Giornata mondiale del rifugiato: 2012 record persone che fuggono, 45 milioni/video

Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l’Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata.   Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, […]

Nella giornata mondiale del Rifugiato 2013 l’Unhcr e altri enti e associazioni vicine alla figura del rifugiato fanno il punto della situazione. Secondo l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ogni 4 secondi una persona nel mondo diventa rifugiata o sfollata.

 

Sono sempre guerra (per il 55% delle persone), fame, distruzione e paura, gli ingradienti della fuga, che spingono milioni di persone ogni anno a trovare rifugio, a costo di perdere la vita, in un’altra nazione.

Secondo l’ultimo rapporto Global Trends, sulle tendenze a livello globale in materia di spostamenti forzati di popolazione e pubblicato ieri dall’Unhcr in occasione della Giornata mondiale del rifugiato di quest’anno, nel 2012 il numero di rifugiati e sfollati interni ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 18 anni,45,1 milioni di persone nel mondo, mentre nel 2011 sono state 42,5 milioni le persone costrette alla fuga in altri paesi.

Di queste 45, 1 milioni, 15,4 erano i rifugiati, 937mila richiedenti asilo e 28,8 milioni gli sfollati, ma all’interno del proprio paese.

In Italia nel 2012 sono state presentante 17.352 domande d’asilo, circa la metà dell’anno precedente. Questo calo significativo, determinato prevalentemente dalla fine dell’Emergenza Nord Africa, riporta il numero di domande in media con il dato degli ultimi dieci anni. Tuttavia l’anno scorso le domande d’asilo presentate a livello mondiale dai rifugiati minori non accompagnati o separati dai loro genitori, hanno raggiunto un indice record arrivando a 21 mila e 300. Si tratta del numero più alto mai registrato dall’Unhcr.

I rifugiati in Italia alla fine del 2012 erano 64.779, collocandosi così l’Italia al 6° posto tra i Paesi europei.

I paesi di provenienza sono prevalentemente quelli dove è in corso una guerra come l’Afghanistan, in testa alla classifica dei paesi d’origine del maggior numero di rifugiati, un triste primato che detiene da ben 32 anni, un rifugiato su 4, infatti, è afgano. Seguono Somalia, Iraq, Siria e Sudan. Importanti nuovi flussi si registrano anche in uscita da Mali, Repubblica Democratica del Congo e dallo stesso Sudan verso Sud Sudan ed Etiopia.

L’articolo 10 della Costituzione Italiana prevede che uno straniero al quale nel suo Paese sia impedito di esercitare “le libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana”, ha diritto d’asilo nel territorio italiano, “secondo le condizioni stabilite dalla legge”. L’asilo costituzionale è rimasto, per tanti anni, un concetto praticamente disapplicato fino al 1997, quando una sentenza della Corte di Cassazione ha indicato il tribunale ordinario come organo competente per decidere sulla concessione dell’asilo ai sensi della Costituzione, anche in assenza di una legge applicativa. Tuttavia, la legge di applicazione, a tutt’oggi, non è mai stata realizzata.

In Italia, per far fronte alle esigenze di accoglienza, si dispone di 3mila posti che fanno capo al Servizio per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), in collaborazione con gli Enti locali, le Regioni e il mondo sociale, e di 2mila posti assicurati dai Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara), oltre a questa rete di servizi già esistente, le Regioni hanno dichiarato la disponibilità di altri 50mila posti, di cui la metà è stata effettivamente utilizzata per accogliere le persone in fuga dal Nord Africa.

Guarda anche il video sulla Giornata mondiale del Rifugiato qui

Lisa D’Ignazio