Laura Boldrini e Pietro Grasso presidenti di Camera e Senato

Laura Boldrini presidente della Camera e Pietro Grasso presidente del Senato. Il Parlamento ha fatto le sue scelte, riscattando con due candidature proposte nella mattinata di ieri dal centrosinistra la giornata delle schede bianche di ieri. Le elezioni della ex portavoce dell’Alto commissariato Onu per l’Italia e dell’ex procuratore nazionale antimafia sono state infatti le […]

Laura Boldrini presidente della Camera e Pietro Grasso presidente del Senato. Il Parlamento ha fatto le sue scelte, riscattando con due candidature proposte nella mattinata di ieri dal centrosinistra la giornata delle schede bianche di ieri.
Le elezioni della ex portavoce dell’Alto commissariato Onu per l’Italia e dell’ex procuratore nazionale antimafia sono state infatti le sorprese di una situazione politica per la quale ieri in molti avevano usato la parola “stallo”.

Boldrini, marchigiana, classe 1961, è stata eletta con 327 su 618 votanti (il centrosinistra ha 340 voti). Grasso, siciliano, 67 anni, con 137 voti su 313 votanti, con almeno 17 schede che vengono in gran parte attribuite al Movimento 5 stelle.
Si tratta di due tra i candidati alle ultime elezioni che maggiormente venivano legati alla “società civile”. Boldrini, oltre che per il suo incarico, per il suo impegno in favore dei diritti degli immigrati e del suo sostegno alle campagne in favore di un linguaggio più corretto (sua l’iniziativa che ha portato l’Ordine dei giornalisti e la Federazione della stampa ad approvare la Carta di Roma su immigrati e media). Grasso, oltre che per la sua carriera di magistrato, per il suo sostegno alle organizzazioni sociali antimafia e in particolare di Libera.
Il primo discorso di Boldrini (qui il video integrale da Corriere.it) è stato caratterizzato da numerosi riferimenti ai temi sociali più urgenti, dai detenuti in “condizioni disumane” ai poveri (“dobbiamo combattere la povertà, non i poveri”), dalle donne vittime di violenza agli immigrati morti nel Mediterraneo, dalle vittime della mafia agli esodati.

Il primo commento dal non profit è stato quello del portavoce del Forum del Terzo settore, Pietro Barbieri, che ha espresso “grande soddisfazione” per l’elezione di Laura Boldrini a presidente della Camera, che “ha dedicato la sua vita all’impegno per la difesa dei diritti umani, accanto ai rifugiati e alle persone più deboli” con la capacità di “ascoltare la sofferenza sociale”. La sua elezione, conclude il Forum, è un segnale di quell’auspicato processo di riconoscimento del ruolo positivo che il terzo settore può giocare come motore di sviluppo e di crescita per il nostro Paese. A Lei rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro”.

Il presidente di Unicef Italia Giacomo Guerrera ha ricordato la Boldrini come “appassionata protagonista di importanti battaglie di civiltà in difesa dei diritti umani. Siamo sicuri – dice in un comunicato – che anche da presidente della Camera continuerà ad essere dalla parte dei più vulnerabili e dei più deboli”.

Anche l’ong Cospe ha commentato l’elezione della Boldrini ricordando come “in Italia, sulle sponde del Mediterraneo, sulle tratte dei migranti e in queste periferie dei tanti sud del mondo, abbiamo speso incrociato il nostro lavoro e il suo impegno e abbiamo finalmente speranza che con questa figura autorevole il rispetto dei diritti e la dignità degli ultimi entrino con forza nel discorso della politica italiana che purtroppo finora ha latitato di fronte alle sfide più difficili come quelle legate all’immigrazione”.

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