Paure olimpiche e non

Gli organizzatori hanno reso noto i nomi delle star musicali che si esibiranno nelle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi (Who, Take That, Duran Duran, Adele, Leona Lewis e George Michael), ma, a quatto giorni dalle Olimpiadi targate Londra 2012, il primo ministro David Cameron ha presieduto una riunione del Cobra, il Comitato […]

Gli organizzatori hanno reso noto i nomi delle star musicali che si esibiranno nelle cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi (Who, Take That, Duran Duran, Adele, Leona Lewis e George Michael), ma, a quatto giorni dalle Olimpiadi targate Londra 2012, il primo ministro David Cameron ha presieduto una riunione del Cobra, il Comitato intergovernativo d’emergenza per fare il punto della situazione sicurezza, trasporti e sulla minaccia di scioperi nei giorni dei Giochi.

Ma è stato anche annunciato che altre riunioni del comitato si terranno quasi quotidianamente nei giorni delle Olimpiadi, i con la partecipazione di funzionari del governo, rappresentanti del Comitato organizzatore e uomini dei servizi di intelligence britannici Mi5 e Mi6.

Sul palco della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra 2012, che si svolgerà n presso l’Hyde Park della si esibiranno i Duran Duran, scelti per rappresentare il “talento musicale” dell’Inghilterra, gli Snow Patrol, per l’Irlanda del Nord, gli Stereophonics per il Galles e Paolo Nutini per la Scozia e, soprattutto,   Adele e Leona Lewis , protagoniste di un inedito quanto inatteso duetto.

Ma intanto, sotto la lente d’ingrandimento la squadra siriana, atterrata questa mattina nella capitale e possibile obiettivo di proteste contro il regime di Assad.

E non solo. Nell’anno in cui ricorre il 40esimo anniversario della strage di Monaco e dopo l’attentato a Burgas, Netanyahu ha  messo in moto sia lo Shin Bet che il Mossad per proteggere la delegazione israeliana composta di 38 persone, soprattutto per anticipare le mosse di chi volesse attentare alla loro vita.

L’intelligence israeliana sarebbe “a caccia di bianchi europei convertiti all’Islam, e alle dipendenze di Quds ed Hezbollah”.

In particolare si starebbe cercando un “terrorista con il passaporto americano, che viaggia con l’identità di David Jefferson, del quale si sono perse le tracce dopo l’attentato di Burgas” e “in possesso di un congegno esplosivo potente”.

Il 4 luglio era stata  una giornata di grande tensione, capace di mettere alla prova la capacità di reazione della polizia inglese, supportata da elementi dell’esercito, reclutati fra i reduci dalla’Afganistan, per coprire le vistose carenze rivelate negli apparati di sicurezza.

Nelle prime ore della mattina,  cinque uomini e una donna, alcuni di nazionalità britannica, erano stati arrestati con l’accusa di “commissione, preparazione o istigazione ad atti di terrorismo” e, secondo Scotland Yard, i sei facevano parte di in un piano per colpire all’interno del Paese, mentre la Bbc aveva riferito che essi erano legati  a gruppi di qaedisti e di età compresa tra 18 e 30 anni.

Nello stesso giorno, nello Staffordshire, un bus era  stato fermato sull’autostrada M6, dopo che alcuni passeggeri e l’autista avevano segnalato che qualcuno a bordo maneggiava un oggetto fumante.

L’autostrada era  stata chiusa per ore, con invio di artificieri, diverse ambulanze e mezzi dei pompieri e della polizia. Alla fine si è scoperto che la “bomba” era solo una sigaretta elettronica che emetteva vapore.

In Inghilterra, ormai da più di un mese, si respira un clima di terrore in vista delle Olimpiadi che partiranno il 27 prossimo.

‘C’è uno stato di vigilanza di intelligence ed operativa in vista dei Giochi olimpici di Londra”, ha detto oggi il ministro della difesa israeliano Ehud Barak, commentando informazioni apparse sul Sunday Times, che hanno avuto immediata eco in Israele.

”I servizi di sicurezza britannici, che sono eccellenti, stanno agendo al massimo delle loro capacità, con l’aiuto di elementi di intelligence da tutto il mondo”, ha aggiunto Barak. ”Bisogna stare sul chi vive”.

Anche gli Usa avevano già deciso di mandare a Londra 500 agenti dell’Fbi e, per quanto riguarda l’Italia, il Viminale ha previsto un funzionario di collegamento a Londra,  ma di solito nelle ambasciate estere operano alcuni agenti dell’Aise (ex Sismi).

Da varie settimane, ormai, la sicurezza è diventata un problema per gli organizzatori dell’evento londinese, con la società G4S, che ha ottenuto la commessa da 284 milioni di sterline per garantire la sicurezza ai Giochi, che ha ammesso, alla vigilia della partenza,  di non essere in grado di fornire tutte e diecimila le guardie di sicurezza necessarie per garantire gli oltre cento eventi olimpici e, di conseguenza, il Governo ha dovuto reclutare altri 3.500 soldati che faranno i controlli al posto delle guardie.
Nick Buckles, l’amministratore delegato di G4S, si è scusato ma la società ha accusato il colpo anche in borsa perdendo il 6,5%, oltre a dover sborsare una cifra dai 30 a 50 milioni di sterline per addestrare e dispiegare i 3.500 soldati aggiuntivi.
G4S è la più grande società di servizi di sicurezza, con ricavi annuali di 7.5 miliardi di sterline e il secondo datore di lavoro, dopo l’americana Wal-Mart, con 125 filiali e 657 mila impiegati nel mondo.
Si è aperto pertanto il dibattito e la polemica nei confronti della London Organising Committee (Locog),  per non aver previsto la complessità dell’operazione sicurezza e molto criticata anche la scelta di affidare la gestione della sicurezza a una società privata senza monitorarne le effettive capacità.

Quanto alle paure non olimpiche, quelle di natura economica non riguardano più solo Grecia, Italia e Spagna, ma investono anche Germania, Olanda e Lussemburgo, dopo che Moody’s ha peggiorato da stabile a negativo l’outlook sul rating di questi Paesi, confermando, invece, la tripla A della Finlandia.

Secondo l’agenzia di rating, sulle prospettive di questi Paesi pesa innanzitutto “la crescente incertezza sugli esiti della crisi del debito nell’area dell’euro considerato l’attuale quadro politico e l’aumentata sensibilità all’eventuale rischio che deriverebbe dalla sempre più probabile uscita della Grecia dall’Eurozona, incluso l’impatto che tale evento avrebbe sui Paesi membri dell’area euro, in particolare Spagna e Italia”.

Per Moody’s, inoltre, “anche se tale evento fosse evitato, c’e’ una sempre maggiore probabilità che venga richiesto ampio sostegno per altri debiti sovrani dell’area euro, in particolare Spagna e Italia.

E, data la maggiore capacità di assorbire i costi legati a questo sostegno, il peso cadrebbe probabilmente più pesantemente sugli Stati membri dal rating più alto se l’area dell’euro dovrà essere preservata nella sua attuale forma”.

E, forse a causa di questo e dopo o le pesanti perdite di ieri, i Btp, stamani,  aprono in rialzo sulla scia di un’apertura in calo dei Bund, trascinati in basso dalla decisione di Moody’s.

Su piattaforma Tradeweb, lo spread Btp/Bund si attesta in apertura a 508 punti base dai 516 della chiusura di ieri, dopo che aveva toccato un massimo da metà gennaio scorso in area 530 punti base.

Parallelamente il rendimento sul decennale italiano è in calo stamane a 6,29%, dal 6,337% dell’ultima chiusura, con un picco al 6,433%, il massimo dal 18 gennaio scorso.

Ma anche oggi potrebbe registrarsi una giornata nera per i titoli di Stato iberici e per i Btp italiani: Lch Clearnet, la principale cassa di compensazione titoli europea, ha deciso di alzare nuovamente i suoi margini di garanzia richiesti per le transazioni su alcuni titoli di Stato italiani e spagnoli.

La clearing house londinese ha rivisto i parametri per i Btp con scadenze comprese tra i 2 e 3,25 anni dal 4,80% al 5,55%, per quelli tra i 7 e 10 anni dal 9,50% all’11,65%, e tra i 15 e 30 anni dal 18% al 20%. L’agenzia, con effetto da oggi, ha rivisto anche i margini per i Bonos con maturità comprese tra i 7 e 10 anni dal 11,80% al 12,20% e quelle tra i 15 e 30 anni fino al 20%.

Ieri, la Consob, dopo la sospensione per eccesso di ribasso di istituti come Banco popolare, Mediobanca e Mps, è corsa ai ripari reintroducendo il divieto delle vendite allo scoperto sui titoli bancari e assicurativi, per essere seguita a stretto giro dall’authority spagnola.

Resta debole, oltre tutto, l’euro, che,  in apertura di giornata, segna 1,2121 dollari, praticamente sugli stessi livelli di ieri sera dopo la chiusura di Wall Street .

E dopo che ieri Obama aveva avvertito l’Ue di intervenire concretamente contro rischi ed operazioni speculative, con segnali forti e concrete e non solo rinviate promesse, oggi Timothy Geithner, ministro del tesoro USA, afferma che: “ La crisi europea presenta significativi rischi per gli Stati Uniti e, in una intervista al Charlie Rose Show, sottolinea che l’economia americana ha rallentato e si trova a dover fronteggiare “forti venti contrari”.

Come si ricorderà, venerdì mattina, mentre il governo lavorava tranquillamente esaminando una serie di provvedimenti in gestazione, inopinatamente,  Monti,  ha dichiarato che “il contagio era da tempo un problema con il quale ci si deve misurare” e che “l’Italia i suoi compiti li ha già fatti e altre manovre restrittive non sono e non saranno all’ordine del giorno”.

Il giorno prima si era recato al Quirinale, per un incontro col Capo dello Stato, che non era stato messo in relazione  con il ribasso delle Borse e con il “contagio”, come se il premier l’avesse scoperto solo allora; i ribassisti sono specializzati nel manipolare i fatti per rendere più profittevoli le loro iniziative.

Sta di fatto che il colloquio con il Quirinale aveva tutt’altro tema; un tema che Monti sta rimuginando da tempo e che al punto in cui siamo riteneva indispensabile sottoporre al capo dello Stato: l’eventuale anticipo delle elezioni entro il prossimo ottobre anziché attendere l’aprile del 2013 come finora si pensava e come i tre partiti della “strana maggioranza” si erano impegnati a garantire.

Non crisi pilotata, dunque, ma scioglimento delle Camere e nuove elezioni.

Un capovolgimento così imprevisto deriva evidentemente da un accurato esame della situazione politica ed economica. E, a sentire gli umori in giro, la nostra paura cresce.

Carlo Di Stanislao