ANT: in Lazio no della ASL all’assistenza per 100 malati oncologici

Da quanto si è appreso dai giornali, a Roma si è brindato in allegre feste in abiti da antichi greci del costo di circa 20.000 euro ciascuna (resta da chiarire chi abbia saldato il conto) mentre la ASL responsabile del distretto Ostia Fiumicino, dove in oltre 10 anni la Fondazione ANT ha fornito assistenza socio […]

Da quanto si è appreso dai giornali, a Roma si è brindato in allegre feste in abiti da antichi greci del costo di circa 20.000 euro ciascuna (resta da chiarire chi abbia saldato il conto) mentre la ASL responsabile del distretto Ostia Fiumicino, dove in oltre 10 anni la Fondazione ANT ha fornito assistenza socio sanitaria gratuita a domicilio a quasi 1.000 Malati terminali di tumore, ha deciso che non rinnoverà la convenzione da 40.000 euro con la Fondazione per il 2012.

Due feste valgono dunque l’assistenza domiciliare ospedaliera che ANT fornisce sino all’ultimo respiro – 24 ore al giorno – a circa 100 persone malate di tumore l’anno a Roma. Il tutto viene realizzato da medici, infermieri, psicologi pagati da ANT – in maniera completamente gratuita per i malati e le loro famiglie – grazie ai fondi raccolti con il supporto di volontari. Nel 2011 ANT era per la prima volta riuscita ad ottenere in Lazio una modesta convenzione del valore di 40.000 euro, ovvero un semplice contributo per l’assistenza realizzata dai 3 medici, 1 infermiere e 1 psicologo ANT. La cifra complessivamente spesa dalla ASL responsabile del distretto Ostia Fiumicino per ogni singolo Sofferente ANT era dunque pari a 400 euro, per una media di assistenza di circa 100 giorni ognuno: meno di una giornata di degenza in un ospedale pubblico, che si aggira intorno ai 600 euro.

Dopo le parole dell’ormai ex presidente della Regione Lazio Polverini, che aveva promesso di destinare a progetti sociali le cifre “risparmiate” in ostriche e caffè, ci si può solo augurare che seguano fatti concreti. In particolare, i vertici della Fondazione ANT chiedono da mesi di essere convocati dal direttore generale della ASL di Roma per firmare il rinnovo della convenzione. A questo punto la richiesta diventa urgente e perentoria, perché i cittadini non siano beffati due volte: prima dai proclami e poi nell’esborso personale per garantirsi il servizio di assistenza domiciliare che sta nel loro pieno diritto.

Nata a Bologna nel 1978 per iniziativa dell’oncologo Franco Pannuti, la Fondazione ANT Italia Onlus opera in nome dell’Eubiosia (dal greco antico, “la buona vita”) intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, dal primo all’ultimo respiro. Dal 1985 a oggi ANT ha assistito in modo completamente gratuito oltre 90.000 sofferenti oncologici (dato aggiornato al 30 giugno 2012). In 9 diverse regioni italiane più di 3.600 malati vengono assistiti ogni giorno nelle loro case dalle 20 équipes di specialisti ANT, che portano al domicilio del sofferente e alla sua famiglia tutte le necessarie cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale. Sono complessivamente 425 i professionisti che lavorano per la Fondazione tra medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari e funzionari, cui si affiancano oltre 1.500 volontari iscritti nel registro ANT. Il supporto socio sanitario fornito non si rivolge solo ad alcune esigenze del malato, come ad esempio il controllo del dolore, ma ha un approccio a 360° che affronta ogni genere di problema, sia esso diagnostico, terapeutico, infermieristico, psicologico e sociale nell’ottica del “benessere globale”. La Fondazione ha due anime, da una parte i professionisti, dall’altra i volontari, che rappresentano una risorsa inestimabile dal punto di vista etico e morale: ANT opera infatti in Italia attraverso un centinaio di Delegazioni, dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle Delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza sanitaria domiciliare. ANT è inoltre fortemente impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Nell’ambito del solo progetto di prevenzione del melanoma, che ha preso il via nel 2004, sono stati visitati 52.322 pazienti in 48 diverse province italiane (dato aggiornato al 30 giugno 2012). La Fondazione ha recentemente ampliato in maniera consistente il proprio raggio d’azione in questo ambito, sia grazie all’Ambulatorio Mobile – Bus della Prevenzione, dotato di moderna strumentazione per realizzare visite in ogni zona d’Italia, sia con il potenziamento della propria rete di ambulatori: a quello già esistente a Bologna presso la sede della Fondazione, se ne sono aggiunti cinque nel capoluogo emiliano e uno a Brescia. Prendendo come anno di riferimento il 2011, l’attività della Fondazione ANT è finanziata, fatta eccezione per i proventi derivanti da convenzioni con Aziende Sanitarie Locali (ASL) – pari al 14% del totale – per la maggior parte dalle erogazioni di privati cittadini e dalle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (56%), dal contributo del 5×1000 (13%) – ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale – da lasciti e donazioni (10%), dagli enti pubblici (3%), da banche e fondazioni (1%) e infine dalla gestione immobiliare e finanziaria (3%).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *