Bologna: dal Tibet all’Italia, la vera storia del destno tra padre e figlio

Giovedì 24 e venerdì 25 maggio Khyentse Yeshe Rinpoche, figlio del famoso Maestro di Dzogchen prof. Namkhai Norbu, sarà a Bologna nell’ambito di un’iniziativa organizzata da Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus, Hexagon e Associazione Culturale Desalling-Comunità Dzogchen Bologna Il 24 al Cinema Odeon ci sarà l’anteprima di “My Reincarnation”, film-documentario della regista […]

Giovedì 24 e venerdì 25 maggio Khyentse Yeshe Rinpoche, figlio del famoso Maestro di Dzogchen prof. Namkhai Norbu, sarà a Bologna nell’ambito di un’iniziativa organizzata da Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus, Hexagon e Associazione Culturale Desalling-Comunità Dzogchen Bologna

Il 24 al Cinema Odeon ci sarà l’anteprima di “My Reincarnation”, film-documentario della regista statunitense Jennifer Fox su Namkhai Norbu e Khyentse Yeshe. Il 25, all’Accademia di Belle Arti, Khyentse Yeshe terrà la conferenza a ingresso libero “Educare la mente: evoluzione e responsabilità individuale”

L’evento è patrocinato da Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Bologna, Osservatorio e Metodi per la Salute dell’Università di Milano Bicocca e Fondazione di Noopolis di Roma.

L’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus, Hexagon e l’Associazione Culturale Desalling-Comunità Dzogchen Bologna organizzano “Khyentse Yeshe a Bologna”: due giorni (24 e 25 maggio) di incontri e dialogo con il maestro spirituale Khyentse Yeshe, figlio di Namkhai Norbu, massimo esponente vivente dello Dzogchen, apice del Buddhismo tibetano.

L’iniziativa prevede giovedì 24 maggio alle ore 20.30 al Cinema Odeon di via Mascarella 3 l’unica data per Bologna, nonché anteprima per il grande pubblico italiano, di “My Reincarnation”, film-documentario sulla vita di Namkhai Norbu e sul destino di Khyentse Yeshe, firmato dalla regista statunitense Jennifer Fox e co-prodotto dall’italiana Vivo Film.

Khyentse Yeshe sarà presente alla proiezione.

Il biglietto di ingresso è stato posto al prezzo di favore di 5 euro, grazie anchealla generosità della signora Ginetta Agostini, proprietaria dell’Odeon, che – in considerazione dell’indubbio spessore culturale dell’evento – ha reso disponibile la Sala A in forma gratuita.

Il lungometraggio – estrema selezione di un materiale filmico pressoché sterminato, girato dalla Fox nell’arco di oltre un ventennio – narra l’avvincente storia dell’ultimo Maestro reincarnato che sia stato istruito in Tibet, e della riluttanza di suo figlio a seguire le orme del padre.

Namkhai Norbu è fuggito dal Tibet nel 1959 per stabilirsi in Italia, dove si è sposato ed ha avuto due figli e ha insegnato fino al 1992 all’Università di Napoli l’Orientale.

Il primogenito, Khyentse Yeshe, è stato riconosciuto come la reincarnazione di un famoso Maestro di Dzogchen, zio materno e tra i maestri di Namkhai Norbu; ma è nato e cresciuto in Italia, ha una vita normale, è un ragazzo dei suoitempi: studia, lavora, pensa di diventare musicista, e non vuole avere a che fare con questo lascito. Col passare degli anni, però, padre e figlio cominciano a cambiare… e “My Reincarnation” acquisisce a poco a poco l’ampiezza e la profondità del grande dramma – narrato però con toni sempre lievi e con un linguaggio semplice, asciutto, capace di farsi intendere da tutti.

Il film della Fox rappresenta dunque il punto di intersezione tangibile di tanti incontri: quello tra due culture, tra due generazioni, tra due epoche, solo apparentemente lontane tra loro, e invecestrettamente collegate dal filo invisibile e però fortissimo del destino che unisce padre e figlio.

Il giorno seguente, venerdì 25 maggio alle ore 18, Khyentse Yeshe sarà all’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti (via Belle Arti 54, Bologna) per la conferenza ad ingresso libero e gratuito “Educare la mente: responsabilità ed evoluzione individuale”: un appuntamento che si pone in continuità ideale con la partecipatissima Lezione Magistrale sulla Medicina Tibetana che il professore Namkhai Norbu tenne nel settembre 2010 all’Università di Bologna.

Questa “due giorni” – grazie alla essenzialità e linearità di linguaggio del film della Fox, e alla capacità di Khyentse Yeshe Rinpoche (italiano a tutti gli effetti, e perfettamente integrato con la realtà di tutti i giorni) di esprimersi in modo sempre diretto e chiaro – costituisce la rara opportunità di approcciare tematiche fondanti della spiritualità tibetana poste in chiave moderna e semplice, e di riconoscerne la straordinaria attualità e capacità di dare risposta ai tanti problemi, individuali e sociali, della contemporaneità.

L’iniziativa ha ottenuto i patrocinii di Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Bologna, Osservatorio e Metodi per la Salute dell’Università di Milano Bicocca e Fondazione di Noopolis di Roma.