Napolitano: è l’ora di reagire

La fiducia sull’Italia è tornata, è l’ora di reagire: guarda al futuro il discorso di fine anno di Napolitano, auspicando più equità.  “Uscire dalla recessione, rilanciare l’economia” secondo il capo dello Stato, è possibile “solo insieme con l’Europa, portando in sede europea una più forte spinta e credibili proposte per una maggiore integrazione, corresponsabilità e […]

La fiducia sull’Italia è tornata, è l’ora di reagire: guarda al futuro il discorso di fine anno di Napolitano, auspicando più equità.  “Uscire dalla recessione, rilanciare l’economia” secondo il capo dello Stato, è possibile “solo insieme con l’Europa, portando in sede europea una più forte spinta e credibili proposte per una maggiore integrazione, corresponsabilità e solidarietà nel portare avanti politiche capaci di promuovere realmente, su basi sostenibili, sviluppo, lavoro, giustizia sociale”.

Dal Capo dello Stato un pensiero anche ai giovani che “hanno più motivi di tutti per essere aspramente polemici” contro “scelte sbagliate” e “riforme mancate”. Ma, ha aggiunto Napolitano, “importante è che tra i giovani si manifesti, insieme con la polemica e l’indignazione, la voglia di reagire, la volontà di partecipare a un moto di cambiamento e di aprirsi delle strade”.

“Il senatore Monti  – ha detto – ha compiuto una libera scelta di iniziativa programmatica e di impegno politico. Egli non poteva candidarsi al Parlamento, facendone già parte come senatore a vita. Poteva, e l’ha fatto (non è il primo caso nella nostra storia recente) patrocinare, dopo aver presieduto un governo tecnico, una nuova entità politico-elettorale, che prenderà parte alla competizione al pari degli altri schieramenti. D’altronde non c’è nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo”.

Il presidente ha anche auspicato per la campagna elettorale “senso del limite e della misura nei confronti e nelle polemiche, evitando contrapposizioni distruttive e reciproche invettive” e ha espresso profonfo rammarico per la mancata riforma elettorale.