Economia e finanza dopo la crisi, l’analisi di Visco

Economia e finanza dopo la crisi. E’ questo l’argomento sul quale, oggi, si è soffermato con un lungo approfondimento il Governatore della Banca di Italia, Ignazio Visco durante la Conferenza a classi Riunite che si è svolta presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. Visco si è soffermato sull’importanza dello sviluppo della finanza come strumento di sviluppo […]

Economia e finanza dopo la crisi. E’ questo l’argomento sul quale, oggi, si è soffermato con un lungo approfondimento il Governatore della Banca di Italia, Ignazio Visco durante la Conferenza a classi Riunite che si è svolta presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. Visco si è soffermato sull’importanza dello sviluppo della finanza come strumento di sviluppo economico. Un ruolo questo che non nasconde però alcune ‘pecche’ all’interno del sistema finanza, analizzato tanto a livello nazionale quanto a livello globale. In primis il governatore di Bankitalia, infatti, sottolinea il rischio che la finanza possa diventare fine a se stessa, questo qualora vengano a mancare parametri fondamentali quali la competenza e la buona fede degli intermediari, e gli adeguati regimi di regolamentazione e supervisione. Non da meno, però, un altro aspetto concorre al corretto ‘andamento’ del sistema economico-finanziario. E questo riguarda la paercezione nonchè l’atteggiamento del pubblico nei confronti della finanza. Un atteggiamento caratterizzato, oggi più di ieri, da una “sfiducia strutturale – a detta di Visco e che – oscilla a seconda delle condizioni dei sistemi finanziari e dei mutamenti nell’umore politico riguardo all’intervento dello Stato nell’economia”. La crisi poi ha dato un ulteriore apporto affinchè tutto e tutti, nel mondo della finanza, venissero messi in discussione. Il tutto in aggiunta agli sviluppi interni di questo sistema, favoriti dai progressi nelle tecnologie, che “all’intrinseca difficoltà di valutare la qualità dei prestiti hanno aggiunta quella di comprendere appieno l’effettivo ruolo dei prodotti finanziari strutturati. L’assenza di trasparenza è stata particolarmente grave nella valutazione degli strumenti di finanza strutturata. Ma la percezione negativa delle banche e della finanza non deve portare a una reazione eccessiva e priva di discernimento”. E questa ‘complessità’ ha portato a quello che viene riportato da Visco come il ‘benevolo distacco”. “Le grandi istituzioni finanziarie – afferma Visco – hanno sostenuto con successo che l’innovazione finanziaria era troppo complessa e opaca perché i regolatori potessero venirne a capo. Accettare l’idea che un “benevolo distacco” fosse l’atteggiamento giusto da tenere è stato tuttavia un errore fatale”. Il tutto, però, non senza rivedere aspetti fondamentali del sistema finanziario. “La regolamentazione del patrimonio e della liquidità deve accompagnarsi con un miglioramento dei dispositivi interni di controllo dei rischi e con azioni volte a correggere gli incentivi a un’eccessiva assunzione di rischio. I membri dei consigli di amministrazione e gli alti dirigenti devono avere una profonda comprensione della struttura operativa d’insieme e dei rischi della banca. È inoltre fondamentale che le autorità di vigilanza esaminino periodicamente le politiche e le prassi di governo societario adottate dagli intermediari. Anche le politiche di remunerazione vanno riviste”. Secondo Ignazio Visco, infatti, una “corretta conduzione dell’attività creditizia e finanziaria richiede anche competenza e buona fede da parte degli intermediari, essenziali per assicurare una sana e prudente gestione e preservare la fiducia dei risparmiatori”. (mca)

2 risposte a “Economia e finanza dopo la crisi, l’analisi di Visco”

  1. […] finanza“Sky.itVisco: “In Mps uso eccessivo della finanza“Il TempoANSA.it -L’Impronta L’Aquila -TGCOMtutte le notizie […]

  2. […] di finanza e derivati i “mali” di Mps …Il Sole 24 OreTGCOM -Il Tempo -L’Impronta L’Aquilatutte le notizie […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *