in cui milioni di persone vivono.
Conclusione, è essenziale per tutti i cittadini che ogni sindaco, a partire da quello di Firenze, acquisisca e fornisca notizia di un’azione tesa in tempi certi alla costruzione di un Quadro conoscitivo al fine di programmare interventi di mitigazione dei rischi connessi alla siccità, informare per tempo i cittadini e i soggetti economici sulle problematiche nell’erogazione del servizio, quindi suggerire le ordinanze utili alla limitazione dell’uso dell’acqua potabile, cercando anche di limitare i disagi.

I caratteri essenziali di un quadro conoscitivo sono:

I consumi

Al fine di fotografare i consumi delle acque, il gestore delle acque deve fornire la serie storica relativa ai consumi d’acqua potabile e/o industriale nel territorio di sua competenza, suddividendo per zone dove è possibile chiudere l’erogazione.
Rilevazione suddivisa per consumi inerenti:
1. Privati cittadini
2. Privati commercianti
3. Privati artigiani
4. Privati ristoratori
5. Privati albergatori
6. Imprese agricole
7. Società industriali
8. Società di trasformazioni
9. Edifici pubblici suddivisi per l’attività espletata
10. Fontane pubbliche
11. Perdite nella rete

L’obiettivo
L’individuazione delle utenze permette a chi amministra un territorio di poter determinare e programmare eventuali interruzioni, informando per tempo i soggetti interessati, evitando di penalizzare indistintamente tutta una categoria che nell’insieme non è significativa come consumi ma che potrebbe scatenare gravi e incontrollabili criticità sociali.

L’ approviggionamento idrico
In particolare occorre procedere a quanto segue:
Definire, individuare e mappare le strutture industriali strategiche a rischio in caso di siccità e/o che necessitano di acqua per evitare rischi ambientali.
Definire, individuare e mappare le strutture strategiche sociali (ospedali, ricoveri, vigili del fuoco, ecc..).
Individuare e mappare l’approvvigionamento idrico:
1. Depurazione da fiume
2. Fonti
3. Invasi
4. Altro
Individuare e mappare la loro ubicazione nonché determinarne la tipologia (pubbliche o private) e, in particolare, se condivise con altri enti o uso esclusivo di un Comune.

Il meteo
Acquisizione della situazione meteorologica a lungo termine e step degli aggiornamenti.
Conoscere le proiezioni negative e relativa durata.

Le risorse tradizionali di pronto intervento consistono nel censire le autobotti e definire se il loro utilizzo è in:
a. Proprietà
b. Comodato
c. Noleggio
Determinare le loro capacità operative per il trasporto e distribuzione dell’acqua potabile nel territorio.
Valutare le tempistiche di attivazione e di prontezza operativa ivi compreso rendere le cisterne idonee al trasporto d’acqua potabile, costi e tempi.

L’organizzazione
Formazione di un gruppo specializzato nel gestire il Quadro Conoscitivo Acque.
Definizione dei ruoli dei componenti e dei loro referenti per le segnalazioni delle procedure utili a prevedere, sostenere una criticità inerente la gestione delle acque.
Attivazione delle sinergie nel gruppo, obbligando all’utilizzo di flussi informativi attraverso sistemi certificati (PEC e firma digitale) perché sono economici, rapidi, certi.
Addivenire a un Modello d’intervento secondo il grado di criticità.
Definizione delle azioni e posizionamento per le azioni in emergenza.

Solo l’attivazione delle procedure sopra descritte impedirà chiusure totali o parziali nell’erogazione dell’acqua potabile che avranno effetti imprevisti e micidiali, inficiando la qualità della vita dei cittadini, dei turisti e dello sviluppo del territorio.

Attendiamo riscontri fattivi.

Pier Luigi Ciolli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *