Progetto Case: i canoni di compartecipazione un’offesa all’intelligenza degli aquilani

Gli edifici del Progetto C.A.S.E. stanno cadendo a pezzi giorno dopo giorno e, con una gran faccia tosta, il Sindaco Cialente e i suoi chiedono agli occupanti i canoni di compartecipazione per gli affitti e migliaia di euro per il pagamento delle utenze e delle spese comuni. Gli assegnatari degli alloggi delle cosiddette “new town” […]

Gli edifici del Progetto C.A.S.E. stanno cadendo a pezzi giorno dopo giorno e, con una gran faccia tosta, il Sindaco Cialente e i suoi chiedono agli occupanti i canoni di compartecipazione per gli affitti e migliaia di euro per il pagamento delle utenze e delle spese comuni.
Gli assegnatari degli alloggi delle cosiddette “new town” – ma per quelli che occupano attualmente i Map la situazione non è molto diversa – stanno vivendo una situazione terrificante e nei prossimi tempi andrà anche peggio.
Gli ex affittuari sono costretti a pagare un canone anche nelle case post terremoto. Ora stanno arrivando le bollette per le spese comuni: 2.000, 3.000 euro o più, anche per gli spazi condominiali, dove il servizio deve essere assicurato ad una ditta che è ancora pagata con i fondi di Stato. Qual è la contropartita dei nostri ‘solerti’ amministratori? Manutenzione zero, con gravi disagi per le persone che vivono in quegli appartamenti, perché il terremoto ha distrutto le loro case.
Infiltrazioni di acqua, luci che non funzionano, termosifoni che non si accendono (in pieno inverno), caldaie che – in alcuni casi – non sono a norma e per questo gli occupanti non possono, loro malgrado, produrre al Comune le certificazioni di legge sulla manutenzione obbligatoria degli impianti termici. L’incredibile risposta che fornisce l’Amministrazione a questo disastro è una sola: “La Protezione civile ci ha lasciato questo disastro, non è colpa nostra”.
Bugia colossale; un’offesa all’intelligenza degli aquilani.
La Giunta Cialente aveva saputo per tempo di dover incamerare nel proprio patrimonio questi edifici e non ha provveduto a un sopralluogo, a una verifica della situazione dei complessi in questione. Ha dimostrato di non aver guardato i contratti stipulati tra la Protezione civile nazionale e le ditte appaltatrici, non ha mai utilizzato le garanzie previste per costringere le imprese a riparare i danni che, nel tempo, si sono verificati o a chiedere la liquidazione delle assicurazioni che le imprese stesse avevano dovuto stipulare per poter ottenere l’assegnazione dei lavori. Un’inerzia che ha prodotto oggi disagi e malcontento, con un’Amministrazione che dimostra, ancora una volta, la propria incapacità a gestire problematiche delicate.
Avevamo anticipato al Sindaco, che la gestione di un patrimonio cosi importate era una cosa complicata, che se non fosse stata affrontata con serietà e competenza dal primo momento, sarebbe diventata la rovina finanziaria per il Comune e per quei cittadini che sono costretti a viverci. Non ha sentito ragioni neanche quando gli suggerivamo di non prendere in carico al Comune gli alloggi post sisma, fino a quando la Protezione Civile (e dunque lo Stato) non avesse garantito la manutenzione degli immobili per 10 anni.
I cittadini sono abbandonati a se stessi e, senza un minimo di assistenza, vengono fatti oggetto di richieste vessatorie tra tasse, affitti e spese pregresse.
Rifletta bene, il Sindaco Cialente, sugli errori commessi nella questione Progetto Case e alloggi post sisma in generale. Piuttosto che chiedere il sangue agli aquilani, si renda conto che è necessario procedere sollecitamente a interventi strutturali su questi complessi. Interrompa la richiesta di irritanti balzelli e provveda a soddisfare le esigenze primarie della gente. Una volta tanto

Emanuele Imprudente

Una replica a “Progetto Case: i canoni di compartecipazione un’offesa all’intelligenza degli aquilani”

  1. Gagfga ha detto:

    Sarebbe interessante chiedere al comune perchè all’inizio del 2010 ha contestato alla Protezione Civile la nomina di SEI amministratori professionisti che avrebbero dovuto gestire la proprietà, ripartire le spese rilevando i singoli consumi e riscuotere le quote. In virtù della protesta gli incarichi sono stati annullati ma, a distanza di TRE ANNI, il comune non è stato capace di affidare l’amministrazione, bandendo una gara.

    Oggi ci troviamo a pagare spese forfettarie. Quando verranno fatti i conguagli? E se abbiamo pagato in più, chi e quando ci rimborserà?

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