“Secondo Eurostat l’Italia, nel primo trimestre del 2012, ha registrato una flessione del Pil dello 0,8%, il risultato peggiore dopo Ungheria (-1,3%) e Repubblica Ceca (-1%). Per il Codacons la caduta del Pil è dovuta, principalmente, al crollo dei consumi. Le manovre di risanamento hanno determinato una così bassa crescita non tanto e non solo per i loro saldi, inevitabili visti i vincoli europei di riduzione del deficit, ma per via della loro composizione che ha finito per aumentare in modo eccessivo la pressione fiscale sui ceti medio bassi, invece che sui redditi alti, incidendo così molto pesantemente sui consumi, persino alimentari. Basti pensare che dalle tasse di lusso (superbollo, barche e aerei) il Governo incasserà appena 453 milioni di euro, mentre l’aumento dell’Iva di settembre 2011 doveva fruttare, nelle previsioni del Governo, 4 miliardi e 236 milioni e per quello di ottobre 2012 sono previsti, nel 2013, 13,2 miliardi di euro”. Così il Codacons in una nota. “Ecco perché il Codacons considera una presa in giro dei consumatori le dichiarazioni di oggi del sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, che ha dichiarato: “evitare l’aumento dell’Iva a ottobre è il primo imperativo su cui tutti hanno convenuto”. Il Governo, infatti, finge di predicare bene ma razzola molto male, dato che non sta facendo i passi necessari a scongiurare questo aumento. E’ evidente, infatti, che quanto previsto attualmente dal Governo con la spending review, 4,2 miliardi per il 2012, 7 su base annua, serve solo a rinviare l’aumento dell’Iva, previsto ad ottobre, al gennaio 2013. Non a caso lo stesso Polillo parla poi di esigenza di spostare il carico fiscale dalle persone alle cose, mostrando così le vere intenzioni del Governo Monti, che non a caso ha cambiato la clausola di salvaguardia di Tremonti da un taglio delle detrazioni fiscali all’aumento dell’Iva. Evidentemente il Governo non comprende due cose. La prima è che se in Italia c’è meno imposizione indiretta rispetto alla Francia è solo perché l’evasione dell’Iva è la più elevata tra i grandi Paesi europei, arrivando al 36%. La seconda è che se vuole più crescita deve cominciare a rispettare l’art. 53 della Costituzione e tassare i cittadini rispettando il criterio della progressività, cosa che le imposte indirette come l’Iva non fanno, dato che sono proporzionali e finiscono per colpire tanto la vecchietta che va al mercato quanto il ricco in vacanza”.
Crisi: flessione del Pil dello 0,8% nel trimestre 2012
“Secondo Eurostat l’Italia, nel primo trimestre del 2012, ha registrato una flessione del Pil dello 0,8%, il risultato peggiore dopo Ungheria (-1,3%) e Repubblica Ceca (-1%). Per il Codacons la caduta del Pil è dovuta, principalmente, al crollo dei consumi. Le manovre di risanamento hanno determinato una così bassa crescita non tanto e non solo […]